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Findomestic verso la banca digitale per parare i colpi del fintech. Obiettivo un miliardo di giacenze entro il 2024

Il palazzo Findomestic a Novoli (Firenze)

 

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La strategia continua a metter al centro le famiglie. Più spazio al conto corrente a zero spese e a quello di deposito
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Stretta tra l’offensiva di nuovi player, come la Revolut che ha da poco annunciato i prestiti personali, e le grandi banche tradizionali che sempre più puntano sul digitale e sull’offerta vanno incontro ai consumi (ad esempio la rateizzazione dei pagamenti), la Findomestic – gruppo Bnp Paribas – rilancia la strategia per diventare una banca digitale a tutti gli effetti in occasione del 40esimo compleanno dell’azienda.

A spiegare il punto è stato Marco Tarantola, che dall’inizio dell’anno è alla guida di Findomestic Banca. L’obiettivo dichiarato è mantenere la relazione con le famiglie, diversificando però l’offerta alla luce del fatto che sempre meno – a tendere, nei prossimi anni – avrà la possibilità di imbarcare i clienti attraverso il ‘solito’ canale dei merchant, ovvero quando finanziamo l’acquisto di un bene come un frigorifero, un’automobile o paghiamo a rate un iPhone.

Stretta tra l’offensiva di nuovi player, come la Revolut che ha da poco annunciato i prestiti personali, e le grandi banche tradizionali che sempre più puntano sul digitale e sull’offerta vanno incontro ai consumi (ad esempio la rateizzazione dei pagamenti), la Findomestic – gruppo Bnp Paribas – rilancia la strategia per diventare una banca digitale a tutti gli effetti in occasione del 40esimo compleanno dell’azienda.

A spiegare il punto è stato Marco Tarantola, che dall’inizio dell’anno è alla guida di Findomestic Banca. L’obiettivo dichiarato è mantenere la relazione con le famiglie, diversificando però l’offerta alla luce del fatto che sempre meno – a tendere, nei prossimi anni – avrà la possibilità di imbarcare i clienti attraverso il ‘solito’ canale dei merchant, ovvero quando finanziamo l’acquisto di un bene come un frigorifero, un’automobile o paghiamo a rate un iPhone.

Findomestic è leader nel credito con oltre 3 milioni di clienti per un totale di 11 miliardi erogati nell'anno, di cui una quota al consumo di 6,5 miliardi (il 17,2% del mercato, 7,5% in più rispetto al 2023), e circa 2,4 miliardi di credito finalizzato nel retail per una quota di mercato pari al 23,6%. Solo nel settore del leasing automotive, Findomestic ha toccato il record del 9% di quota di mercato e un volume di stipulato pari a 378 milioni ad agosto, +54.3% da inizio anno, contro il +13,8% del mercato. A fianco cresce, però, la quota da carte di credito in rapida crescita, +6,4% quest'anno rispetto al 2023.

È proprio a una vocazione bancaria spinta dai canali online che Findomestic punta per il futuro, rafforzata da un processo sempre più digitale. “I prestiti personali erogati, grazie a un modello multicanale e alla digitalizzazione, sono aumentati nel 2024 del 12,2% rispetto al 2023 con ormai quasi un cliente su tre, il 30%, che sceglie un canale totalmente digitale per la richiesta del credito, la percentuale più alta che esista in Italia, spiega Tarantola, “Noi siamo obbligati a stare sul fronte dell'innovazione. Le famiglie vanno alla ricerca della convenienza, della trasparenza e della facilità di accesso”.

Grimaldelli per tenere a sé le famiglie, e possibilmente conquistarne di nuovi, sono in primo luogo i conti corrente (a zero spese) e quello di deposito. Ad oggi, questo offre un interesse del 3%, senza vincoli.

L'obiettivo entro la fine del 2024 è di superare il miliardo di euro di giacenze su conti correnti e deposito, in tutto oltre 400mila ad oggi, con un target di crescita per i prossimi anni di 100mila l'anno, “mantenendo il nostro Dna rivolto alle famiglie. Ci vorrà del tempo, ma mi aspetto un cambio di passo verso il digitale come fu l'arrivo del Bancomat'” spiega Tarantola.

Oltre alla digitalizzazione, la ricetta prevede prestiti sempre più flessibili, in un contesto in cui “anche le banche tradizionali puntano sempre più sul prestito personale e sulla cessione del quinto legato alla gestione del conto corrente”, e al contempo “una crescita del buy now pay later sui canali digitali con tempi di pagamento sempre più lunghi”. Che vanno a fare concorrenza al prestito personale.

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