Ci sono andati pesanti gli amministratori della Cassa depositi e prestiti, con politica contabile sulla quota versata nel fondo Atlante per salvare dalla liquidazione le due ex banche popolari venete di Vicenza e di Montebelluna, e per accelerare la costituzione del mercato delle sofferenze creditizie. Come si legge nel bilancio di Cdp, pubblicato ieri, i 406 milioni versati fino a gennaio 2017 sono stati svalutati di circa il 72,5%. Un salasso da 294 milioni, che lascia la partecipazione a un valore contabile di 111 milioni. Un mese fa, presentando il bilancio dell'istituto di promozione dell'economia a controllo pubblico, l'amministratore delegato Fabio Gallia aveva preannunciato una svalutazione "molto prudenziale". Bisogna dargliene atto, comparando quel che ha fatto Cdp con le prassi contabili utilizzati da altri grandi sottoscrittori del fondo privato salvabanche. I primi 12 istituti quotisti di Atlante nei loro bilanci 2016 avevano svalutato per complessivi 1,01 miliardi gli 1,98 miliardi effettivamente versati al fondo guidato da Alessandro Penati, che rappresentano grosso modo i quattro quinti degli impegni iniziali. A meno di un anno dalla nascita, la svalutazione media di Atlante era stata quindi del 51,2% delle somme versate, con punte di severità per Unicredit (che ha ridotto del 79% a 139 milioni la propria partecipazione a bilancio) e impostazione più "clemente" per Intesa Sanpaolo (stralcio di 227 milioni, pari al -33% dell'investito). In mezzo ci sono tutti gli altri istituti. La celerità di cotante svalutazioni aveva dato fastidio ai gestori di Atlante, fondo inteso come uno strumento di private equity con obiettivi quinquennali. Ma le banche, essendo quotate, hanno i loro vincoli. Cdp, che quotata non è, e non è nemmeno una banca, ha meno vincoli. Eppure è stata più tranchant della media. Forse è anche dovuto al fatto che il momento della verità per i 3,5 miliardi versati da Atlante nel capitale di Veneto Banca e di Vicenza sta per avvicinarsi. Tra un paio di mesi la matassa che porta alla fusione e ricapitalizzazione statale delle due banche sarà sbrogliata, e si vedrà chi c'è andato più vicino.