Economia

Generali, utile 2016 a 2,08 miliardi, cresce il dividendo

Il gigante assicurativo presenta i conti dell'esercizio appena chiuso. Risultati in linea con le aspettative. Agli azionisti una cedola di 0,8 euro ad azione, in aumento dell'11,1%. Anticipato al 2018 il target di riduzione dei costi. Svalutata del 52% la quota in Atlante

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MILANO - Generali archivia il 2016 con risultati in linea con le aspettative degli analisti. Il gruppo assicurativo - spiega una nota-  ha registrato nel 2016 utili a 2.081 milioni e in crescita del 2,5% dal 2015 e proporrà in assemblea un dividendo di 0,8 euro per azione, in crescita dell'11,1%. I premi complessivi ammontano a 70.513 milioni (-3,9%), con una crescita del 2,1% della raccolta nei Danni e un calo del 6,3% nel Vita. Il risultato operativo cresce dello 0,9% a 4.830 milioni a un valore record per la compagnia.  Nel 2017 Generali prevede "nonostante il difficile contesto e l'elevata volatilità dei mercati" di "aumentare la remunerazione degli azionisti in coerenza con il piano strategico già presentato al mercato". La compagnia anticipa poi al 2018 il target della riduzione netta dei costi Opex, come il gruppo chiama il programma di eccellenza operativa, per 200 milioni di euro sui mercati maturi che era stato previsto al 2019 nell'investor day di novembre.

Il risultato annunciato - come detto -  è sostanzialmente in linea alle attese degli analisti, con un consensus sull'utile che si attestava a 2.108 milioni (2.081 milioni il dato annunciato), in una forchetta tra 1.885 e 2.340 milioni. Il risultato operativo supera le attese del mercato a 4.731 milioni (4.830 il dato annunciato), in una forchetta tra 4.535 e 5.040 milioni.

Nell'esercizio il Roe operativo, principale indicatore di redditività, si attesta al 13,5%, confermando per il terzo anno consecutivo - sottolinea la nota Generali, il raggiungimento dell'obiettivo strategico (sopra il 13%). Sulla produzione, Generali sottolinea che la flessione della raccolta nel Vita è effetto sia dell'approccio sempre più disciplinato nell'offerta, volto all'ottimizzazione del ritorno del capitale investito, sia dell'attuale andamento dei mercati finanziari. L'approccio disciplinato è confermato dall'ottima qualità della raccolta netta che supera i 12 miliardi (-18,5%), "al di sopra della media degli ultimi 5 anni e la più elevata tra i peers", nota il gruppo. La nuova produzione in termini di 'ape' (premi annui equivalenti) si attesta a 4.847 milioni (-6,6%). Il valore della nuova produzione segna un forte miglioramento a 1.256 milioni (+14,6%). La redditività raggiunge il 25,9% (21% nel 2015).

Nella conferenza teleefonica di presnetazione dei conti, il group Ceo Philippe Donnet è tornato sul tentativo di scalata di Intesa. Su Generali, ha spiegato, "non c'è nessuna minaccia di scalata da nessuno né all'estero né in Italia. Non esiste, non è una realtà". Esclusa invece l'iptesi di una ricapitalizzazione. In Generali "un aumento di capitale non è all'ordine del giorno. Non c'è bisogno. La nostra posizione di capitale è molto solida. Poi se un giorno ci sarà un'opportunità di crescita ne parleremo con i nostri azionisti", ha detto l'ad. Generali - ha inoltre spiegato Donnet - ha svalutato nel bilancio 2016 la partecipazione in Atlante del 52%, ha spiegato Donnet, senza voler commentare ulteriormente le possibili mosse attese dal fondo gestito da Quaestio. "Abbiamo nei nostri conti una svalutazione del 52%", ha chiarito solamente Donnet.

Quanto al portafoglio della compagnia triestina, le Generali avevano un'esposizione a titoli governativi italiani del valore contabile di 66,1 miliardi di euro a fine 2016 contro 63,8 miliardi a fine 2015. Come emerge dalla relazione di bilancio, l'esposizione complessiva ad obbligazioni governative della compagnia lo scorso anno è salita a 174,4 miliardi di euro dai 163,4 miliardi del 2015 e per il 59% il portafoglio è rappresentato da titoli di debito italiani, francesi e tedeschi.