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Economia

Le strategie di asset allocation nello scenario di mercato attuale e i rendimenti dei titoli pubblici ai minimi Come comporre il portafoglio tra corporate bond, azioni e asset alternativi e quali strumenti finanziari adottare

I gestori puntano sull’obbligazionario

I gestori puntano sull’obbligazionario
Analisi dell’Associazione italiana private banking sugli outlook di mercato dei gestori. Il presidente Andrea Ragaini: “Siamo un’industria da mille miliardi di euro in gestione, destinata a crescere ancora"
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Cresce la soddisfazione della clientela italiana del private banking verso il servizio di consulenza ricevuto (dal 78 all’84% nel corso dell’ultimo anno), con i riscontri migliori che si registrano in merito al livello di professionalità del personale (87% di valutazioni elevate lo scorso anno) e al servizio d’accesso al digital banking (85%). È quanto emerge da un’analisi dell’associazione di settore Aipb, realizzata in esclusiva per Repubblica.it in un periodo caratterizzato dal dibattito sulla possibile abolizione delle retrocessioni. 

Evoluzione in corso

“Quando siamo partiti 19 anni non esisteva un’industria del private banking, oggi l’associazione è il luogo di elezione nel quale si incontrano produzione e distribuzione di soluzioni di investimento, oltre che assicuratori e fornitori di servizi professionali per la clientela facoltosa”, ha raccontato Andrea Ragaini, presidente di Aipb, a proposito di un incontro con la stampa per fare il punto del settore. “Oggi le private bank e le strutture dedicate alla clientela con non meno di 500 mila euro di investimenti finanziari gestiscono oltre mille miliardi di euro e la quota è destinata a crescere ulteriormente a fronte del sempre maggiore bisogno di consulenza specialistica”, ha aggiunto.

Tra incertezza e ripresa

L’incontro è stata l’occasione per presentare un lavoro compiuto dall’ufficio studi di Aipb che sintetizza gli outlook di mercato pubblicati nelle ultime settimane dai principali money manager a livello globale. Le persistenti tensioni sul fronte geopolitico dovrebbero dar vita a fasi di grande incertezza nei mesi a venire. A breve termine i portafogli saranno difensivi, ma pronti ad adattarsi rapidamente ai cambiamenti che si verificheranno nei mesi a seguire. Non mancheranno le opportunità per trarre beneficio dagli aggiustamenti della strategia di investimento, grazie ad una maggiore frequenza di incontri tra consulente e cliente.

“La consulenza finanziaria professionale offerta dagli operatori del Private Banking sarà cruciale nell’indirizzare le scelte di investimento della clientela in uno scenario geopolitico, economico e finanziario incerto, soggetto a rapidi cambiamenti con impatti significativi sui patrimoni gestiti”, ha aggiunto Ragaini. Per poi ricordare che lo scenario dei prossimi mesi sarà caratterizzato da tre fattori su tutti: la transizione verso un nuovo scenario internazionale, la convivenza con l’inflazione e la stretta della politica monetaria. Un contesto non facile, ma dal quale non dovrebbe emergere una recessione profonda. 

Il ritorno dell’obbligazionario

Quanto ai tassi d’interesse, gli asset manager prevedono un’ulteriore risalita nel corso del 2023 (il picco della Fed è in un range tra il 5 e il 5,5%, mentre quello della Bce tra il 3,3 e il 4%), mentre i pareri sono discordi in merito alle tempistiche sul cambio di rotta. Poco meno della metà (47%) ritiene che l’azione restrittiva terminerà entro la prima metà dell’anno, il 20% pensa invece che dovremo attendere almeno il prossimo anno. Una volta terminata l’azione restrittiva, Fed e Bce manterrebbero i tassi fermi, valutando la tenuta della crescita. 

Le direttrici che guideranno la strategia d’investimento saranno cautela e qualità, con un occhio di riguardo ai megatrend di lungo termine.
Attualmente l’asset class che gode di maggiore fiducia tra gli addetti ai lavori è l’obbligazionario, con un forte interesse verso i titoli governativi (soprattutto Usa) e gli investment grade (obbligazioni societarie di buona qualità). I private market rimangono fonte di opportunità per buona parte dei gestori del risparmio, in particolare per infrastrutture e private debt, ma con un approccio selettivo. 

In termini di aree geografiche, il protrarsi dell’instabilità fa sì che prevalgano outlook neutrali, in cui i mercati emergenti sembrano offrire il maggior valore, con un ritorno di interesse soprattutto verso l’Asia.