MILANO - Meno fatturato (anche se la contrazione è più contenuta di quella di Tod's) ma più utili e più rediditività in genere; non solo rispetto alle stime degli analisti, ma anche in valori assoluti. E' questa la fotografia di Salvatore Ferragamo, scattata alla fine del primo trimestre 2016. Un trimestre impegnativo per almeno un paio di ragioni: la stella appannata del settore lusso, in generale, e l'addio dell'amministratore delegato Michele Norsa, annunciato in pieno accordo con la proprietà ormai da tempo e dettato essenzialmente da ragioni personali del top manager.
Proprio il cda dei conti ha anzi sancito il passaggio del testimone - il 2 agosto prossimo - quando al manager di lungo corso subentrerà Eraldo Poletto. L'ex numero uno, fino ad un paio di settimane fa, di Furla prenderà le redini del gruppo del lusso fiorentino, dunque, confermando le ampie indiscrezioni circolate nei giorni scorsi. Un punto in comune tra le due esperienze del resto c'è ed è forte: entrambi i gruppi fanno ancora solidamente capo alla famiglia fondatrice, di cui portano evidente traccia nella ragione sociale.
Tornando ai numeri, Ferragamo ha archiviato i primi tre mesi dell'anno con ricavi pari a 321 milioni di euro, in contrazione dell'1,8% sia a tassi di cambio correnti che costanti, rispetto al primo trimestre 2015. A livello geografico, le aree che vanno meglio sono il Giappone (+1,9%) e marginalmente il Nord America (+0,8%). Ancora in difficoltà i dati relativi all'Asia Paifico (-3%); giù anche l'Europa.
L'ebitda è aumentato del 5% a 64milioni di euro, con un'incidenza percentuale sui ricavi in aumento dal 18,7% dell'anno scorso al 20% attuale. L'utile netto di pertinenza del gruppo è pari a 34 milioni di euro rispetto ai 31 milioni registrati nei primi tre mesi 2015 (+10%). La posizione finanziaria netta al 31 marzo 2016 è stata positiva per 25 milioni di euro, rispetto a un indebitamento di 34 milioni di euro al 31 marzo 2015, grazie anche alla significativa generazione di cassa operativa pari a 41milioni di euro nei primi tre mesi del 2016.
Proprio il cda dei conti ha anzi sancito il passaggio del testimone - il 2 agosto prossimo - quando al manager di lungo corso subentrerà Eraldo Poletto. L'ex numero uno, fino ad un paio di settimane fa, di Furla prenderà le redini del gruppo del lusso fiorentino, dunque, confermando le ampie indiscrezioni circolate nei giorni scorsi. Un punto in comune tra le due esperienze del resto c'è ed è forte: entrambi i gruppi fanno ancora solidamente capo alla famiglia fondatrice, di cui portano evidente traccia nella ragione sociale.
Tornando ai numeri, Ferragamo ha archiviato i primi tre mesi dell'anno con ricavi pari a 321 milioni di euro, in contrazione dell'1,8% sia a tassi di cambio correnti che costanti, rispetto al primo trimestre 2015. A livello geografico, le aree che vanno meglio sono il Giappone (+1,9%) e marginalmente il Nord America (+0,8%). Ancora in difficoltà i dati relativi all'Asia Paifico (-3%); giù anche l'Europa.
L'ebitda è aumentato del 5% a 64milioni di euro, con un'incidenza percentuale sui ricavi in aumento dal 18,7% dell'anno scorso al 20% attuale. L'utile netto di pertinenza del gruppo è pari a 34 milioni di euro rispetto ai 31 milioni registrati nei primi tre mesi 2015 (+10%). La posizione finanziaria netta al 31 marzo 2016 è stata positiva per 25 milioni di euro, rispetto a un indebitamento di 34 milioni di euro al 31 marzo 2015, grazie anche alla significativa generazione di cassa operativa pari a 41milioni di euro nei primi tre mesi del 2016.