MILANO - Balzo delle corse e rosso in diminuzione per Uber nel secondo trimestre. Nei tre Mesi chiusi a giugno uber ha visto le sue attività crescere nonostante gli scandali che hanno colpito il gruppo, in cerca di un nuovo ceo dopo l'uscita forzata di Travis Kalanick. Il gruppo che offre un servizio alternativo a un taxi tradizionale ha visto la sua perdita ridursi, ha più che raddoppiato le prenotazioni su base annuale e ha registrato un boom delle corse che ha permesso un rialzo a doppia cifra dei ricavi.
Il rosso è sceso a 645 milioni dai 708 milioni del trimestre precedente. Le vendite sono giunte a quota 1,75 miliardi di dollari (+17% trimestrale) e le corse sono salite del 150% annuo grazie in particolare ai mercati emergenti e alla russia, dove c'è stato un +250%. A fine giugno il gruppo aveva liquidità per 6,6 miliardi di dollari, in calo dai 7 miliardi di fine marzo.
Intanto Meg Whitman, ceo di Hewlett Packard enterprise, ha ribadito che non sarà il prossimo amministratore delegato di Uber. Lo ha fatto in una intervista al Wall Street journal, che il giorno precedente aveva scritto che il suo nome era tornato nella rosa dei candidati di cui farebbe parte anche il ceo di General Electric, Jeff Immelt. "Nulla è cambiato" rispetto ai tweet che lei aveva scritto il 27 luglio scorso quando disse "non vado da nessuna parte" e "il ceo di uber non sarà Meg Whitman".
L'azienda non è comunque passata indenne dallo scandalo che l'ha investita. Sempre ieri vari fondi comuni di investimento hanno deciso di tagliare fino al 15% la valutazione del gruppo. Fortune, Vanguard, Principal e Hartford hanno ridotto il valore della app del 15%; la limatura di t rowe price è del 12%. Fidelity ha invece mantenuto la valutazione ai livelli dello scorso anno e blackrock l'ha alzata del 10%.
Il rosso è sceso a 645 milioni dai 708 milioni del trimestre precedente. Le vendite sono giunte a quota 1,75 miliardi di dollari (+17% trimestrale) e le corse sono salite del 150% annuo grazie in particolare ai mercati emergenti e alla russia, dove c'è stato un +250%. A fine giugno il gruppo aveva liquidità per 6,6 miliardi di dollari, in calo dai 7 miliardi di fine marzo.
Intanto Meg Whitman, ceo di Hewlett Packard enterprise, ha ribadito che non sarà il prossimo amministratore delegato di Uber. Lo ha fatto in una intervista al Wall Street journal, che il giorno precedente aveva scritto che il suo nome era tornato nella rosa dei candidati di cui farebbe parte anche il ceo di General Electric, Jeff Immelt. "Nulla è cambiato" rispetto ai tweet che lei aveva scritto il 27 luglio scorso quando disse "non vado da nessuna parte" e "il ceo di uber non sarà Meg Whitman".
L'azienda non è comunque passata indenne dallo scandalo che l'ha investita. Sempre ieri vari fondi comuni di investimento hanno deciso di tagliare fino al 15% la valutazione del gruppo. Fortune, Vanguard, Principal e Hartford hanno ridotto il valore della app del 15%; la limatura di t rowe price è del 12%. Fidelity ha invece mantenuto la valutazione ai livelli dello scorso anno e blackrock l'ha alzata del 10%.