Netflix, il calo degli abbonati mina le certezze della piattaforma. Videogiochi e pacchetti low-cost (ma con la pubblicità) per ripartire
di Massimo Basile , di Massimo BasileNEW YORK - Meno di un mese dopo la notte degli Oscar con "Il potere del cane", Don't Look Up" e "Tick, Tick... Boom", Netflix si ritrova più povera e più sola. Nel primo trimestre del 2022 il gigante dell'intrattenimento in streaming ha perso 200 mila abbonati, primo bilancio in rosso in più di dieci anni, e il prezzo delle azioni è crollato fino al 25 per cento nel listino elettronico, dopo la chiusura di Wall Street. Pesano una serie di fattori, tra cui la difficoltà di acquisire nuovi abbonati nel mondo, la concorrenza e la sospensione del servizio in Russia, deciso dopo l'invasione dell'Ucraina. La guerra raccontata da Netflix in tutte le salse, tra film, docu e serie, è diventato un elemento di crisi nella vita reale della compagnia.
Durante la pandemia gli affari erano andati benissimo. Netflix aveva guadagnato 2,5 milioni di abbonati, con un trend favorito dal lockdown che aveva costretto a casa…
NEW YORK - Meno di un mese dopo la notte degli Oscar con "Il potere del cane", Don't Look Up" e "Tick, Tick... Boom", Netflix si ritrova più povera e più sola. Nel primo trimestre del 2022 il gigante dell'intrattenimento in streaming ha perso 200 mila abbonati, primo bilancio in rosso in più di dieci anni, e il prezzo delle azioni è crollato fino al 25 per cento nel listino elettronico, dopo la chiusura di Wall Street. Pesano una serie di fattori, tra cui la difficoltà di acquisire nuovi abbonati nel mondo, la concorrenza e la sospensione del servizio in Russia, deciso dopo l'invasione dell'Ucraina. La guerra raccontata da Netflix in tutte le salse, tra film, docu e serie, è diventato un elemento di crisi nella vita reale della compagnia.
Durante la pandemia gli affari erano andati benissimo. Netflix aveva guadagnato 2,5 milioni di abbonati, con un trend favorito dal lockdown che aveva costretto a casa milioni di persone. Gli analisti si aspettavano che la crescita sarebbe continuata anche quest'anno, ma i dati sono stati deludenti. Il totale degli abbonamenti è sceso a circa 221,6 milioni. Bisognerebbe entrare nella Macchina del tempo e tornare indietro, fino al 2011, per trovare un trimestre in cui l'azienda perdeva abbonati.
"La sospensione del servizio in Russia - ha commentato la società californiana - e la graduale riduzione delle sottoscrizioni hanno comportato una perdita netta di 700 mila abbonamenti. Senza questo impatto, avremmo avuto 500 mila nuovi clienti rispetto all'ultimo trimestre". Tra gennaio e marzo il fatturato è stato di 7,9 miliardi di dollari, quasi il dieci per cento in più rispetto a un anno fa, grazie in particolare all'aumento del prezzo delle sottoscrizioni che negli Stati Uniti e in Canada ha provocato un esodo di massa, quantificabile in 640 mila abbonamenti disdetti, sempre nel primo trimestre dell'anno. L'utile netto complessivo è stato di 1,6 miliardi, meno rispetto all'1,7 del primo trimestre del 2021.
"La perdita di abbonati è molto significativa per chi ha avuto dati in crescita per dieci anni - è il giudizio di Ross Benes, analista per eMarketer - adesso per contrastare le perdite, Netflix dovrà puntare su settori secondari, come i videogiochi, per aumentare i ricavi". Ma la novità più dirompente, anticipata dal co-ceo Reed Hastings in un colloquio con gli investitori, sarà l'introduzione di pacchetti low-cost con le inserzioni pubblicitarie. "Chi ha seguito Netflix sa che sono stato contrario alla complessità dell'advertising e un grande fan della semplicità e chiarezza" del modello "delle sottoscrizioni", ha detto Hastings. "Ma sono ancora un fan più grande della libertà degli utenti, quindi ha senso dare loro la possibilità di scegliere di pagare un prezzo inferiore a patto di sopportare le inserzioni pubblicitarie". Ci vorrà un anno o due perché la nuova formula sia effettivamente lanciata online.
Intanto sullo scenario dominano altri pensieri. Il rischio che rallenti anche la produzione hollywoodiana di film e serie di successo potrebbe essere reale. Anche perché, secondo la stessa compagnia, le previsioni non sono migliori. Mentre la concorrenza - Hbo Max, Discovery Plus e Paramount Plus - mostra segnali confortanti, nel trimestre primaverile il colosso dello streaming potrebbe perdere altri due milioni di abbonati e vedere i ricavi contrarsi del 9,7 per cento, equivalente a un cratere finanziario, e tutto questo nonostante il palinsesto proponga serie molto attese come "Ozark" e "Stranger Things", oltre al film "The Grey Man" con Chris Evans e Ryan Gosling. Il ceo Spencer Neumann ha detto che Netflix potrebbe ridurre la spesa in alcune aree del mondo, ma il risparmio negli investimenti potrebbe accelerare una nuova fuga degli abbonati. E allora i tempi d'oro delle notti degli Oscar potrebbero diventare un dolce, lancinante ricordo.