Economia

Unicredit contrattacca: causa da 90 milioni contro il fondo Caius

Il veicolo speculativo aveva messo pressione sulla valutazione dei cosiddetti cashes, strumenti finanziari complessi, e chiedeva la loro conversione

1 minuti di lettura
MILANO - Unicredit passa al contrattacco contro il fondo Caius, che nei mesi scorsi aveva messo sotto pressione la banca mettendone in discussione la bontà del capitale per il modo in cui sono stati trattati a bilancio quasi 3 miliardi di strumenti finanziari complessi emessi nel 2008 (i cosiddetti cashes). Una pressione che aveva comportato alcune lettere alle autorità e la richiesta ad altri fondi azionisti di aumentare le richieste di conversione degli strumenti.

Mosse che non sono evidentemente piaciute a Unicredit, che fin da subito ha risposto alle indiscrezioni e alle azioni di Caius dicendo di aver sempre agito nel pieno rispetto delle regole.
Nelle settimane scorse l'Eba ha stabilito che gli strumenti, a differenza di quanto sostenuto da Caius, sono regolari. E oggi la banca di Piazza Gae Aulenti fa sapere di aver iscritto a ruolo al tribunale di Milano un atto di citazione contro Caius capital e i fondi Caius, con cui ha chiesto il risarcimento di danni per circa 90 milioni di euro in conseguenza delle iniziative assunte nel corso degli ultimi mesi sul tema dei cashes.

"In conformità alla propria policy aziendale - si legge in una nota - la banca non rilascia commenti sui procedimenti in corso". In un comunicato del 20 luglio scorso Unicredit aveva già informato di aver "notificato alle autorità competenti del mercato le azioni di Caius capital alla luce di possibili abusi di mercato" e di stare "inoltre valutando qualsiasi altro ricorso al fine di tutelare i propri stakeholder, azionisti e obbligazionisti".