il blocco del mar nero e la domanda europea pesano sulle quotazioni del frumento
Il frumento tenero resta sostenuto dalle tensioni sul mais e dalle difficoltà logistiche nel Mar Nero. Dopo i rialzi tra luglio e agosto, nella prima metà di settembre le quotazioni hanno accelerato, con aumenti del 6% sul mercato finanziario europeo e del 6% per il frumento n. 3 di Bologna rispetto alla media di agosto. A sostenere il mercato contribuiscono una produzione europea rivista al ribasso e consumi mondiali ancora in crescita, ma il fattore più rilevante resta il rallentamento dell’offerta dal Mar Nero: ai primi di settembre le esportazioni ucraine risultavano inferiori del 40 per cento rispetto a un anno prima, mentre quelle russe potrebbero dimezzarsi nel primo trimestre di campagna. Lo sblocco dei porti resta il principale rischio ribassista. Finché persisteranno le difficoltà logistiche e il mais resterà caro, il frumento continuerà a beneficiare di una domanda sostenuta e di un’offerta gl…
il blocco del mar nero e la domanda europea pesano sulle quotazioni del frumento
Il frumento tenero resta sostenuto dalle tensioni sul mais e dalle difficoltà logistiche nel Mar Nero. Dopo i rialzi tra luglio e agosto, nella prima metà di settembre le quotazioni hanno accelerato, con aumenti del 6% sul mercato finanziario europeo e del 6% per il frumento n. 3 di Bologna rispetto alla media di agosto. A sostenere il mercato contribuiscono una produzione europea rivista al ribasso e consumi mondiali ancora in crescita, ma il fattore più rilevante resta il rallentamento dell’offerta dal Mar Nero: ai primi di settembre le esportazioni ucraine risultavano inferiori del 40 per cento rispetto a un anno prima, mentre quelle russe potrebbero dimezzarsi nel primo trimestre di campagna. Lo sblocco dei porti resta il principale rischio ribassista. Finché persisteranno le difficoltà logistiche e il mais resterà caro, il frumento continuerà a beneficiare di una domanda sostenuta e di un’offerta globale più tesa.
il mondo si prepara a un deficit di chicchi india in calo del 5% anche l’Ue soffre
Dopo due campagne di produzioni record e surplus, il mercato globale del riso si prepara a un cambio di scenario. Per il 2026/27 Areté prevede un deficit mondiale superiore a 5 milioni di tonnellate e una conseguente erosione delle scorte. A fronte di consumi rigidi e in crescita, la produzione è attesa in calo del 2 per cento, prima flessione dal 2015/16, penalizzata da minori superfici e rischi climatici. Particolare attenzione all’India, primo produttore ed esportatore mondiale, dove produzione e scorte sono previste calare del 5 per cento, aumentando il rischio di misure a tutela del mercato interno. Anche nell’Ue l’offerta rimane sotto pressione: Areté stima una produzione in calo del 2,5 per cento, mentre la crescente domanda di varietà Indica (a chicco lungo) mantiene elevata la dipendenza dalle importazioni, previste in ulteriore aumento del 2 per cento.
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