Economia

Mediobanca, le conferme di Nagel (ad) e Pagliaro (presidente) nella lista del cda

Mediobanca, le conferme di Nagel (ad) e Pagliaro (presidente) nella lista del cda
(ansa)

La rosa finalizzata dal comitato nomine: passerà ora al vaglio del board. Attesa una contro-lista da Delfin

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Una lista del consiglio di amministrazione con il “vecchio” nome di Renato Pagliaro per riempire la casella della presidenza. E una della Delfin, la holding della famiglia Del Vecchio, in concorrenza. Si prospetta questo scenario per il rinnovo dei vertici di Mediobanca, in vista dell’assemblea del 28 ottobre: in Piazzetta Cuccia, la cassaforte degli eredi del fondatore di EssiLux hanno la giacchetta di principale azionista con quasi il 20% del capitale.

 

Secondo quanto emerso intorno alla banca d’affari guidata dall’ad Alberto Nagel, il comitato nomine ha messo a punto la lista di candidati del cda per il rinnovo dei vertici, che mercoledì sarà sottoposta allo stesso board per l’approvazione. Uno snodo che, salvo inattesi cambi di rotta in extremis, certifica l’assenza delle condizioni per un accordo tra la stessa Delfin e la banca.

Fonti finanziarie spiegano alle agenzie che il comitato ha lavorato insieme alla lead independent director Angela Gamba per individuare i profili adatti a sostituire i 4 consiglieri uscenti che hanno raggiunto i limiti di età (Maurizia Angelo Comneno, Maurizio Carfagna, Maurizio Costa ed Elisabetta Magistretti), puntando su rappresentanti indipendenti, con equa presenza di genere e un mix di internazionalità e nazionalità e cercando competenze coerenti con gli obiettivi del piano industriale. Al lavoro sulla rosa anche gi specialisti di Spencer Stuart.

Confermata la continuità operativa per quanto riguarda le posizioni di vertice: si punta alla conferma di Nagel come ad e del presidente Renato Pagliaro.

Proprio su quest’ultimo ruolo, Delfin invocava discontinuità (sarebbe al suo quinto mandato), e proprio su questo aspetto si è consumata la rottura.

Probabile che a questo punto si arriverà alla presentazione, entro la scadenza del 3 ottobre, di una lista proprio da parte di Delfin. Potrebbe esser una lista corta, di soli due nomi, o una lista lunga, di sette nomi. Una terza lista è attesa da Assogestioni, destinata a un rappresentante in consiglio se votata da almeno il 2% del capitale. Delfin avrà assicurati due consiglieri, ma potrebbe portarli tutti e sette in un Cda da 15 membri se superasse quella del cda uscente.

Non sembra però, riporta la Reuters, che la holding guidata da Francesco Milleri vorrà su questo fare una battaglia all'ultimo voto, come era capitato invece l'anno scorso con Francesco Gaetano Caltagirone (che può apportare circa il 9%) per il rinnovo del board di Generali.

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