Al via la 25esima edizione di Modenantiquaria, in programma dal 26 marzo al 3 aprile a ModenaFiere, con Bper Banca come main sponsor.
“La gente, soprattutto nel mondo dell’arte, sente il bisogno di tornare agli eventi fisici in fiera - spiega Marco Momoli, direttore generale di ModenaFiere - Sicuramente il digitale è servito per informare e per mantenere il contatto con il pubblico, ma non riesce a mettere insieme le persone in un unico luogo, è mancata ‘la magia dei corridoi’, non ricrea la sorpresa degli incontri casuali, manca la serendipità. Il digitale ha dimostrato perfezione tecnica, ma ha anche freddezza, e il collezionista ha bisogno di innamorarsi dell’opera”.
Se qualcuno fa notare che gli old master vengono battuti alle aste con record inferiori rispetto agli artisti del contemporaneo, la vendita di gennaio 2021, in piena pandemia, di Botticelli e del suo “Giovane uomo con in mano una medaglia”, battuto da Sotheby’s per 92,2 milioni di dollari, ha dimostrato che in periodi di forte instabilità ritorna quella voglia di sicurezza che solo l’arte del passato sa regalare: “In generale noto che l’umore degli espositori è buono - continua Momoli - abbiamo circa 150 gallerie, un centinaio solo per Modenantiquaria, e una cinquantina per le altre due rassegne. Gli ambienti sono stati estremamente curati e il pubblico avrà la percezione di fare una passeggiata nella mostra di un museo”.
Ci sarà una Petra rinnovata e la prima edizione di Sculptura, dedicata alle sculture d’eccellenza, curata da Fernando Mazzocca, Aldo Galli e Andrea Bacchi, per capire come arte e natura di possono fondere con grande bellezza: "Abbiamo voluto rifocalizzare questo evento sul verde verso l’alto di gamma, offrendo solo il meglio del settore - continua Momoli - si potranno ammirare negli spazi coperti della fiera quindici giardini all’italiana, e vedere Sculptura, la mostra nella mostra, dove ogni opera potrà essere ammirata in spazi espositivi adeguatamente progettati".
Ma non solo opere in mostra, Modenantiquaria vuole essere una fiera d’eccellenza: "Ogni galleria costruisce rapporti di fiducia con i suoi clienti - sottolinea Momoli - ma noi abbiamo voluto aggiungere un comitato di esperti che si occupa di vetting, per esaminare ogni oggetto prima dell’apertura della mostra, non sostituisce il giudizio di autenticità, ma è una ulteriore garanzia".
Per capire l’evoluzione dell’antiquariato e le opportunità che offre, ci saranno una decina di eventi con gli esperti del settore, per spaziare su temi dell’arte che partono dal XIII secolo e arrivano fino al contemporaneo, ovvero il XX secolo insieme a Bruno Botticelli, Pietro Cantore, Alessandra Di Castro, Fabrizio Moretti, Giulio Volpe, Toto Bergamo Rossi, Arturo Galansino, Carlo Orsi, Alessandra Quarto, con Leonardo Piccinini che farà il moderatore: "Preferisco chiamarli incontri e non tanto dibattiti - spiega Momoli - saranno racconti fatti da personalità del settore".
Passando ai numeri del mercato dell’antiquariato, si notano nuove tendenze, e a parlarne c’è Piero Cantore, presidente dell’Associazione Antiquari di Modena e tesoriere della Società Antiquari d’Italia: "Dalla ricerca di Nomisma realizzata per seguire l’andamento del mercato dell’arte in Italia negli ultimi dieci anni, emerge che sono diminuite le gallerie mentre è aumentato il volume di affari, nel 2021 ha toccato 1,46 miliardi, mentre l’indotto è stato di 3,78 miliardi. Numeri importanti di un mercato che non si ferma all’acquisto".
Certamente l’arte antica rappresenta una nicchia all’interno del settore: "Notiamo adesso che c’è una grande ricerca da parte degli acquirenti per la qualità. Penso solo al mio fatturato che è aumentato in modo esponenziale negli ultimi due anni, anche se ci sono meno player. Aggiungo che c’è interesse per tutte le categorie dell’antiquariato, rimane fermo solo l'oggetto mediocre - conclude Cantore - Ricordiamoci che in questo momento di instabilità l’antiquariato rappresenta qualcosa di sicuro, mantiene il prezzo, è come comprare una casa in piazza Navona. La pandemia ci ha insegnato a vivere bene la casa, e a pensare meno all’apparire. Tutti hanno capito che circondarsi di oggetti d’arte belli in casa, fa stare meglio”.