MILANO - Continua la debacle degli asset digitali, spinti al ribasso dal collasso della stablecoin TerraUSD e da una serie di grattacapi che vanno dalle strette monetarie della Fed alla debolezza di Coinbase. Il Bitcoin ha perso un ulteriore 6 per cento nelle prime ore di giovedì, scendendo sotto quota 27mila dollari e quindi ai minimi dal dicembre 2021. Sembran lontanissimi i temi dei 69mila dollari, ma in realtà è solo lo scorso novembre. Anche Ether ha accusato il colpo arrivando a perdere fino al 12%. Il tutto in un clima di estrema volatilità che aveva in un primo momento portato anche alcuni guadagni a doppia cifra.
La stablecoing TerraUSD (UST) resta sotto il cambio fisso a 1 dollaro, dopo che il token relativo Luna cha ha accusato una fortissima perdita. Come ricorda Bloomberg, il ruolo delle stablecoin (un mondo da 180 miliardi di dollari) è importante sul mercato cripto perché è dove i trader parcheggiano i fondi muovendosi a questo a quel token. Per questo si trova ora, dice l'agenzia finanziaria, di fronte a un impostante test di resistenza per tutto l'ecosistema digitale.
UST è una stablecoin algoritmica, cioè non prevede asset liquidi "reali" a sostegno della stabilità del cambio con dollaro ma un sistema di equazioni e trading che consente di regolare la quantità di valuta disponibile per difendere il "peg", la parità col dollaro. Un'analisi di 21Shares aiuta a capire meglio il procedimento: "L'interfaccia di Terra prevede che UST possa sempre essere scambiato con il token LUNA, il cui valore è da considerarsi sempre pari a 1 dollaro. Ciò significa che se il valore di UST scendesse a 0,50 dollari, gli arbitraggisti possono acquistare UST a questo prezzo ribassato e utilizzarlo per ottenere LUNA, il cui valore è sempre pari a 1 dollaro. A questo punto, possono procedere a rivendere LUNA, ottenendo un profitto 0,50 dollari per ogni UST scambiata. Questo meccanismo fa sì che la domanda di UST aumenti e, quindi, che il suo prezzo salga verso il target di 1 dollaro; una volta che questo traguardo è stato raggiunto, scompare la possibilità di arbitraggio. È così che, in breve, Terra ancora il valore di UST a 1 dollaro".
Meccanismo che è collassato nelle ore passate: "Un simile meccanismo - spiega ancora l'analisi di 21Shares - spinge anche gli utenti a voler vendere LUNA, facendo così scendere il suo valore. In normali condizioni di mercato, la pressione di vendita di questi arbitraggi non è sufficiente per influenzare in modo significativo il prezzo di mercato, ma nello scenario di depeg esteso e di mercato ribassista in cui ci troviamo ora, il valore di LUNA è crollato in modo catastrofico". I sostenitori della criptovaluta, ha rivelato l'agenzia Usa, stanno anche cercando di raccogliere 1,5 miliardi di dollari per sostenere il token.
Questo crollo "ha avuto un grande impatto sul mercato delle criptovalute", ha affermato Edul Patel, amministratore delegato di Mudrex, una piattaforma di investimento in criptovalute basata su algoritmi, parlando con Bloomberg. Sebbene il Bitcoin sia familiare a cadute e rapide riprese, questa volta per l'esperto il fondo potrebbe non essere arrivato: "Il mercato è spaventato da quello che sta succedendo con Terra? La risposta è sì", ha aggiunto Craig W. Johnson, di Piper Sandler. "I fondi del mercato monetario sono importanti per gli investitori e in questo momento è come se stessimo mettendo in discussione il terzo più grande fondo del mercato monetario nell'ecosistema delle criptovalute. Era impensabile". Per la stessa 21Shares, gli eventi delle ultime ore hanno "messo in evidenza alcuni dei punti deboli della struttura su cui si fondano le stablecoin algoritmiche, in quanto non offrono garanzie e non sono regolamentate da un vero proprio quadro normativo. Inoltre, nessuna delle regole attualmente in vigore impone alle società che gestiscono stablecoin private di mantenere delle riserve adeguate". La società svizzera ricorda che la "Federal Reserve ha messo in guardia contro questi asset digitali, dicendo che sono vulnerabili alle corse agli sportelli, con il segretario al Tesoro, Janet Yellen, che ha esortato il Senato ad approvare quest'anno un disegno di legge per regolamentarli. L'attuale quadro, a suo avviso, non fornisce standard coerenti o completi per i rischi legati a uno strumento che vuole proporsi come nuovo metodo di pagamento".
Anche Tether ha tremato, come racconta il Financial Times. Il token da 80 miliardi di dollari, anch'esso costruito per la parità con il biglietto verde, è sceso fino a 95 cent. Paolo Ardoino, il chief technology officer, ha spiegato in una chat su Twitter che è pronto a "mantenere il peg sul dollaro a ogni costo", forte di un sacco di bond governativi americani che è pronto a vendere per difendere il token.
Casi scoppiati in un momento di forte tensione per le cripto, sempre più collegate a ciò che avviene nella finanza tradizionale. L'inflazione Usa elevata chiama le mosse della Federal Reserve, fa scendere le azioni e in particolare il Nasdaq e questo si riflette anche sulle quotazioni delle cripto.
Al nervosismo è complice anche la deludente trimestrale di Coinbase. La maggiore piattaforma di scambio di criptovalute negli Stati Uniti ha chiuso infatti il primo trimestre sotto le attese degli analisti a causa di un calo degli utenti. Le perdite sono risultate pari a 429,7 milioni di dollari su ricavi per 1,2 miliardi. A preoccupare ancora di più però è la comunicazione alla Sec della società in cui si specifica che gli utenti di cripto asset non hanno protezioni in caso di bancarotta. Di per sé non c'è nulla di nuovo visto che la mancanza di tutele è prevista dalla regolamentazione vigente ma il solo averlo certificato per iscritto ha scatenato il panico, lasciando immaginare che la precisazione fosse legata a un rischio reale di bancarotta per la società. "Non c'è rischio di bancarotta ma abbiamo incluso un nuovo fattore di rischio sulla base dei requisiti della Sec", si è affrettato a spiegare l'amministratore delegato Brian Armstrong. Le sue parole però non hanno avuto l'effetto sperato e i titoli Coinbase hanno chiuso in calo del 26,40%.