Qualche giorno fa, alle sfilate della collezione uomo primavera estate 2015, l'ad Michele Norsa si era detto fiducioso sulla seconda metà dell'anno - anche grazie al trend positivo di lungo periodo della Cina - e sebbene il quadro complessivo si mantenesse volatile in particolare sotto il profilo dei cambi, le aspettative erano positive. Anche perché per la prima volta da tempo si vedono segnali positivi provenienti dal mercato italiano, che pesa grosso modo per il 10% del fatturato complessivo di Ferragamo (che non ha mai dato uno spaccato così specifico delle vendite per area geografica, ma che grosso modo dovrebbe rappresentare quella percentuale sul totale del giro d'affari).
Un concetto ripreso ora da un report del Credit Suisse, che ha innalzato il giudizio su Ferragamo da "underperform" a "neutral". Non una grande promozione, ma comunque un avanzamento (a parità però di target price, fermo a 21 euro per azione) e sopratutto un cambiamento di passo, dopo che per un anno gli analisti del Credit Suisse erano stati negativi. La ragione in parte consiste nel fatto che il titolo ha già perso molto, il 25% da inizio anno, e dunque la correzione dei prezzi che gli analisti si attendevano c'è già stata. Ma ci sono anche considerazioni positive, basate sull'andamento degli utili attesi e su livelli di valutazione meno sfidanti (e dunque più difficili da raggiungere). A questo punto dunque i rischi di ulteriori correzioni sono limitati e il premio espresso dalle quotazioni attuali è più adeguato allo sviluppo atteso dei conti.
Secondo gli analisti insomma, un multiplo pari a 19 volte il rapporto prezzo/utile 2015 (al di sotto della media del gruppo) è più giustificato rispetto al passato, nonostante rappresenti ancora un premio del 12% rispetto alla media di settore, proprio grazie alle migliori aspettative sul versante della redditività. Una cosa è certa, la crescita ci sarà ma per linee interne, come ha precisato lo stesso Ferruccio Ferragamo: "Non vogliamo fare acquisizioni, anche se sappiamo che alcuni marchi sono in vendita: vogliamo fare bene quello che sappiamo fare".
Un concetto ripreso ora da un report del Credit Suisse, che ha innalzato il giudizio su Ferragamo da "underperform" a "neutral". Non una grande promozione, ma comunque un avanzamento (a parità però di target price, fermo a 21 euro per azione) e sopratutto un cambiamento di passo, dopo che per un anno gli analisti del Credit Suisse erano stati negativi. La ragione in parte consiste nel fatto che il titolo ha già perso molto, il 25% da inizio anno, e dunque la correzione dei prezzi che gli analisti si attendevano c'è già stata. Ma ci sono anche considerazioni positive, basate sull'andamento degli utili attesi e su livelli di valutazione meno sfidanti (e dunque più difficili da raggiungere). A questo punto dunque i rischi di ulteriori correzioni sono limitati e il premio espresso dalle quotazioni attuali è più adeguato allo sviluppo atteso dei conti.
Secondo gli analisti insomma, un multiplo pari a 19 volte il rapporto prezzo/utile 2015 (al di sotto della media del gruppo) è più giustificato rispetto al passato, nonostante rappresenti ancora un premio del 12% rispetto alla media di settore, proprio grazie alle migliori aspettative sul versante della redditività. Una cosa è certa, la crescita ci sarà ma per linee interne, come ha precisato lo stesso Ferruccio Ferragamo: "Non vogliamo fare acquisizioni, anche se sappiamo che alcuni marchi sono in vendita: vogliamo fare bene quello che sappiamo fare".