Con il suo ultimo film “Un altro giro” (Druk 2020), Thomas Vinterberg costruisce un’opera magistrale con cui entra nell’animo umano spazzando via convenzioni, giudizi, pregiudizi, attaccando con misura e arte la società contemporanea. Quattro amici, insegnanti, alle prese con il mondo della scuola e le loro vite quotidiane.
Sono benestanti, integrati, competenti. Sono persone normali, dicono cose normali e vivono esistenze terribilmente normali. Ma qualcosa non funziona. In uno dei loro incontri si trovano a confrontarsi con le difficoltà dell’insegnamento e con le scarse motivazioni che riescono a generare tra i loro studenti. Allora decidono di utilizzare l’alcol, in modo scientifico, rifacendosi ad una bizzarra teoria (del tutto reale) di uno psichiatra norvegese, Finn Skårderud, che sostiene che con una alcolemia basale di 0,05% si vive meglio.
L’esperimento funziona e cominciano a trarre benefici dalla sbronza controllata. Ovviamente la questione si complica e sembra prepararsi la tragedia. Che arriva. Ma non attacca il punto sostanziale che ha mosso la trama. I personaggi di Vintenberg escono comunque cambiati dall’esperimento. Il desiderio è sano, a prescindere dal mezzo. Come dire: se non sei felice usa qualsiasi cosa, anche l’alcol, ma non ti rassegnare a una vita dimessa.
Persino allo studente che non ce la fa a reggere la sfida delle prestazioni, con un velato rimando, forse l’ho visto solo io, all’Attimo fuggente, la soluzione del professore, “bevi un goccetto” prima dell’esame, diventa possibile. Dietro alla soluzione, l’alcol che rischiara, attiva, euforizza, c’è una società desolata, svuotata di umanità, di senso, un andare avanti senza meta, il lasciarsi andare di Thommy con il suo cane e la barca, il lasciarsi e non vedersi delle coppie, dei genitori e figli, dei professori e degli studenti.
Allora è meglio la sbornia, la corsa sfrenata con le casse di birra, la trasgressione sociale, le bottiglie nascoste ovunque, pranzi e cene dove l’alcol straborda. Alla fine il magico Mads Mikkelsen, l’attore protagonista, ci fa sognare che si può uscire cambiati senza diventare alcolisti, si può tornare a ballare, vivere le proprie passioni, lanciarsi nella vita senza paura. E con un tuffo sospeso il grande regista, che ha vinto con questo film forse l’Oscar meno noto della storia del cinema, ci lascia. Pieni di domande, sorrisi e … tanta voglia di bere.