MILANO - Sui conti futuri di Unicredit rischia di abbattersi la scure dell'Antitrust europeo, con una sanzione che potrebeb arrivare fino al 10% del fatturato. È quanto spiega una nota della società che ha depositato "una richiesta di supplemento al proprio Documento di Registrazione e al Prospetto di Base relativo al Programma di emissione di certificati di investimento" approvato dalla Consob.
La sanzione che rischia Unicredit fa parte del procedimento, reso noto lo scorso 31 gennaio, della Commissione Ue secondo cui, dal 2007 al 2012, 8 banche europee hanno fatto cartello per distorcere la concorrenza nel trattare titoli di Stato europei. L'Antitrust Ue aveva spiegato, in quella data, di aver avviato un'indagine formale: il timore era che i traders impiegati si scambiassero informazioni sensibili e coordinassero le proprie strategie di vendita. I contatti si sarebbero svolti soprattutto attraverso chat online.
Il Gruppo "non considera più remoto, ma possibile, sebbene non probabile, un esborso di cassa volto al pagamento di una potenziale sanzione in conseguenza dell'esito del procedimento", si spiega nella nota. Sulla base delle "informazioni attualmente a disposizione, non risulta possibile quantificare in maniera attendibile l'importo di una eventuale sanzione".
"Se la Commissione europea dovesse concludere che vi è sufficiente evidenza di una violazione della normativa" in relazione a titoli di stato Europei, si aggiunge, "potrà adottare una decisione che proibisca la condotta in esame e che imponga" ad Unicredit "il pagamento di una sanzione per un ammontare massimo del 10% del fatturato annuo mondiale della società".
"Non possiamo commentare le indagini del regolatore ma se sapeste quello so io dareste il titolo di una commedia di Shakespare 'molto rumore per nulla'", ha detto il ceo della banca Jean Pierre Mustier. Parlando invece del tema fusioni, il manager ha aggiunto che "Il nostro piano è basato su presupposti organici. Abbiamo sempre detto che l'Europa ha bisogno di banche più grandi ma anche che le fusioni sono molto difficili e che la probabilità è molto bassa" e "quindi non trattenete il respiro". Quanto al possibile interesse per Commerzbank Mustier ha tagliato corto: "non commento i rumors" di mercato.
La sanzione che rischia Unicredit fa parte del procedimento, reso noto lo scorso 31 gennaio, della Commissione Ue secondo cui, dal 2007 al 2012, 8 banche europee hanno fatto cartello per distorcere la concorrenza nel trattare titoli di Stato europei. L'Antitrust Ue aveva spiegato, in quella data, di aver avviato un'indagine formale: il timore era che i traders impiegati si scambiassero informazioni sensibili e coordinassero le proprie strategie di vendita. I contatti si sarebbero svolti soprattutto attraverso chat online.
Il Gruppo "non considera più remoto, ma possibile, sebbene non probabile, un esborso di cassa volto al pagamento di una potenziale sanzione in conseguenza dell'esito del procedimento", si spiega nella nota. Sulla base delle "informazioni attualmente a disposizione, non risulta possibile quantificare in maniera attendibile l'importo di una eventuale sanzione".
"Se la Commissione europea dovesse concludere che vi è sufficiente evidenza di una violazione della normativa" in relazione a titoli di stato Europei, si aggiunge, "potrà adottare una decisione che proibisca la condotta in esame e che imponga" ad Unicredit "il pagamento di una sanzione per un ammontare massimo del 10% del fatturato annuo mondiale della società".
"Non possiamo commentare le indagini del regolatore ma se sapeste quello so io dareste il titolo di una commedia di Shakespare 'molto rumore per nulla'", ha detto il ceo della banca Jean Pierre Mustier. Parlando invece del tema fusioni, il manager ha aggiunto che "Il nostro piano è basato su presupposti organici. Abbiamo sempre detto che l'Europa ha bisogno di banche più grandi ma anche che le fusioni sono molto difficili e che la probabilità è molto bassa" e "quindi non trattenete il respiro". Quanto al possibile interesse per Commerzbank Mustier ha tagliato corto: "non commento i rumors" di mercato.