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Bayer studia la scalata a Monsanto che respinge le sue avances

Il colosso americano continua a definire "insufficiente" la proposta tedesca per creare un colosso nel settore agrichimico. Se la trattativa non si sbloccasse il gruppo americano potrebbe decidere di rivolgersi direttamente agli azionisti con un'offerta ostile

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MILANO - Bayer si prepara a lanciare la scalata Monsanto con il lancio di un'offerta ostile. Il colosso americano degli ogm e dei pesticidi, infatti, continua a rifiutare le sua avances. L'indiscreazione arriva dal quotidiano tedesco Handelsblatt, ma d'altra parte il gruppo a stelle e strisce ha già respinto due volte l'offerta dalla rivale teutonica, giudicandola "insufficiente" per garantire una fusione, pur dicendosi disponibile a discussioni. L'ultima offerta, alzata rispetto alla proposta iniziale era di circa 64 miliardi di dollari. Nel frattempo i negoziati proseguono, ma se non si raggiungesse un'intesa i vertici di Bayer potrebbero decidere di rivolgersi direttamente agli azionisti della Monsanto.

I tedeschi quindi insistono: vogliono unirsi in nozze con gli americani per creare la leadership nel mondo dei semi e della chimica per l'agricoltura. A inizio luglio era girato anche il nome di un'altra azienda tedesca per il futuro dell'azienda americana, che avrebbe studiato varie transazioni inclusa una potenziale acquisizione della divisione di Basf dedicata alle soluzioni agricole.

Se mai l'acquisizione da parte di Bayer dovesse andare in porto, sarebbe il più grande takeover dell'anno in corso. Ma sarebbe anche il più grande realizzato da un gruppo tedesco da cui nascerebbe un colosso mondiale dell'agrochimica, un settore protagonista di un consolidamento. A febbraio la cinese ChemChina - che controlla l'italiana Pirelli - ha annunciato l'accordo per rilevare la svizzera Syngenta per circa 43 miliardi di dollari; nel dicembre del 2015 le americane Dupont e Dow Chemical raggiunsero un'intesa per nozze con un valore di circa 130 miliardi di dollari.