Economia

Penati sbotta contro i banchieri italiani: "Poco lungimiranti"

Il presidente di Quaestio, la società che gestisce il Fondo Atlante, ne ha per ogni operazione: "L'aumento Mps? Pensato male, gestito peggio. Le banche venete? A scavare viene fuori una horror story. Le svalutazioni del Fondo decise dai grandi soci? Mi fanno imbestialire". L'esperienza è stata "una delusione", ha trovato più supporto in Bce

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MILANO - Il professor Alessandro Penati, presidente della Quaestio sgr che ha in carico la gestione del Fondo Atlante nato per puntellare le banche in difficoltà e intervenire sul mercato dei crediti deteriorati, è un fiume in piena. Che travolge tutti, a cominciare dai banchieri che hanno portato i loro istituti a significativi esborsi per acquistare quote di Atlante, che in prima battuta è intervenuto nella ricapitalizzazione delle due banche venete Pop Vicenza e Veneto Banca. A distanza di pochi mesi dalla nascita del fondo, già gli istituti che l'hanno acquistato (Intesa e Unicredit in testa) si sono trovati a svalutare pesantemente le loro quote. "Questa cosa della svalutazione mi fa imbestialire, c'è una lungimiranza pari a zero. Investi in una banca fallita e dopo sei mesi svaluti", ha commentato oggi Penati. Che ha poi risposto seccamente a chi gli chiedeva se ritenesse di avere il supporto delle banche che hanno sottoscritto il fondo: "Macchè supporto, mi votano contro". Parlando a lungo con i giornalisti a margine di un convegno, il numero uno di Quaestio ha poi invitato a valutare quanto varrà "tra tre anni" la banca che nascerà dalla fusione tra la Pop Vicenza e Veneto Banca, quando avvrà "i ratio migliori d'Italia".

Veneto. Sui prossimi passi degli istituti controllati a larga maggioranza da Atlante, ha dettagliato: "Vogliamo utilizzare la ricapitalizzazione precauzionale" da parte dello Stato "nel modo giusto: noi dobbiamo restare azionisti e dobbiamo rimanere al controllo. La ricapitalizzazione precauzionale è un intervento temporaneo e di minoranza per permettere di eseguire il piano e dare le garanzie alla Bce". L'intervento pubblico è comunque ormai più che probabile, dato che "la Bce vuole la garanzia che il piano sia totalmente finanziato dall'inizio e abbia altissime probabilità di successo". Penati ha sottolineato che nell'autorizzare la fusione tra i due istituti l'Eurotower si giocherà parte della sua credibilità, e per questo vuole garanzie chiare, e ha sottolineato comunque che nella vicenda delle banche venete atlante ha trovato "più supporto a Francoforte che in Italia". Certo la situazione in Veneto non è serena: "Noi abbiamo due banche che erano fallite, ma parliamoci chiaro: sono ancora adesso in situazioni disastrose", ha spiegato Penati. Adesso, però, "presentiamo un piano con il supporto della Bce con il quale facciamo ristrutturazioni", che prevedono la pulizia non solo dei crediti deteriorati ma anche di quelli considerati come probabili mancati incassi. Secondo il presidente di Queastio il tutto avverrà "in nove mesi: se lo eseguiamo in un anno abbiamo battuto dei record storici".

Siena. Ma la disanima di Penati non si è limitata alle questioni venete. Il manager ha riflettuto anche del Monte dei Paschi: finché era in piedi il tentativo di operazione di mercato, per Atlante era previsto un ruolo nella maxi-cessione di circa 27 miliardi di crediti deteriorati, che sarebbero stati cartolarizzati. "Dovevamo fare la più grande cartolarizzazione in Europa, one shot, e poi un aumento di capitale strutturato per sostenere al meglio l'operazione sui non performing loan (npl, i crediti deteriorati)", ha ricostruito oggi. "Invece è stato fatto il contrario: la struttura degli npl è stata via via aggiustata a sostegno dell'aumento di capitale, che è stato pensato male e gestito peggio".

Atlante e le banche. Parlando in generale del Fondo e degli interventi sulle banche in crisi, Penati ha spiegato: "Credo che con 4 miliardi in più a luglio 2017 avremmo risolto tutte le crisi bancarie e sarebbero meno di quanto il sistema bancario ha pagato per Marche ed Etruria: sto parlando di soldi buttati via". A margine di un convegno sul 'mattone' organizzato dai geometri, ha aggiunto: "Però non ce li abbiamo". D'altra parte Atlante, creato "per rispondere a un'emergenza, perché altrimenti Vicenza sarebbe andata in risoluzione", è nato "senza risorse" ma con "40mila obiettivi: gli sono stati dati obiettivi disparati senza dare le risorse per risolvere nessuno di questi". L'equivoco, ha notato, è nato già dal nome Atlante, che "ha dato aspettative assurde e io non lo volevo, mi piace il low profile". Per queste ragioni l'esperienza negli ultimi mesi, ha concluso Penati, "a livello personale è stata fonte di grande amarezza e delusione, ma non spiegherò perché".

Frasi che non sono passate inosservate: il Presidente di Intesa Sanpaolo, Gian Maria Gros-Pietro, pur dicendo di non volerle valutare ha rimarcato: "Il cda di Intesa ha deliberato la possibilità di un impegno da 1 miliardo di euro e fino a adesso abbiamo investito più di 800 milioni. Questo è il nostro supporto, non dico altro".