MILANO - Il cedimento di una diga di contenimento di materiale ferroso estratto dal colosso brasiliano Vale ha ucciso almeno 65 persone (ma si parla di dispersi nell'ordine delle 300 persone) e sta generando un profondo ripensamento nel mondo minerario, sulle condizioni di sicurezza e di lavoro.
La vicenda brasiliana ha avuto pesanti rieprcussioni anche in Borsa, dove oggi le azioni Vale stanno cercando un lieve recupero dopo un tracollo del 18 per cento nella giornata di lunedì, arrivato a dire il vero dopo tre giorni dal collasso che ha sconvolto lo stato sudorientale di Minas Gerais.
Dalla frattura nella diga si sono riversati fiumi di fanghiglia sui vicini edifici della Vale e sul piccolo centro di Brumadinho. Come riporta Bloomberg, ancora oggi i soccorritori si sono messi in cerca di sopavvissuti e di corpi, mentre sono iniziate le sepolture in un clima di fortissima indignazione verso la società.
La compagnia è il primo produttore al mondo di minerali di ferro, utilizzati per la produzione di acciaio. Le Autorità hanno spiccato cinque mandati d'arresto, tre dei quali dovrebbero riguardare proprio impiegati della Vale.
La multinazionale brasiliana aveva annunciato la sospensione del pagamento dei dividendi agli azionisti, decisione presa dal cda del gruppo minerario in una riunione straordinaria nella quale ha deciso di formare due comitati di crisi, uno per aiutare le vittime e l'altro per indagare sulle cause della catastrofe. La giustizia brasiliana ha sequestrato fondi per un valore di 11 miliardi di reali (3,6 miliardi di euro), a titolo di risarcimento per i danni umani e ambientali causati. Le autorità locali hanno inflitto ammende al gruppo per un totale di 300 milioni di reali (70 milioni di euro) e si aspetta l'inizio di una fase di class action e richieste danni potenzialmente senza fine.
La vicenda brasiliana ha avuto pesanti rieprcussioni anche in Borsa, dove oggi le azioni Vale stanno cercando un lieve recupero dopo un tracollo del 18 per cento nella giornata di lunedì, arrivato a dire il vero dopo tre giorni dal collasso che ha sconvolto lo stato sudorientale di Minas Gerais.
Dalla frattura nella diga si sono riversati fiumi di fanghiglia sui vicini edifici della Vale e sul piccolo centro di Brumadinho. Come riporta Bloomberg, ancora oggi i soccorritori si sono messi in cerca di sopavvissuti e di corpi, mentre sono iniziate le sepolture in un clima di fortissima indignazione verso la società.
La compagnia è il primo produttore al mondo di minerali di ferro, utilizzati per la produzione di acciaio. Le Autorità hanno spiccato cinque mandati d'arresto, tre dei quali dovrebbero riguardare proprio impiegati della Vale.
La multinazionale brasiliana aveva annunciato la sospensione del pagamento dei dividendi agli azionisti, decisione presa dal cda del gruppo minerario in una riunione straordinaria nella quale ha deciso di formare due comitati di crisi, uno per aiutare le vittime e l'altro per indagare sulle cause della catastrofe. La giustizia brasiliana ha sequestrato fondi per un valore di 11 miliardi di reali (3,6 miliardi di euro), a titolo di risarcimento per i danni umani e ambientali causati. Le autorità locali hanno inflitto ammende al gruppo per un totale di 300 milioni di reali (70 milioni di euro) e si aspetta l'inizio di una fase di class action e richieste danni potenzialmente senza fine.