Economia

Hsbc dà le pagelle al lusso.
Bene Burberry e Moncler

Il settore ha molte ragioni di cautela nel breve periodo ma guardando un po' più lontano le cose dovrebbero migliorare, già tra la fine del 2014 e l'inizio del 2015. In un report dedicato al fashion brilla Kering, dubbi su Prada, mentre Tod's e Hugo Boss sono "Neutral"

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Il lusso? Potrebbe essere vicino ad un punto di svolta, tra la fine del 2014 e la prima parte del 2015, con prospettive migliori rispetto ai mesi passati (e dopo una correzione più severa del previsto per molti giganti europei). Ad una condizione: che gli investitori non abbiano fretta e che dunque non guardino troppo al breve termine, perché in questo secondo caso non ci sono ancora ragioni per affrettarsi a comprare, né i titoli sono a buon mercato: ai livelli attuali, le valutazioni sono in linea con l'andamento storico del settore.

L'analisi viene dagli esperti di Hsbc, che in un report dedicato ai beni di lusso - e intitolato significativamente "Should I stay or should I go?" - ripercorre le ragioni di prudenza per il breve termine e quelle di maggiore ottimismo (sopratutto per alcune maison della moda) per i mesi prossimi venturi. E ovviamente sceglie fior da fiore, tra i titoli del lusso: dunque, bene Kering, Burberry e Moncler (tutti da sovrappesare, e l'ultimo in particolare è stato promosso, dal precedente giudizio di Neutral). E bene, anche Richemont e Luxottica, entrambi convincenti in termini di modelli di business nonostante gli investitori potrebbero doversi armare di più pazienza sui due titoli; maggiori cautele invece sono riservate a Prada (che ha un giudizio di "underweight", sottopesare) mentre decisamente pollice verso per Tod's e Hugo Boss, che passano a neutral dal precedente sovrappesare. In posizione intermedia Ferragamo, che conserva il giudizio Neutral ma vede migliorare il target price da 24 a 25 euro (secondo gli analisti di Hsbc il gruppo ha valutazioni che rappresentano un premio del 25% in media rispetto ai competitor, in termini di prezzo/utili prospettici 2015).
 
Per l'intero settore della moda, comunque, va tenuto conto che la crescita nel secondo semestre 2014 dovrebbe segnare una crescita organica del 7%, lo stesso tasso riportato nel primo semestre 2014, che si confronta con un più 8 nel 2013 e un più 11% di due anni fa. E continuando con le motivazioni che spingono alla cautela nel breve termine, il report ricorda la frenata nei consumi in Cina, in larga misura guidata dalla stretta anti-corruzione voluta dal governo (che ha impattato non solo gli articoli più tipicamente oggetto di regali, come orologi e liquori). Ma le stesse ragioni di cautela diventano motivi per guardare con maggior fiducia al futuro, in un'ottica di più lungo termine: a partire dall'effetto-cambi, al miglioramento delle vendite (a partire dalla fine del 2014) alla stessa dinamica dei consumi in Cina.