TORINO - Ricavi consolidati nel semestre a 6,4 miliardi di euro, in aumento di circa 2% sullo stesso periodo 2021, con un utile netto adjusted a 102 milioni di euro ed Ebit adjusted a 220 milioni di euro. Questi i dati semestrali resi noti da Iveco Group, società nata a gennaio dalla scissione delle attività "stradali" e motoristiche di Cnh Industrial. Si tratta della prima semestrale da quando il gruppo, guidato da Gerrit Marx, è tornato a essere indipendente. Dati che risentono di tutti i fattori di incertezza dell'ultimo anno. Elementi che si sono scaricati sui conti del secondo trimestre 2022.
Da aprile a giugno di quest'anno i ricavi consolidati sono stati pari a 3,4 miliardi di euro, in aumento di circa il 2% anno su anno, l'utile netto adjusted a 60 milioni di euro ed Ebit adjusted a fronte dei 77 milioni di euro del secondo trimestre 2021 ed "esclude un impatto negativo post imposte pari a 15 milioni di euro derivante dalla prima adozione della contabilità per iperinflazione in Turchia". L'ebit adjusted è pari a 118 milioni di euro (era 126 milioni), la liquidità netta delle Attività Industriali a 625 milioni di euro.
Secondo il gruppo la performance è stata solida nel trimestre, nonostante le difficoltà della catena logistico-produttiva, gli aumenti del prezzo delle materie prime, inaspriti del conflitto in corso tra Russia e Ucraina, che ha portato Iveco a sciogliere il 20 luglio una joint-venture in Russia, il costo e disponibilità di energia e la disponibilità di componenti. "Come anticipato, il secondo trimestre è stato oggetto di una dura sfida per via dei continui problemi alla catena logistico-produttiva, degli aumenti dei costi di materie prime ed energia e dell'instabilità politica. Eppure ciò non ci ha impedito sia di gestire efficacemente il nostro business sia di rafforzare la nostra rete di partnership", sottolinea il ceo Gerrit Marx. "Abbiamo raggiunto un adjusted Ebit notevole, pari a 118 milioni di euro, principalmente grazie a una solida performance dell'attività industriale e a una maggiore redditività delle nostre attività di servizi finanziari, con un rapporto tra ordini e fatturato decisamente positivo, a dimostrazione del fatto che la domanda per i nostri prodotti rimane forte su tutta la linea". A livello globale i nuovi ordini per i veicoli commerciali sono in diminuzione del 10% anno su anno, con i veicoli leggeri in diminuzione del 12%, e i veicoli medi e pesanti in diminuzione del 7%, per effetto del continuare a porre un tetto nell'acquisizione delle commesse per gestire la qualità degli ordini stessi e il costo dell'inflazione. Il rapporto tra ordini e fatturato in Europa è a 1,29.
E' stato un semestre importante per Iveco. Società partecipata da Exor, holding che controlla anche Repubblica attraverso Gedi, soprattutto sul fronte industriale e delle partnership. Iveco ha creato stretti legami con Eni su diversi programmi e ha annunciato la fornitura di celle a combustibile da parte di Htwo, un marchio Hyundai, per i futuri autobus a idrogeno. La società ha poi annunciato il ritorno della produzione di autobus in Italia, tra Foggia e Torino, con impatti su tutta la filiera di settore. "Nel complesso siamo sulla buona strada, fornendo risultati positivi e facendo funzionare la macchina industriale al giusto ritmo - rimarca Marx - abbiamo costruito la flotta di cui abbiamo bisogno per soddisfare rapidamente i nostri clienti nei prossimi mesi e in tutti i segmenti, con i veicoli e i motori di cui hanno bisogno".
Iveco si aspetta che continuino a rimanere i problemi legati alla catena logistico-produttiva per tutto il 2022, con problemi di costi e di disponibilità di energia, di aumento dei prezzi delle materie e di disponibilità di componenti. Le prospettive finanziarie per il 2022 sono di un Ebit adjusted consolidato tra 400 e 420 milioni di euro, ricavi netti delle attività industriali in aumento dal 3% al 4% rispetto al 2021, spese generali, amministrative e di vendita delle attività industriali inferiori al 6,5% dei ricavi netti, liquidità netta delle attività industriali a circa 1,2 miliardi di euro.