Economia

Spotify, Wall Street delusa dalle previsioni di crescita: crolla in Borsa

(ap)
L'app della musica in streaming tutto sommato diffonde numeri in linea con le previsioni, ma anche stime non molto ottimistiche sul futuro. Intanto spaventa la concorrenza di Amazon e Apple
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MILANO - Dopo il buon debutto a Wall Street, Spotify delude gli investitori nel giorno della pubblicazione della prima trimestrale da società quotata in Borsa. I titoli del colosso della musica in streaming sono arrivati a perdere quasi dieci punti percentuali nelle contrattazioni after hours di mercoledì sera. Un contraccolpo che per alcuni è anche un riassestamento dopo una corsa del 29 per cento nell'ultimo mese.
Spotify ha chiuso il primo trimestre con una perdita operativa di 41 milioni di euro, in miglioramento del 55% rispetto al quarto trimestre e del 71% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. La perdita netta è stata di 169 milioni di euro, 1,01 euro ad azione, contro 173 milioni di euro, 1,15 euro ad azione, dello stesso periodo del 2017. Gli analisti si attendevano una perdita più contenuta: 28 centesimi ad azione. I ricavi si sono attestati a 1,14 miliardi di euro, in linea con le attese degli analisti. Al 30 marzo Spotify contava su 170 milioni di utenti mensili attivi, in aumento del 30% rispetto allo stesso periodo del 2017, di cui 75 milioni di abbonati.

Perché il crollo? A deludere sono le stime per il secondo trimestre, che dovrebbe chiudersi con ricavi per 1,1-1,3 miliardi di euro, contro gli 1,29 miliardi previsti dal mercato. Deludenti anche gli utenti a pagamento stimati: 79-83 milioni, contro 82,1 milioni previsti dagli analisti.

A spaventare sono l'aumento della pressione da parte di Amazon e Apple, una crescita tiepida degli utenti e previsioni per il trimestre in corso molto stringate, mentre gli analisti si attendevano un cambiamento rispetto a quanto indicato all'inizio del 2018. Se i concorrenti stanno investendo molto per sfondare nel settore di Spotify, la società svedese non può limare i costi. Infatti, Spotify sta investendo in ricerca e sviluppo e il 50% delle assunzioni del primo trimestre del 2018 hanno fatto riferimento a quel settore, che tuttavia non porta denaro nel breve termine.

Che i costi di produzione (legati di fatto ai diritti) fossero alti e l'orizzonte di profittabilità ancora lontano, era noto ai tempi della quotazione. Ma il fatto che Spotify non riesca a mettere una toppa efficace alla falla dell'ultima riga di bilancio resta un handicap non da poco: la società continua a perdere denaro e continuerà a farlo per tutto l'anno visto che prevede un rosso per il 2018 di 330 milioni di euro.

Spotify aveva esordito a Wall Street con una offerta diretta, senza il sostegno delle banche, lo scorso 3 aprile chiudendo la giornata in rialzo del 13%. Ieri il titolo ha chiuso la seduta a wall street in rialzo del 3,11% a quota 170 dollari ad azione.