MILANO - I francesi del Credit Agricole entrano in Banco Bpm con una quota superiore al 9% e il titolo della ex popolare dell'asse Milano-Verona schizza a Piazza Affari: inizialmente non riesce a fare prezzo, poi - quando entra in contrattazione - segna un guadagno a doppia cifra percentuale.
Nella serata di ieri Credit Agricole ha annunciato di aver acquisito una partecipazione pari al 9,18% nel capitale della banca e ha riacceso così le speculazioni del mercato sul risiko degli istituti italiani. "Quest'operazione testimonia il forte apprezzamento di Crédit Agricole per le qualità intrinseche di Banco BPM: una realtà solida, con un outlook positivo sul piano finanziario e un management team forte e con un comprovato track-record", ha spiegato una nota. "L'operazione consolida la relazione strategica e di lungo termine del Gruppo con Banco BPM, costituita innanzitutto dalla partnership nel credito al consumo attraverso la joint venture Agos (che vede i francesi al 61%, ndr). Crédit Agricole, in particolare, intende ampliare l'oggetto della partnership strategica con Banco BPM". Per ora, i francesi dichiarano di non volersi spingere oltre: "Crédit Agricole non ha presentato istanza per ottenere l'autorizzazione a superare la soglia del 10% nel capitale sociale di Banco BPM", hanno affermato.
Dall'istituto guidato da Giuseppe Castagna hanno fatto sapere di non avere preventivamente concordato l'acquisto della partecipazione da parte dei francesi. "La qualità e l'importanza dell'investitore, nonché l'apprezzamento espresso dallo stesso per la nostra banca nella nota diramata questa sera, rappresentano un chiaro riconoscimento del valore e delle potenzialità di Banco Bpm", si è rimarcato ieri in serata.
Il Banco Bpm era stato più volte accostato ad altri istituti come perno intorn al quale costruire il terzo polo bancario (magari con la Bper e la regia di Unipol), ma in tempi recenti era anche emerso nelle cronache (mai confermate né smentite) l'interessamento da parte di Unicredit, che avrebbe mirato volentieri alla ricca fetta di economia servita dal gruppo di Castagna. Quanto ai prossimi passi del Credit Agricole, che giusto un anno fa conduceva la sua Opa sul Creval dove era entrato con una iniziale quota del 5%, è l'interrogativo che si fa il mercato.