Economia

Creval, azione piatta nel secondo giorno di aumento. Mini-rimbalzo dei diritti

Ieri il diritto aveva chiuso con un tracollo di quasi 70 punti percentuali

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MILANO - Il rimbalzo del Creval in Piazza Affari riesce solo a metà dopo la débacle della vigilia. Il titolo (segui in diretta) chiude sui valori di ieri (-0,2%) mentre i diritti guadagnano l'1,4%, ma erano reduci da un crollo del 67%.

I diritti saranno negoziati fino a venerdì 2 marzo, mentre l'esercizio deve essere effettuato entro l'8 marzo. Considerando che si tratta della prima operazione del genere dall'entrata in vigore delle nuove norme a difesa dei risparmiatore, la Mifid2, e vista la sua particolarità, la Consob nel dare il via libera ha pubblicato un 'richiamo' affinché venga fatta 'particolare attenzione' al tipo di clientela a cui verrà offerta la sottoscrizione delle azioni.

Ed è alto anche il controllo da parte di Banca d'Italia che marcherà stretto l'istituto con un monitoraggio semestrale la cui prima verifica partirà proprio dopo la chiusura della ricapitalizzazione. Aumento che secondo le stime costerà 52 milioni, soldi che andranno a coprire le spese in cui rientrano le commissioni da riconoscere al consorzio di garanzia nonché i compensi dei consulenti.

Va detto che l'istituto valtellinese si è dotato di un ampio cordone di sicurezza. Oltre al consorzio di 11 banche guidato da Mediobanca sono entrati nella partita anche Algebris, Credito Fondiario e Dorotheum che saranno sub garanti dell'aumento per massimi 55 milioni. Mentre alla stessa società di gestione del risparmio fondata da Davide Serra è andata l'esclusiva per la cessione dei crediti inadempienti che ammontano a fine 2017 a 1.437 milioni di euro contro i 658 milioni di sofferenze nette Ora bisognerà vedere quanti dei vecchi soci continueranno a scommettere sull'istituto. Il mercato guarda all'ingresso in forze nell'azionariato dei fondi che puntano a trovarsi di fronte ad una banca con meno non performing loans, pronta a buttarsi nella mischia del risiko. Per il momento tra i soci stranieri figurano i francesi di Dumont Denis (al 5,78%) e il gestore con base a Londra Hosking Partners (al 5,05% ma in gestione discrezionale del risparmio).