Economia

Investire, meglio Banca d'Italia dei Btp

1 minuti di lettura
Al momento, è un signor rendimento. Con un dividendo pari al 4,5% rispetto al valore fissato dalla legge, in occasione della rivalutazione, le quote della Banca d'Italia offrono agli azionisti un dividend yield di tutto rispetto: basti pensare che un Btp a dieci anni, nonostante le turbolenze attuali per la crisi greca, comunque si tiene sotto il 2%. Non solo, nelle sue Considerazioni finali il governatore Ignazio Visco ha anche tracciato la politica di dividendi che la Banca d'Italia seguirà nei prossimi anni: subordinatamente alla capienza dell'utile netto e alle esigenze di patrimonializzazione, e sempre che sui mercati non ci siano rivolgimenti particolari, via Nazionale distribuirà ai soci un dividendo compreso tra il valore di quest'anno (340 milioni) e quello dell'anno scorso (380). A questo punto, la fase due - quella di far nascere un mercato delle azioni Bankitalia - dovrebbe essere questione di mesi. Entro fine anno, nelle aspettative della stessa via Nazionale. L'e-Mid sta lavorando alla piattaforma tecnologica, il resto dovrebbero farlo gli investitori istituzionali (fondi pensione, assicurazioni, piccole banche...) scambiandosi le quote di Bankitalia. La "carta" non mancherà certo, una volta messo in moto il meccanismo, visto che i grandi azionisti attuali dovranno molto dimagrire, scendendo al massimo al 3%. E certo a quel punto il rendimento dipenderà dal prezzo su cui si assesteranno le azioni. Ma le premesse per una cedola interessante ci sono.