La solitudine, come problema globale dei genitori contemporanei, riguarda maggiormente le mamme rispetto ai papà, ponendosi come elemento di differenziazione demografica, ancor prima della disparità di genere. È questo il risultato del Parenting Index 2021, lo studio sulle esperienze genitoriali commissionato da Nestlé a Kantar a livello globale, a una anno dal lancio della Nestlé Parenting Initiative, l’iniziativa internazionale che si propone di aiutare i genitori di tutto il mondo a crescere bambini più sani e felici.
I dati dell’Index rivelano che un quarto dei genitori soffre di baby blues, la sensazione di tristezza e di malinconia che segue la nascita di un bambino, da non confondersi con la depressione postpartum, diagnosticata quale vera e propria malattia clinica. Un’ulteriore analisi evidenzia che le donne rappresentano l’85% dei genitori identificati come “soli”, complessivamente pari a circa un terzo del totale degli intervistati. Significa che un genitore su tre, nonostante viva in una realtà totalmente immersa nei media, all’arrivo di un figlio si sente isolato e solo. Tra gli altri dati demografici associati alla solitudine, si trovano il basso reddito e lo status lavorativo. Tra i genitori soli, uno su cinque è casalingo (ma preferirebbe lavorare) mentre il 42% attualmente non lavora.
Una vita familiare multigenerazionale non basta a contrastare la solitudine, anzi sembrerebbe che la convivenza con i propri genitori o i suoceri dia maggiori probabilità di appartenere alla categoria dei soli (11%) che a quella dei non soli (8%). In generale, nei Paesi in cui è comune che vivano insieme persone di più generazioni i genitori risultano avere maggiori probabilità di sentirsi soli. Neppure un secondo figlio o un livello di istruzione superiore determinano significativi cambiamenti nei dati sullo stato di solitudine.
Un problema a diffusione globale, dunque, come dimostrato dall’analisi che ha coinvolto sedici paesi con un campione di 8.000 mamme e papà, rappresentativo di famiglie di tutte le forme e le dimensioni, con caratteristiche culturali e socio-economiche eterogenee che rendono applicabili a ogni contesto i risultati dell’Index.
“Nei Paesi di tutto il mondo sono ancora principalmente le mamme a essere a casa da sole dopo la nascita, sperimentando i più alti livelli di solitudine. Per queste donne, la vita diventa rapidamente tutta incentrata sul bambino, con poco o nessun spazio per la propria vita, sociale e personale” ha osservato Manuela Kron, direttrice corporate affairs e marketing consumer communication Nestlé Italia, motivando l’impegno dell’azienda, leader mondiale nella produzione e distribuzione di prodotti per la nutrizione, nel cercare soluzioni per affrontare la solitudine dei genitori.
Insieme alla Società italiana di pediatria preventiva e sociale (Sipps) è stato avviato un primo supporto, in risposta ai dati emersi dalla ricerca, con l’iniziativa “Essere genitori oggi”, formulando una guida digitale scaricabile gratuitamente dai siti di Nestlé e Sipps per offrire ai genitori degli strumenti adeguati a incanalare in maniera positiva l’impegno e le emozioni che una nuova nascita fa scaturire all’interno del nucleo familiare e individualmente in ciascuno di loro.