MILANO - Da lunedì e fino a mercoledì alle 14 i risparmiatori potranno sottoscrivere nuove azioni del Montepaschi. Gli investitori istituzionali avranno un giorno di tempo in più. Insieme alla conversione volontaria dei bond subordinati, Mps è alla ricerca di 5 miliardi complessivi per ripatrimonializzare la banca. Per trovarli ha a disposizione (oltre alla sottoscrizione di nuove azioni) tre giorni lavorativi e mezzo per bussare alla porta di 40mila piccoli investitori che hanno sottoscritto obbligazioni subordinate del Monte dei Paschi di Siena. Una, in particolare, emessa nel 2008 e con scadenza nel 2018, finita nei portafogli di molti clienti retail per un ammontare intorno ai 2 miliardi di euro. A loro andrà sottoposta l'alternativa di scambiare quei titoli in azioni del Monte, sperando che poi il mercato faccia la sua parte; oppure andare incontro a una conversione forzata dei bond nel giro di pochi giorni, con un intervento statale che dovrebbe in parte garantire il ristoro di quell'investimento. Il precedente è quello delle quattro banche salvate alla fine del 2015, con meccanismi tutti da oliare.
Un'operazione difficile che rende ancora più incerto il futuro della banca, vittima di una fuga a gambe levate da parte di molti risparmiatori. La banca ha perso 6 miliardi di euro di "raccolta diretta commerciale" tra il 30 settembre e il 13 dicembre, "di cui 2 miliardi dal 4 dicembre 2016, data del referendum costituzionale". E' quanto emerge dall'aggiornamento del prospetto sulla conversione dei bond. I sei miliardi si aggiungono ai 13,8 miliardi persi nei primi nove mesi del 2016, portando il saldo negativo a quasi 20 miliardi di euro.
Ora tocca al management riportare la fiducia che ha ottenuto da una Consob spaccata, come ricostruisce Repubblica in edicola, il via libera all'estensione della conversione dei bond subordinati in azioni nell'ambito della difficile ricapitalizzazione da 5 miliardi avallata dal cda. I titoli sono gli stessi che furono oggetto dell'operazione annunciata circa un mese fa. Allora, però, le problematiche Mifid legate all'adeguatezza dei profili degli investitori suggerirono di lasciare fuori i clienti piccoli e aprire la conversione solo agli istituzionali, che hanno aderito per circa 1 miliardo. A distanza di un mese l'impostazione è cambiata e l'adeguatezza all'investimento si piega alla necessità di raccogliere capitali: dalle ore 9:00 di oggi, 16 dicembre, alle ore 14:00 del 21 dicembre la banca chiederà nuovamente di convertire i bond in azioni, anche ai clienti retail. L'azione del Monte dei Paschi, in Borsa, risale sul via libera dell'Autorità, ufficializzato prima dell'apertura dei mercati. Ecco quali sono i titoli coinvolti nel supplemento di conversione:
La banca specifica - in una nota mattutina - che l'estensione dell'offerta di conversione in azioni per quanto riguarda il titolo Fresh 2008 (Isin: XS0357998268), emesso da Mitsubishi UFJ Investor Services & Banking (Luxembourg) S.A., riguarderà soltanto gli investitori qualificati.
Dal supplemento al documento informativo dell'operazione emerge anche il dettaglio dei costi dell'aumento: lo sconto dal venir meno delle commissioni di garanzia che sarebbero andate alle banche - che non assicurano più la sottoscrizione dell'inoptato - è di 90 milioni: i costi totali dell'operazione scendono così da 648 a 558 milioni. I costi per l'aumento da 170 a 84 milioni, quelli per la conversione dei bond da 22 a 18 milioni e il totale dei costi vivi scende quindi da 269 a 179 milioni. Sempre dal documento si apprende che secondo la Bce, che ha negato la proroga all'aumento per una ventina di giorni, "la situazione della liquidità della Banca si è andata progressivamente deteriorando fino a raggiungere, a valle del referendum" del 4 dicembre "un orizzonte temporale di 29 giorni entro il quale la Banca può far fronte ai propri fabbisogni di liquidità senza ricorrere a nuovi interventi".
Visto la precedente limitazione suggerita da Consob sulle ragioni Mifid, Mps assicura attenzioni aggiuntive verso i clienti propri e di Banca Widiba. Dal canto loro, i clienti firmeranno di esser a conoscenza di tutti i conflitti d'interesse dell'informazione e una sorta di "ok a procedere" (dichiarazione olografa), nel quale i piccoli investitori dichiareranno di voler convertire le obbligazioni in azioni, consapevoli di ciò a cui vanno incontro anche in tema di eventuale bail-in, pur avendo un profilo che la banca stessa giudica "inadeguato" a quell'investimento. Ecco cosa garantisce Mps, come da lei riportato in nota:
Un'operazione difficile che rende ancora più incerto il futuro della banca, vittima di una fuga a gambe levate da parte di molti risparmiatori. La banca ha perso 6 miliardi di euro di "raccolta diretta commerciale" tra il 30 settembre e il 13 dicembre, "di cui 2 miliardi dal 4 dicembre 2016, data del referendum costituzionale". E' quanto emerge dall'aggiornamento del prospetto sulla conversione dei bond. I sei miliardi si aggiungono ai 13,8 miliardi persi nei primi nove mesi del 2016, portando il saldo negativo a quasi 20 miliardi di euro.
Ora tocca al management riportare la fiducia che ha ottenuto da una Consob spaccata, come ricostruisce Repubblica in edicola, il via libera all'estensione della conversione dei bond subordinati in azioni nell'ambito della difficile ricapitalizzazione da 5 miliardi avallata dal cda. I titoli sono gli stessi che furono oggetto dell'operazione annunciata circa un mese fa. Allora, però, le problematiche Mifid legate all'adeguatezza dei profili degli investitori suggerirono di lasciare fuori i clienti piccoli e aprire la conversione solo agli istituzionali, che hanno aderito per circa 1 miliardo. A distanza di un mese l'impostazione è cambiata e l'adeguatezza all'investimento si piega alla necessità di raccogliere capitali: dalle ore 9:00 di oggi, 16 dicembre, alle ore 14:00 del 21 dicembre la banca chiederà nuovamente di convertire i bond in azioni, anche ai clienti retail. L'azione del Monte dei Paschi, in Borsa, risale sul via libera dell'Autorità, ufficializzato prima dell'apertura dei mercati. Ecco quali sono i titoli coinvolti nel supplemento di conversione:
Titoli |
Emittente | Serie | ISIN | Ammontare totale in circolazione (1) (Euro) |
Prezzo di Acquisto |
| Tier I | Antonveneta Capital Trust I | 80.000 Noncumulative Floating Rate Guaranteed Trust Preferred Securities garantite da Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. | XS0122238115 | 20.705.000 | 85% |
| MPS Capital Trust I | €350.000.000 7,990% Noncumulative Trust Preferred Securities garantite da Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. | XS0121342827 | 72.596.000 | 85% | |
| Antonveneta Capital Trust II | 220.000 Noncumulative Floating Rate Guaranteed Trust Preferred Securities garantite da Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. (i “Titoli ATV CTII”) | XS0131739236 | 55.120.000 | 85% | |
| Tier II | Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. | €2.160.558.000 Tasso Variabile Subordinato Upper Tier II 2008 – 2018 (i “Titoli MPS I) | IT0004352586 | 1.962.002.000 (2) | 100% |
| Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. | €500.000.000 Subordinated Floating Rate Notes due 2017 | XS0236480322 | 342.693.000 | 100% | |
| Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. | €150.000.000 Subordinated Lower Tier II Floating Rate Notes due 2018 | XS0238916620 | 87.423.000 | 100% | |
| Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. | €100.000.000 Subordinated 10NC5 Lower Tier II Notes due October 2018 | XS0391999801 | 31.300.000 | 100% | |
| Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. | €500.000.000 Lower Tier II Subordinated 7.00 per cent. Notes due 2019 | XS0415922730 | 34.000.000 | 100% | |
| Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. | €500.000.000 Lower Tier II Subordinated 5.00 per cent. Notes Due 2020 | XS0503326083 | 303.156.000 | 100% | |
| Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. | €500.000.000 Lower Tier II Subordinated 5.60 per cent. Notes due 2020 | XS0540544912 | 326.198.000 | 100% |
Dal supplemento al documento informativo dell'operazione emerge anche il dettaglio dei costi dell'aumento: lo sconto dal venir meno delle commissioni di garanzia che sarebbero andate alle banche - che non assicurano più la sottoscrizione dell'inoptato - è di 90 milioni: i costi totali dell'operazione scendono così da 648 a 558 milioni. I costi per l'aumento da 170 a 84 milioni, quelli per la conversione dei bond da 22 a 18 milioni e il totale dei costi vivi scende quindi da 269 a 179 milioni. Sempre dal documento si apprende che secondo la Bce, che ha negato la proroga all'aumento per una ventina di giorni, "la situazione della liquidità della Banca si è andata progressivamente deteriorando fino a raggiungere, a valle del referendum" del 4 dicembre "un orizzonte temporale di 29 giorni entro il quale la Banca può far fronte ai propri fabbisogni di liquidità senza ricorrere a nuovi interventi".
Visto la precedente limitazione suggerita da Consob sulle ragioni Mifid, Mps assicura attenzioni aggiuntive verso i clienti propri e di Banca Widiba. Dal canto loro, i clienti firmeranno di esser a conoscenza di tutti i conflitti d'interesse dell'informazione e una sorta di "ok a procedere" (dichiarazione olografa), nel quale i piccoli investitori dichiareranno di voler convertire le obbligazioni in azioni, consapevoli di ciò a cui vanno incontro anche in tema di eventuale bail-in, pur avendo un profilo che la banca stessa giudica "inadeguato" a quell'investimento. Ecco cosa garantisce Mps, come da lei riportato in nota:
- viene fornita una specifica informativa sul conflitto di interesse della Banca;
- viene sempre effettuata la valutazione di adeguatezza dell’adesione;
- nei confronti della clientela rispetto alla quale l’adesione risulti adeguata la Banca fornirà il servizio di consulenza;
- nei confronti della clientela rispetto alla quale l’adesione non risulti adeguata, la Banca non fornirà il servizio di consulenza. Il cliente che di propria iniziativa intendesse aderire all’Offerta sarà informato dell’inadeguatezza e potrà: (i) rinunciare all’operazione; (ii) chiedere di procedere comunque con l’adesione all’Offerta;
- al fine di evitare riprofilature degli investitori strumentali ad assicurare il buon esito del giudizio di adeguatezza, è stato deciso di utilizzare, ai fini della valutazione di adeguatezza, i questionari MiFID in essere al 30 settembre 2016 o comunque i parametri più cautelativi (più bassi) rilevati nei questionari presenti nel periodo compreso tra la fine di settembre 2016 e il giorno dell’adesione.
- di inviare ai propri clienti depositanti possessori dei titoli interessati dalle Offerte apposita comunicazione per informarli dell’operazione con evidenza dei conflitti di interesse e con un rimando ai contenuti riportati nella documentazione d’offerta;
- di consegnare alla clientela che, a fronte dell’avviso ricevuto, dovesse recarsi in filiale per ottenere ulteriori informazioni sulle offerte un’apposita scheda tecnica, la Nota di Sintesi e le relative modifiche apportate dallo specifico supplemento, le presenti Avvertenze, le Avvertenze del Documento di Offerta e le relative modifiche apportate dallo specifico supplemento (queste ultime definite come Complessive Avvertenze).