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Si allarga il tabloid-gate
Anche altri giornali nel mirino

Si parla di 300 reporter e 31 pubblicazioni che avrebbero usato detective privati per avere informazioni riservate e illegali: fra questi il Daily Mail, il Sunday Mail, il Mirror ed il Sunday People. Guai per il gruppo Murdoch: chiesti chiarimenti in Australia, nuove rivelazioni da Fox, negli Usa
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LONDRA - Lo scandalo intercettazioni che fa tremare la Gran Bretagna e lo stesso premier David Cameron si estende a macchia d'olio, toccando altri giornali oltre a quelli del gruppo Murdoch, già nel mirino. Scotland Yard, i cui vertici sono stati travolti dal tabloid-gate, è ora intenzionata a indagare a 360 gradi e ha chiesto di acquisire i documenti relativi a un'inchiesta del British Information Commissioner, autorità indipendente che tutela i diritti d'informazione. L'indagine, risalente al 2006, mise nero su bianco nomi di testate e giornalisti (si parla di 300 reporter e 31 pubblicazioni) che si rivolsero a detective privati per ottenere informazioni riservate e illegali: fra questi spiccano il Daily e il Sunday Mail, il Daily Mirror e il Sunday People, oltre al News of the World ora defunto. Il numero di agenti impegnati nelle indagini sullo scandalo è stato ora portato da 45 a 60, come confermato da Sue Akers, vice assistant commissioner della Metro…
LONDRA - Lo scandalo intercettazioni che fa tremare la Gran Bretagna e lo stesso premier David Cameron si estende a macchia d'olio, toccando altri giornali oltre a quelli del gruppo Murdoch, già nel mirino. Scotland Yard, i cui vertici sono stati travolti dal tabloid-gate, è ora intenzionata a indagare a 360 gradi e ha chiesto di acquisire i documenti relativi a un'inchiesta del British Information Commissioner, autorità indipendente che tutela i diritti d'informazione. L'indagine, risalente al 2006, mise nero su bianco nomi di testate e giornalisti (si parla di 300 reporter e 31 pubblicazioni) che si rivolsero a detective privati per ottenere informazioni riservate e illegali: fra questi spiccano il Daily e il Sunday Mail, il Daily Mirror e il Sunday People, oltre al News of the World ora defunto. Il numero di agenti impegnati nelle indagini sullo scandalo è stato ora portato da 45 a 60, come confermato da Sue Akers, vice assistant commissioner della Metropolitan Police.

Giorni fa Sean Hoare, il giornalista trovato morto lunedì nella sua abitazione che aveva lanciato l'allarme sulle intercettazioni illecite, aveva denunciato che agenti corrotti di Scotland Yard avrebbero fornito dati telefonici, inclusa la localizzazione dei cellulari, al domenicale News of the World, che per ogni richiesta versava 300 sterline. E ora la polizia si appresta ad aprire un'inchiesta specifica su questo aspetto, sollecitata anche da una esponente dei Verdi, Jenny Jones, che ha chiesto una revisione di tutti i casi in cui la Metropolitan police ha ottenuto dati dalle compagnie telefoniche.

Su quello che da più voci è stato definito il Watergate britannico è intervenuto anche il vicepremier, il liberaldemocratico Nick Clegg: nessuna accusa diretta al premier Cameron, da cui tuttavia ha preso le distanze sul caso di Andy Coulson (l'ex direttore del News of the World divenuto portavoce del premier). I lib-dem sono stati i primi a chiedere un'inchiesta sullo scandalo intercettazioni, ha rivendicato Clegg. Anche il leader del Labour, Ed Miliband, è tornato a invocare un esame di coscienza generale: "Dobbiamo fare in modo che questi eventi non si ripetano mai più", ha detto.

Sulla vicenda Coulson continuano, intanto, ad emergere nuovi dettagli: il portavoce, rivelano i media britannici, sarebbe stato assunto a Downing Street senza che il suo curriculum fosse sottoposto al severo vaglio di sicurezza riservato ai suoi predecessori. E arrivano conferme alle indiscrezioni che la sua nomina avrebbe causato più di un malumore a Buckingham Palace, che aveva visti spiati i telefoni di Carlo e Camilla e dei fidanzati Kate e William.

Ieri il premier Cameron, finito a sua volta nella bufera, rivolgendosi ai Comuni ha ammesso di aver compiuto errori, dicendo che col senno del poi non avrebbe dovuto assumere Coulson come portavoce. Il premier ha annunciato che è partita un'inchiesta giudiziaria sulla vicenda per chiarire i rapporti tra la stampa e la polizia, ma ha rivendicato la trasparenza dei suoi rapporti con Rupert Murdoch.

Intanto, i guai per il magnate australiano dei media minacciano sempre più di tracimare oltreoceano. L'Australia ha deciso di rafforzare le leggi sulla privacy, dopo che ieri la premier, Julia Gillard, aveva annunciato che la News Ltd di Rupert Murdoch dovrà rispondere a "serie" domande. E negli Usa un ex funzionario della Fox, Dan Cooper, ha rivelato che l'emittente aveva un dipartimento segreto addetto alle "operazioni sporche" che potrebbe aver effettuato una serie di hackeraggi. Il gruppo Murdoch, nel frattempo, ha autorizzato lo studio legale Hartbottle & Lewis a rispondere alle domande di Scotland Yard e delle commissioni parlamentari: la documentazioni in mano agli avvocati di News International secondo alcuni sarebbe la classica pistola fumante in grado di provare il coinvolgimento dei big dell'impero editoriale nello scandalo.