BHUBANESWAR - Dopo dopo 11 giorni di cattività i ribelli maoisti hanno liberato Claudio Colangelo. Lo riferisce l'emittente indiana Ndtv, la stessa televisione che ieri sera aveva annunciato il rilascio di entrambi gli italiani rapiti. Paolo Bosusco dunque rimane in mano ai guerriglieri. Colangelo, il più anziano dei due (ha 61 anni), avrebbe contratto la malaria e per questo motivo sarebbe stato rilasciato. Domani potrebbe tornare in Italia, dalla famiglia.
VIDEO La liberazione
Colangelo è stato consegnato dai ribelli ad alcuni giornalisti. I maosti avevano programmato l'incontro per il rilascio nella jungla dove i reporter erano andati durante la notte, ma dopo ore di attesa forse anche a causa dei pattugliamenti della polizia e dei controlli, il contatto non era avvenuto. Fino a questa mattina non si avevano notizie certe della sua liberazione, avvenuta poi verso le otto italiane di oggi. Fin dall'inizio della vicenda si sapeva che il leader della guerriglia in Orissa, Sabyasachi Panda, avrebbe restituito gli ostaggi a giornalisti di fiducia. E' stato così che l'emittente Ndtv è stato la prima ad annunciare il rilascio di Colangelo, consegnato ai giornalisti Kishalay Bhattacharjee e Sampad Mahapatra che hanno potuto anche intervistare Panda, conosciuto anche come comandante 'Sunil'. "Questa operazione - ha precisato una giornalista di Ndtv, "ha richiesto un lavoro di 60 ore nella selva".
"E' stata una esperienza spaventosa", ha detto Claudio Colangelo (VIDEO) dopo essere stato consegnato dai maoisti ai suoi reporter. "Spero che rilascino presto anche Paolo. Anche lui ha contratto la malaria, ma non è grave. Avevano detto che mi avrebbero rilasciato già alcuni giorni fa ma poi non era successo nulla. Cominciavo a disperare. Vorrei sapessero che comprendiamo la loro guerra. Ma è stata un'esperienza terribile, siamo stati rapiti mentre facevamo il bagno nel fiume, non stavamo facendo foto. Domani conto di poter partire per l'Italia".
"Ho perso qualche chilo ma sto bene", ha sottolineato, "il morale è abbastanza alto". Nel corso della prigionia "ci siamo mossi nella giungla" e il trattamento è stato buono: "Non voglio dire che siano stati squisiti perché sarebbe esagerato per la situazione, ma hanno fatto di tutto per venirci incontro per le esigenze alimentari e qualunque altra cosa". Quanto alle circostanze che hanno portato alla cattura, Colangelo nega che stessero fotografando insieme a bosusco qualcosa di proibito: "No, si sono fatte tante speculazioni, preferisco non entrare nel dettaglio".
La Farnesina ha confermato la liberazione. Il ministro degli Esteri Giulio Terzi ha parlato al telefono con Claudio Colangelo, che ha riferito di essere "in buone condizioni" e di essere "in viaggio verso zone sicure". Dopo essere stato scortato a Sorada per essere interrogato dalla polizia, Colangelo arriverà nelle prossime ore e forse già stasera a Bhubaneswar, la capitale dello Stato indiano di Orissa. Colangelo si trovava "in un territorio nel quale le autorità indiane non riescono ad avere un controllo completo" e in cui le comunicazioni sono assai difficili, ha spiegato il ministro Terzi. "Per dare conferma della liberazione non c'era alcun mezzo di comunicazione, né cellulari né fissi", ha spiegato il ministro. "I giornalisti delle tv locali che erano con colangelo", dopo il rilascio, "sono serviti a dare elementi di guida", ha aggiunto il titolare della farnesina. "Abbiamo avuto difficoltà ad avere conferma, ma da qualche ora è in situazione sicura", ha concluso terzi.
In un messaggio precedente Terzi aveva già fatto sapere di aver comunicato subito la notizia ai suoi familiari, "condividendo con loro la grande soddisfazione della Farnesina e mia personale". E la moglie poco dopo ha manifestato il suo sollievo: "Ho parlato direttamente con lui, ho sentito la sua voce. Sta bene, ha fatto anche delle battute spiritose. Ha detto che è stata un po' dura ma è contento e non vede l'ora di tornare a casa". Il ministro degli Esteri si auspica ora che torni a casa anche Bosusco, anche se secondo il leader dei ribelli maosti, Sabyasachi Panda, la sua liberazione dipenderà dall'accettazione delle 13 condizioni richieste.
"Bosusco è in buone condizioni, ma il governo dell'Orissa deve riprendere subito il negoziato per riportare anche lui a casa", ha detto il reporter dell'Ndtv, Kishalay Bhattacharie, che si trova nell'area del sequestro e che ha dato la notizia della liberazione di Colangelo. "Non ho visto Paolo, ma mi hanno detto che è in buone condizioni di salute e che mangia". Il reporter ha invitato il governo dell'Orissa a riprendere subito il negoziato per liberare anche Bosusco: "Il governo dovrà ricominciare con i negoziati e si dovrà scegliere un interlocutore diretto con i maoisti. Il governo sa che i maoisti vogliono che alcune condizioni vengono soddisfatte, è per questo che rapiscono spesso turisti stranieri. Bisogna aprire nuovi canali di negoziati è un'opportunità che il governo non deve disperdere perché quello che vogliono costoro è trovare una soluzione: sono persone che cercano di evitare la violenza".
Il "chief minister" dell'Orissa Naveen Patnaik ha rivolto un nuovo appello ai maoisti perché rilascino Paolo Bosusco e il parlamentare Jhina Hikaka. Parlando in diretta alle televisioni indiane, il politico ha reiterato la richiesta ai "maoisti di Khandamal e di Koratpur di rilasciare al più presto i loro ostaggi senza far loro del male".
I guerriglieri maoisti avevano rapito i due italiani il 14 marzo mentre facevano un'escursione in un distretto tribale della regione orientale dell'Orissa. I negoziati con i ribelli si erano interrotti sabato, dopo che all'alba era stato rapito, in un altro distretto dell'Orissa, il deputato regionale Jhina Hikaka, critico con l'attività dei maoisti. Il sequestro di Hikaka, membro del Parlamento per il partito di governo Biju Janata Dal (Bjd), era stato interpretato come il segnale di una lotta di potere interna al movimento guerrigliero, in cui esiste una fronda contro Sabyasachi Panda. Lo stesso Panda, emarginato ai vertici della cupola maoista negli ultimi 18 mesi, avrebbe organizzato il rapimento dei due italiani per riaffermare il suo controllo del territorio.
La polizia indiana sospetta però che il rapimento di Hikaka sia stato organizzato invece dal Comitato Zonale Maoisti dell'Andhra-Orissa-Border, attivo nel distretto di Koraput e nella vicina zona dell'Andhra, la base originaria dei Naxaliti. Lo stesso gruppo è anche sospettato di aver ucciso due poliziotti - uno trascinato nella foresta e freddato con fucilate alla testa - e un vice ispettore nel distretto Malkangiri, nei giorni scorsi.
VIDEO La liberazione
Colangelo è stato consegnato dai ribelli ad alcuni giornalisti. I maosti avevano programmato l'incontro per il rilascio nella jungla dove i reporter erano andati durante la notte, ma dopo ore di attesa forse anche a causa dei pattugliamenti della polizia e dei controlli, il contatto non era avvenuto. Fino a questa mattina non si avevano notizie certe della sua liberazione, avvenuta poi verso le otto italiane di oggi. Fin dall'inizio della vicenda si sapeva che il leader della guerriglia in Orissa, Sabyasachi Panda, avrebbe restituito gli ostaggi a giornalisti di fiducia. E' stato così che l'emittente Ndtv è stato la prima ad annunciare il rilascio di Colangelo, consegnato ai giornalisti Kishalay Bhattacharjee e Sampad Mahapatra che hanno potuto anche intervistare Panda, conosciuto anche come comandante 'Sunil'. "Questa operazione - ha precisato una giornalista di Ndtv, "ha richiesto un lavoro di 60 ore nella selva".
"E' stata una esperienza spaventosa", ha detto Claudio Colangelo (VIDEO) dopo essere stato consegnato dai maoisti ai suoi reporter. "Spero che rilascino presto anche Paolo. Anche lui ha contratto la malaria, ma non è grave. Avevano detto che mi avrebbero rilasciato già alcuni giorni fa ma poi non era successo nulla. Cominciavo a disperare. Vorrei sapessero che comprendiamo la loro guerra. Ma è stata un'esperienza terribile, siamo stati rapiti mentre facevamo il bagno nel fiume, non stavamo facendo foto. Domani conto di poter partire per l'Italia".
"Ho perso qualche chilo ma sto bene", ha sottolineato, "il morale è abbastanza alto". Nel corso della prigionia "ci siamo mossi nella giungla" e il trattamento è stato buono: "Non voglio dire che siano stati squisiti perché sarebbe esagerato per la situazione, ma hanno fatto di tutto per venirci incontro per le esigenze alimentari e qualunque altra cosa". Quanto alle circostanze che hanno portato alla cattura, Colangelo nega che stessero fotografando insieme a bosusco qualcosa di proibito: "No, si sono fatte tante speculazioni, preferisco non entrare nel dettaglio".
La Farnesina ha confermato la liberazione. Il ministro degli Esteri Giulio Terzi ha parlato al telefono con Claudio Colangelo, che ha riferito di essere "in buone condizioni" e di essere "in viaggio verso zone sicure". Dopo essere stato scortato a Sorada per essere interrogato dalla polizia, Colangelo arriverà nelle prossime ore e forse già stasera a Bhubaneswar, la capitale dello Stato indiano di Orissa. Colangelo si trovava "in un territorio nel quale le autorità indiane non riescono ad avere un controllo completo" e in cui le comunicazioni sono assai difficili, ha spiegato il ministro Terzi. "Per dare conferma della liberazione non c'era alcun mezzo di comunicazione, né cellulari né fissi", ha spiegato il ministro. "I giornalisti delle tv locali che erano con colangelo", dopo il rilascio, "sono serviti a dare elementi di guida", ha aggiunto il titolare della farnesina. "Abbiamo avuto difficoltà ad avere conferma, ma da qualche ora è in situazione sicura", ha concluso terzi.
In un messaggio precedente Terzi aveva già fatto sapere di aver comunicato subito la notizia ai suoi familiari, "condividendo con loro la grande soddisfazione della Farnesina e mia personale". E la moglie poco dopo ha manifestato il suo sollievo: "Ho parlato direttamente con lui, ho sentito la sua voce. Sta bene, ha fatto anche delle battute spiritose. Ha detto che è stata un po' dura ma è contento e non vede l'ora di tornare a casa". Il ministro degli Esteri si auspica ora che torni a casa anche Bosusco, anche se secondo il leader dei ribelli maosti, Sabyasachi Panda, la sua liberazione dipenderà dall'accettazione delle 13 condizioni richieste.
"Bosusco è in buone condizioni, ma il governo dell'Orissa deve riprendere subito il negoziato per riportare anche lui a casa", ha detto il reporter dell'Ndtv, Kishalay Bhattacharie, che si trova nell'area del sequestro e che ha dato la notizia della liberazione di Colangelo. "Non ho visto Paolo, ma mi hanno detto che è in buone condizioni di salute e che mangia". Il reporter ha invitato il governo dell'Orissa a riprendere subito il negoziato per liberare anche Bosusco: "Il governo dovrà ricominciare con i negoziati e si dovrà scegliere un interlocutore diretto con i maoisti. Il governo sa che i maoisti vogliono che alcune condizioni vengono soddisfatte, è per questo che rapiscono spesso turisti stranieri. Bisogna aprire nuovi canali di negoziati è un'opportunità che il governo non deve disperdere perché quello che vogliono costoro è trovare una soluzione: sono persone che cercano di evitare la violenza".
Il "chief minister" dell'Orissa Naveen Patnaik ha rivolto un nuovo appello ai maoisti perché rilascino Paolo Bosusco e il parlamentare Jhina Hikaka. Parlando in diretta alle televisioni indiane, il politico ha reiterato la richiesta ai "maoisti di Khandamal e di Koratpur di rilasciare al più presto i loro ostaggi senza far loro del male".
I guerriglieri maoisti avevano rapito i due italiani il 14 marzo mentre facevano un'escursione in un distretto tribale della regione orientale dell'Orissa. I negoziati con i ribelli si erano interrotti sabato, dopo che all'alba era stato rapito, in un altro distretto dell'Orissa, il deputato regionale Jhina Hikaka, critico con l'attività dei maoisti. Il sequestro di Hikaka, membro del Parlamento per il partito di governo Biju Janata Dal (Bjd), era stato interpretato come il segnale di una lotta di potere interna al movimento guerrigliero, in cui esiste una fronda contro Sabyasachi Panda. Lo stesso Panda, emarginato ai vertici della cupola maoista negli ultimi 18 mesi, avrebbe organizzato il rapimento dei due italiani per riaffermare il suo controllo del territorio.
La polizia indiana sospetta però che il rapimento di Hikaka sia stato organizzato invece dal Comitato Zonale Maoisti dell'Andhra-Orissa-Border, attivo nel distretto di Koraput e nella vicina zona dell'Andhra, la base originaria dei Naxaliti. Lo stesso gruppo è anche sospettato di aver ucciso due poliziotti - uno trascinato nella foresta e freddato con fucilate alla testa - e un vice ispettore nel distretto Malkangiri, nei giorni scorsi.