MILANO - Revlon perde, a sorpresa, il suo aministratore delegato Fabian Garcia. Il manager, arrivato nel gruppo meno di un paio di anni fa, ha rassegnato le dimissioni per cogliere "altre opportunità" professionali e il suo posto è stato preso ad interim da Paul Meister. Ma per il gigante americano della cosmesi si tratta di un altro problema, in un momento in cui i conti non vanno benissimo e la trasformazione del business è ancora a metà strada.
La Revlon, nata nel 1932 con un solo prodotto, lo smalto per le unghie, ora ha una linea completa di cosmetici e, nel 2016, ha comprato Elisabeth Arden per circa 420 milioni di dollari. Un'acquisizione non ancora completamente metabolizzata, che si somma alla rapida evoluzione del settore, che sta avvantaggiando le catene specializzate, sul modello Sephora (Lvmh) e il commercio online a scapito di marchi distribuiti senza una rete propria, come Revlon appunto.
Non a caso il 2017 è stato definito "un anno difficile per noi" dal gruppo e la sfida per risalire la china è ancora in corso. I conti per il momento sono difficili: nel quarto trimestre le perdite sono salite a 80 mlioni di dollari, contro i 36,5 di un anno fa, mentre le vendite sono scese a 785 milioni dagli 801 dell'anno precedente. Pesante anche il debito: 3 miliardi di dollari.
La Revlon, nata nel 1932 con un solo prodotto, lo smalto per le unghie, ora ha una linea completa di cosmetici e, nel 2016, ha comprato Elisabeth Arden per circa 420 milioni di dollari. Un'acquisizione non ancora completamente metabolizzata, che si somma alla rapida evoluzione del settore, che sta avvantaggiando le catene specializzate, sul modello Sephora (Lvmh) e il commercio online a scapito di marchi distribuiti senza una rete propria, come Revlon appunto.
Non a caso il 2017 è stato definito "un anno difficile per noi" dal gruppo e la sfida per risalire la china è ancora in corso. I conti per il momento sono difficili: nel quarto trimestre le perdite sono salite a 80 mlioni di dollari, contro i 36,5 di un anno fa, mentre le vendite sono scese a 785 milioni dagli 801 dell'anno precedente. Pesante anche il debito: 3 miliardi di dollari.