Poco meno di 500 persone, in rappresentanza di quel 2,5% circa di Veneto banca non in mano ad Atlante. Tante ne sono attese a Montebelluna, anzi a Volpago del Montello, dove si terrà l'assemblea della staffetta, tra il cda eletto prima che si svolgesse l'aumento di capitale e quello di ora, snellito, indicato dall'azionista (quasi) unico, il Fondo Atlante.
Alla fine ne arriveranno meno, in assemblea: la rabbia di chi ha perso tutto rimane, ma è posssibile che la determinazione di andare a manifestarla sia messa a dura prova dal calendario estivo. Del resto, il pallino è ormai saldamente nelle mani del Fondo Atlante. E in quello della magistratura, ma a differenza dei cugini della Popolare di Vicenza, in questo caso il padre-padrone della banca negli anni passati, Vincenzo Consoli, è agli arresti domiciliari.
L'attenzione sarà piuttosto assorbita dal messaggio, che dovrebbe arrivare prima dell'apertura dei lavori, da parte di Alessandro Penati, in qualità di gestore di Atlante. Come era già successo per Vicenza, è atteso che l'azionista al 97,6% colga l'occasione per indicare le linee guida sullo sviluppo della banca. Indicazioni strategiche, niente di operativo: la gestione, come è stato più volte spiegato, non tocca al Fondo ma al consiglio di amministrazione. Che si troverà sul tavolo, ragionevolmente, la promozione dell'azione di responsabilità verso il cda dell'era Consoli.
Alla fine ne arriveranno meno, in assemblea: la rabbia di chi ha perso tutto rimane, ma è posssibile che la determinazione di andare a manifestarla sia messa a dura prova dal calendario estivo. Del resto, il pallino è ormai saldamente nelle mani del Fondo Atlante. E in quello della magistratura, ma a differenza dei cugini della Popolare di Vicenza, in questo caso il padre-padrone della banca negli anni passati, Vincenzo Consoli, è agli arresti domiciliari.
L'attenzione sarà piuttosto assorbita dal messaggio, che dovrebbe arrivare prima dell'apertura dei lavori, da parte di Alessandro Penati, in qualità di gestore di Atlante. Come era già successo per Vicenza, è atteso che l'azionista al 97,6% colga l'occasione per indicare le linee guida sullo sviluppo della banca. Indicazioni strategiche, niente di operativo: la gestione, come è stato più volte spiegato, non tocca al Fondo ma al consiglio di amministrazione. Che si troverà sul tavolo, ragionevolmente, la promozione dell'azione di responsabilità verso il cda dell'era Consoli.