Esteri

NIGERIA

Nuovi scontri fra cristiani e musulmani
e la Farnesina convoca l'ambasciatore

Non accennano a diminuire le violenze nel Paese africano, dopo le decine di morti del giorno di Natale. Tensione anche nelle Filippine, dove ieri una bomba esplosa sul tetto di una chiesa cattolica ha fatto sei feriti. Inascoltato l'appello del Papa

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ROMA - Non accennano a dimunire le violenze fra cristiani e musulmani in Nigeria. Nuovi scontri, dopo quelli di ieri, sono scoppiati oggi nella città di Jos. Alcuni edifici sono stati dati alle fiamme: la polizia registra almeno un morto e vi sarebbero anche molti feriti, secondo quanto riferito da alcuni testimoni. A Jos, come ha annunciato un portavoce del governo, arriverà oggi il vicepresidente Namadi Sambo, "per tentare di sedare la crisi".

E l'ambasciatore nigeriano a Roma verrà convocato alla Farnesina per ribadirgli la ferma condanna italianadelle violenze degli ultimi giorni e sarà rappresentata la forte aspettativa italiana che le autorità nigeriane si adoperino prontamente per far cessare l'ondata di intolleranza.

Per i cristiani in Nigeria, ma anche nelle Filippine, quello appena trascorso è stato un Natale di sangue. Nel Paese africano sono stati uccisi un sacerdote e cinque fedeli nell'assalto a tre chiese di Maiduguri, nel nord-est, durante le messe natalizie. Una delle chiese è stata data alle fiamme e distrutta da estremisti islamici. Sempre in Nigeria, alla vigilia di Natale ci sono stati 32 morti e 72 feriti per sette bombe esplose a Jos, capitale dello stato centrale di Plateau e teatro di frequenti scontri fra cristiani e musulmani.

Nelle Filippine una bomba è esplosa sul tetto di una chiesa cattolica dell'isola di Jolo durante la messa di Natale, ferendo il sacerdote e cinque fedeli. L'isola è una roccaforte di Abu Sayyaf, un gruppo estremista legato ad Al Qaeda.

Restano inascoltati gli appelli di Benedetto XVI, che ancora oggi ha manifestato "grande tristezza per l'attentato in una chiesa cattolica nelle Filippine, mentre si celebravano i riti del giorno di Natale, come pure l'attacco a chiese cristiane in Nigeria. In questo tempo del Santo Natale - ha detto il Papa - il desiderio e l'invocazione del dono della pace si sono fatti ancora più intensi. Ma il nostro mondo continua ad essere segnato dalla violenza, specialmente contro i discepoli di Cristo".