Economia

Bnp nel mirino delle Ong: "Ha finanziato armi per il genocidio in Ruanda"

La banca avrebbe versato a un trafficante sudafricano 1,3 milioni di dollari durante l'embargo delle Nazioni Unite. Soldi finiti in kalashinkov, munizioni, mortai e granate usate poi nello sterminio dei Tutsi. Bnp ha risposto sostenendo di "non aver ancora esaminato i documenti e non poter quindi commentare le accuse"

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PARIGI - La banca francese Bnp è stata denunciata da tre ong internazionali per "aver finanziato l'acquisto di armi in occasione del genocidio in Ruanda". L'istituto transalpino - secondo i documenti depositati in tribunale da Sherpa, Ibuka e Comitato parti civili per il Ruanda visionati da Le Monde - avrebbe versato a un trafficante sudafricano 1,3 milioni di dollari nel giugno '94, epoca in cui il paese africano era sotto embargo delle Nazioni Unite. E questi soldi sarebbero stati usati dal governo Hutu per comprare kalashinkov, munizioni, mortai e granate usate poi nello sterminio dei Tutsi. Bnp ha risposto sostenendo di "non aver ancora esaminato i documenti e non poter quindi commentare le accuse".
 
La transazione finita nel mirino di Sherpa, l'ente dell'avvocato William Bourdon, ex segretario generale della Federazione per i diritti dell'uomo, risale a più di venti anni fa ma - come tutti i crimini di guerra - non è prescritta. I fatti: tra il 14 e il 16 giugno del '94, il discusso trafficante sudafricano Petrus Wilhem Ehlers, un ufficiale dello Zaire e il colonnello Bogonsora - direttore del ministero della difesa ruandese, oggi in carcere con una condanna a 35 anni per genocidio - hanno acquistato 1,3 milioni di armi. L'acquirente, secondo i documenti ufficiali, era il governo dello Zaire. Il carico, però, una volta atterrato a Goma, è stato trasferito subito in Ruanda e distribuito ai miliziani Hutu.
 
Ehlers aveva garantito al governo delle Seychelles, il venditore, che l'operazione era regolare e l'arsenale era destinato a Kinshasa. Bnp però, sostengono le ong, aveva tutti gli elementi in mano per capire chi era il compratore finale: è stata infatti la Banca centrale del Ruanda a chiedere direttamente a Parigi di accreditare il finanziamento su un conto a Ginevra del faccendiere di Johannesburg. E la somma da lì sarebbe andata direttamente alla Federal Reserve di New York, sui depositi che facevano capo al venditore. La belga Bruxelles Lambert aveva rifiutato pochi giorni prima di sovvenzionare la triangolazione, proprio perché aveva intuito la destinazione delle armi. L'accusa alla Bnp è di "complicità" senza "intenzionalità" per aver "assistito, sapendolo, una persona a commettere il crimine di genocidio".