Con l’ingresso di Arabia Saudita, Iran, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Etiopia e Argentina a partire dal prossimo gennaio, il gruppo dei Brics diventerà il principale polo delle rinnovabili. Secondo i calcoli della società di consulenza Rystad Energy, i Brics+, come viene chiamato il gruppo allargato, nel 2050 otterranno l’80% dell’energia di cui avranno bisogno da fonti rinnovabili. Alla metà del secolo potranno infatti contare su una potenza installata pari a 11 TW, più del doppio dei 4,5 TW che potranno vantare alla stessa data i Paesi del G7 (Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Gran Bretagna e Stati Uniti).
“Le energie rinnovabili stanno rapidamente guadagnando importanza a livello globale grazie alla diminuzione dei costi, diventando un'opzione sempre più attraente per gli investitori nei paesi Brics+ - spiega Lars Nitter Havro, analista senior di Rystad Energy - Questa attrattività è rafforzata dalle abbondanti risorse naturali e dalla manodopera a basso costo presenti nella maggior parte dei Paesi membri. Ciò crea un'opportunità per una significativa crescita del prodotto interno lordo pro capite, mentre la crescita demografica rimane relativamente contenuta rispetto ad altri Paesi, sottolineando la forza economica di alcuni dei nuovi membri”.
Secondo uno studio di Rystand Energy, l'alleanza dei Brics+ sta ridefinendo il panorama energetico globale, sfidando paradigmi consolidati e impegnandosi in obiettivi ambiziosi di sostenibilità. Con l'espansione delle economie di questa nuova superpotenza e l'evoluzione delle richieste energetiche, garantire un'offerta energetica stabile e sicura diventerà fondamentale. Questo offre un'opportunità per passare direttamente a un'infrastruttura avanzata di energie sostenibili anziché fare affidamento su schemi obsoleti.
I paesi Brics+, con la Cina in testa, svolgono inoltre un ruolo cruciale nella catena di approvvigionamento delle tecnologie pulite, in particolare per batterie e pannelli solari, fondamentali per la transizione verso un'energia più pulita. Un esempio significativo di questa tendenza è visibile negli Emirati Arabi Uniti, dove Masdar, una controllata della società statale Mubadala Investment Company, ha recentemente ottenuto un contratto innovativo per espandere il parco solare Mohammed bin Rashid Al Maktoum aggiungendo 1,8 GW di energia solare al prezzo altamente competitivo di 1,6215 centesimi di dollaro per chilowattora, il prezzo più basso mai registrato per l'energia negli Emirati Arabi Uniti.
Secondo Nitter Havro, un indicatore importante del ritmo della transizione energetica è l'adozione dei veicoli elettrici. La Cina è attualmente il numero uno al mondo nelle vendite di veicoli esclusivamente elettrici (Bev). Questa crescita robusta nell'adozione delle auto elettriche è attribuita ai progressi nella tecnologia delle batterie, allo sviluppo delle infrastrutture e alle politiche governative di supporto.
L'espansione straordinaria della capacità solare della Cina, che mira a raggiungere 1 TW entro il 2026, gioca un ruolo significativo nella transizione verso fonti energetiche più pulite, riducendo l'impronta di carbonio del settore dei trasporti. “Questo approccio integrato sottolinea l'impegno della Cina a trasformare il suo panorama energetico e a ridurre la dipendenza dai combustibili fossili, tendenza che si riscontra anche negli altri paesi Brics+ - conclude l’esperto della società di consulenza specializzata nel settore energetico - Le nostre stime suggeriscono che i veicoli elettrici rappresenteranno oltre il 60% di tutte le nuove vendite di auto nel blocco ampliato entro il 2035. Inoltre, mentre i Brics+ continuano a investire nelle infrastrutture di ricarica per i veicoli elettrici e mantengono il loro vantaggio nelle tecnologie delle batterie e nella lavorazione dei materiali grezzi, la quota dei veicoli elettrici sul totale delle vendite di veicoli nei Paesi Brics+ è prevista raggiungere l'86% entro il 2040 in un contesto di riscaldamento globale di 1,6 gradi Celsius”.