Dopo due anni di calo, i default aziendali rischiano di far registrare una vera e propria impennata a livello globale. E l’Italia non fa eccezione. A fare questa fosca previsione sono gli economisti di Euler Hermes, società del gruppo Allianz, che fanno notare come i massicci aiuti statali abbiano fatto diminuire le insolvenze sia nel 2020 (-15%) che nel 2021 (-6%). L’anno prossimo, però, i sostegni da parte dei governi verranno meno ed è proprio questo il fattore che potrebbe innescare un rimbalzo del 15%.
Secondo gli esperti della società specializzata nell’assicurazione del credito, attualmente nel Belpaese ci sono ben 12mila imprese a rischio fallimento. Le difficoltà societarie in Italia hanno seguito un andamento diverso rispetto alla media mondiale: i default sono calati del 32% nel 2020 con solo 7.160 casi (il dato più basso dal 2008), ma sono già ripartiti nel corso di quest’anno.
Nei primi otto mesi si sono registrati ben 5.825 casi, rispetto ai 3.877 dello stesso periodo del 2020 (+50,2%). Questo rimbalzo trova conferma in quasi tutti i settori, eccetto l’industria mineraria-estrattiva, con aumenti a due cifre nel commercio, nel manifatturiero, nell’edilizia e nel settore alberghi-ristoranti. I 12 mesi dovrebbero chiudersi con un balzo del 47% a 10.500 casi, trend che è destinato a proseguire anche nel 2022 (+14% a 12.000 casi). Si tratterebbe comunque di livelli solo di poco superiori a quelli fatti registrare prima del Covid, quando si contavano 10.500 insolvenze (2018) e di parecchio inferiori al record del 2014 (14.735).
«L’Italia è uno dei due grandi Paesi europei, assieme alla Spagna, che stanno già registrando un notevole rimbalzo delle insolvenze aziendali nell’anno in corso, anche se i livelli rimangono al di sotto del 2019 — spiega Luca Burrafato, responsabile dei Paesi mediterranei, Medio Oriente e Africa per Euler Hermes — Le previsioni per le insolvenze delle imprese in Italia sono di una continua e graduale normalizzazione in sincronia con la rimozione delle misure di sostegno».
A livello mondiale faranno eccezione gli Stati Uniti, il cui numero di probabili insolvenze è limitato sia per il 2021 che per il 2022, grazie alla combinazione di aiuti massicci (in particolare il programma di finanziamenti Ppp — Paycheck Protection Program nel 2020 e il recovery plan nel 2021-22) con il più rapido rimbalzo economico registrato in oltre tre decenni. – m.fr.