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Orsenigo (Ais): "Servono infrastrutture sostenibili per attrarre capitali"

Orsenigo (Ais): "Servono infrastrutture sostenibili per attrarre capitali"
Per il presidente dell'associazione infrastrutture sostenibili, i fondi del Next Generation Eu sono un'opportunità per rivedere procedure e processi e per rendere più efficiente il settore
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Il mercato italiano delle infrastrutture può diventare un mercato molto interessante per gli investitori. Una parte cospicua dei 209 miliardi di euro del Next Generation Eu, infatti, è destinata al finanziamento di infrastrutture da realizzare entro il 2026, perché il fabbisogno di investimenti infrastrutturali del nostro Paese è il più elevato in Europa. Il Global Infrastructure Outlook del G-20 stima il gap di finanziamento da qui al 2040 in ben 373 miliardi di dollari.

“Il Next Generation Eu è una grande opportunità, ci impone una finestra stretta per realizzare le opere, ma anche per rivedere le nostre procedure, i nostri processi, per diventare più efficienti”, conferma Lorenzo Orsenigo, presidente dell’Ais, l’Associazione infrastrutture sostenibili, che annovera tra i suoi soci Calcestruzzi, Mapei, Unical, Icmq e a breve anche Aspi e Ferrovie dello Stato. “Se riusciamo a farlo, avremo la possibilità di realizzare infrastrutture sostenibili al passo con i tempi e questo ci permetterà di avere investitori da qui fino al 2040 per tutte le opere che ci sono da fare”.

Condizione fondamentale per poter attrarre capitale e creare occupazione, secondo il presidente di Ais, è che queste infrastrutture siano realizzate con criteri di sostenibilità, “ormai una necessità di mercato”. Come coniugare infrastrutture e sostenibilità è spiegato in un position paper che la Ais ha inviato alle maggiori cariche istituzionali che si stanno occupando del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr).

Nel documento, che essere vuole un contributo pragmatico sul “come operare”, sono indicati i fattori principali per la realizzazione di infrastrutture sostenibili, partendo dalla comunità posta al centro del progetto, per poi considerare leadership e collaborazione nella gestione del progetto, l’utilizzo di materiali e risorse sostenibili, l’analisi dell’impatto ambientale e del mondo naturale, l’analisi dell’impatto sul clima e l’analisi di resilienza, per avere un’opera che possa adattarsi ai futuri cambiamenti climatici e sociali.

La seconda parte del documento contiene anche alcune proposte, come l’adozione di un protocollo per misurare la sostenibilità delle infrastrutture, l’implementazione della digitalizzazione nella progettazione e gestione delle infrastrutture, puntare su uno strumento, il contratto di innovazione, suggerito dalle direttive europee, ma finora mai utilizzato, a differenza di quanto avvenuto in altri Paesi, come la Francia.

Una proposta specifica riguarda la pubblica amministrazione. Per raggiungere gli obiettivi fissati nel Next Generation Eu è ritenuto essenziale una sua consistente riqualificazione e un profondo ammodernamento che passa attraverso una decisa riduzione del numero di stazioni appaltanti, un ampio ricorso alla digitalizzazione e un ricambio generazionale da attuare con la massima urgenza.

L’Ais, infine, pone molta attenzione a quello che Orsenigo definisce lo stakeholder engagement, il coinvolgimento nei progetti infrastrutturali di tutte le parti interessate. È molto importante, sottolinea, saper ascoltare e ovviamente considerare nel progetto tutti quegli aspetti, dal rumore al miglioramento dei trasporti, che incidono sul benessere delle persone interessati dal progetto. “Sono tutti aspetti che vanno condivisi con la collettività e diventano elemento fondamentale per evitare tutti quei fenomeni di cui in Italia abbiamo esperienze infinite e che allungano i tempi, creano problemi”.

Se partiamo con il piede giusto, è la conclusione di Orsenigo, abbiamo la possibilità di essere competitivi ed efficienti nella realizzazione delle infrastrutture e, con la certezza dei tempi, saremo in grado di attrarre investitori. Ma non c’è molto tempo. “C’è una coincidenza di fattori mai vista prima, da un punto di vista politico, ma anche in termini di consapevolezza della collettività. O le cose le facciamo adesso o perdiamo il treno”.