Brunello Cucinelli si presenta al giro di boa della semestrale con ricavi a due cifre (+13,9% a 200,3 milioni) sostenuti anche dai nuovi negozi, ma con utili in aumento solo del 2,7% a 15,5 milioni. “Siamo molto soddisfatti di questo primo semestre 2015 - sottolinea il presidente e amministratore delegato della società, Brunello Cucinelli - consideriamo questi dati eccellenti, ed essendo passati ormai i due terzi dell'anno, immaginiamo un fine anno bellissimo". Indicazioni positive arrivano anche sul 2016: "Stiamo portando a termine l'importante piano d'investimento triennale 2013-15, che ci ha permesso di consolidare la nostra industria per gli anni a venire. E’ pressoché terminata la campagna vendite primavera/estate 2016, con dei risultati particolarmente positivi. Le collezioni sono state giudicate di grande livello. Dietro a queste considerazioni immaginiamo anche per il 2016 un anno molto interessante con una crescita a due cifre".
Brunello Cucinelli ha visto erodersi leggermente i margini nella prima parte dell’anno. L’incidenza del margine operativo lordo (33,4 milioni +11,8%) sui ricavi è scesa al 16,6% dal 16,9% dello scorso anno (17,3% considerando la plusvalenza realizzata nel 2014 dalla cessione di un immobile). Il gruppo ha pagato l'aumento dei costi saliti da 152,7 a 175,8 milioni sia per colpa dei maggiori affitti legati alle nuove aperture (passati da 12,6 a 22 milioni) sia per i costi del personale (da 29,4 a 36 milioni per effetto delle nuove assunzioni con i dipendenti saliti a 1.352 da 1.171). L'indebitamento finanziario netto è pari a 78,3 milioni di euro, in crescita dai 42,6 milioni di euro a fine 2014. Il dato, tuttavia, per la società è coerente "con la stagionalità del business e il progetto pluriennale 2013-2015 di investimenti pari a circa 118 milioni di euro". Di cui 20,7 milioni nella prima parte del 2015, rispetto ai 22,4 milioni di euro investiti nei primi 6 mesi del 2014.
Brunello Cucinelli ha visto erodersi leggermente i margini nella prima parte dell’anno. L’incidenza del margine operativo lordo (33,4 milioni +11,8%) sui ricavi è scesa al 16,6% dal 16,9% dello scorso anno (17,3% considerando la plusvalenza realizzata nel 2014 dalla cessione di un immobile). Il gruppo ha pagato l'aumento dei costi saliti da 152,7 a 175,8 milioni sia per colpa dei maggiori affitti legati alle nuove aperture (passati da 12,6 a 22 milioni) sia per i costi del personale (da 29,4 a 36 milioni per effetto delle nuove assunzioni con i dipendenti saliti a 1.352 da 1.171). L'indebitamento finanziario netto è pari a 78,3 milioni di euro, in crescita dai 42,6 milioni di euro a fine 2014. Il dato, tuttavia, per la società è coerente "con la stagionalità del business e il progetto pluriennale 2013-2015 di investimenti pari a circa 118 milioni di euro". Di cui 20,7 milioni nella prima parte del 2015, rispetto ai 22,4 milioni di euro investiti nei primi 6 mesi del 2014.