Economia

American Apparel, la regina delle T-shirt in affanno

La famosa casa californiana ha appena ammesso possibili problemi di liquidità ed è alla ricerca di una soluzione con i creditori. Il gruppo non è nuovo a problemi finanziari e i dati preliminari del secondo trimestre sono in decisa perdita. La controversa storia del marchio fondato da Dov Charney

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Ancora problemi per American Apparel. Il marchio californiano, fondato dal controverso Dov Charney e famoso per le sue T-shirt e l'abbigliamento intimo altrettanto casual, ha lanciato un possibile allarme liquidità sui conti, ammettendo di non essere in grado di assicurare che avrà fndi a sufficienza per far fronte ai propri impegni finanziari nei prossimi dodici mesi. A Wall Street hanno subito tratto le conclusioni, facendo scendere il titolo del 37% ma da inizio anno la perdita è ancora peggiore, l'87%. La società ha aggiunto che non farà in tempo a depositare i conti trimestrali alla Sec, perché è impegnata nelle discussioni con i creditori, ma i primi segnali sono pessimi: i dati preliminari mostrano una perdita pari a 19 milioni di dollari nel secondo trimestre 2015, contro un rosso di 16 di un anno fa; male anche il fatturato, sceso del 17%.

Il gruppo americano non è nuovo a problemi finanziari e non solo: tutta la sua storia aziendale - è stato fondato nel 1989 - è ricca di successi, colpi di scena, cause milionarie (ad esempio con Woody Allen) ma anche scandali a sfondo sessuale, che hanno portato nel dicembre scorso all'allontanamento del fondatore, ex amministratore delegato e tuttora principale azionista, Charney. L'imprenditore ha reagito a sua volta citando in giudizio, in una ventina di cause, la società. Che, nel frattempo, sta cercando di voltar pagina, mitigando a sua volta le campagne pubblicitarie fortemente caratterizzate dal punto di vista sessuale, per assumere uno stile più sobrio.

Ma finora il nuovo corso, accompagnato anche da un piano di risparmi che prevede il taglio della forza lavoro e la chiusura di alcuni negozi, non sembra aver dato frutti a sufficienza. Così American Apparel, che ha collezionato perdite complessive per 300 milioni di dollari dal 2010 ad oggi, è impegnata a discutere le alternative finanziarie con i creditori. Si va dal rifinanziamento del debito, ad un nuovo aumento di capitale (negli anni se ne sono succeduti vari) alla ristrutturazione del debito esistente. L'importante è fare presto: la società ha dichiarato di avere in cassa, a fine giugno, liquidità complessiva per 13 milioni e dovrà affrontare, in ottobre, pagamenti per interessi sui debiti pari a 13,9 milioni.