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TOLOSA

Video del killer, Sarkozy si appella alle tv
Al Jazeera non trasmetterà le immagini

Il presidente francese chiede alle tv di non mandare in onda il video girato da Merah al momento della strage e recapitato ieri alla sede parigina dell'emittente. Lo stop dopo riunione in Qatar dei vertici per decidere se diffondere almeno un estratto. Il padre di Merah: "Denuncierò la Francia per omicidio"

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PARIGI - Sarkozy l'ha chiesto ufficialmente. E' "fondamentale", ha detto il presidente francese, che le immagini delle stragi di Mohamed Merah, arrivate per posta alla sede parigina di Al Jazeera, non siano trasmesse dall'emittente. L'appello rivolto a "tutte le reti televisive. Per rispetto delle vittime e del pubblico". Sarkozy ha aggiunto che la famiglia di Jonathan Sandler, l'insegnante ebraico assassinato assieme ai due figlioletti, aveva annunciato un'azione legale per impedire la trasmissione dei filmati.

Ma dall'emittente araba nel primo pomeriggio è arrivato lo stop dopo una riunione dei suoi vertici in Qatar. "Non siamo un tv sensazionalistica. Non vogliamo mandare in onda immagini senza valutarne rischi e conseguenze", ha assicurato il capo di Al Jazeera a Parigi, Zied Tarrouche. Le immagini resteranno dunque nelle mani della polizia e non saranno diffuse. Il candidato socialista alla presidenza François Hollande aveva messo in guardia l'emittente dichiarando che, in caso decida di trasmettere le immagini, "comprometterà definitivamente la sua presenza in Francia". "Non spetta a noi interdire la decisione della rete televisiva, quanto al Csa (il consiglio superiore di audiovisione)", aveva detto Hollande aggiungendo che in caso di diffusione del video, anche le "relazioni del Paese con il Qatar potrebbero diventare precarie" .

Il killer ha ucciso tre soldati, un rabbino e tre bambini e nel farlo, ha ripreso tutto con la telecamera che aveva appesa al collo. Qualcuno oltre lui sapeva che avrebbe ucciso, qualcuno che ha ricevuto il video e che poi l'ha spedito perché fosse divulgato. La polizia ha dichiarato oggi che a inviare le immagini non è stato Merah.

Il video contiene un montaggio delle immagini dell'assassinio dei soldati e dell'attacco alla scuola ebraica, con un sottofondo di "musica e versi del Corano". il pacchetto postale comprendeva anche una lettera, riferisce France info, citando fonti della polizia.

La polizia francese sta cercando ora di capire chi sia il mittente del pacco ad al Jazeera. Il timbro postale è del 21 marzo, il giorno in cui è iniziato, alle 3 del mattino, l'assedio della polizia attorno alla casa dove si era barricato Merah, ucciso il giorno dopo dagli agenti. Il fratello di Merah, Abdelkader, si era detto orgoglioso dei massacri perpetrati da Mohamed, compreso l'eccidio alla scuola ebraica. Ora incriminato per complicità, è stato arrestato mentre iniziava l'assedio.

E' il padre di Mohamed e Abdelkader, ad aver attirato ulteriore attenzione oggi, dopo aver annunciato di voler sporgere denuncia contro la Francia che "ha ucciso suo figlio". "Mi rivolgerò ai più grandi avvocati, e lavorerò per il resto della mia vita per pagare le spese. Sporgerò denuncia contro la Francia perché ha ammazzato mio figlio", ha dichiarato Mohamed Benalel Merah. "La Francia è un grande Paese che aveva i mezzi per fermare mio figlio da vivo. Avrebbero potuto stordirlo con il gas e arrestarlo, hanno preferito ucciderlo", ha aggiunto.

Mohamed Benalel Merah ha scontato 4 anni di reclusione in Francia prima di ripartire per il suo paese natale, l'Algeria. Era stato arrestato dalla polizia nel 1999 perché trovato in possesso di diversi chilogrammi di cannabis. Incarcerato, era stato condannato a cinque anni di reclusione, quindi nel 2001 a una seconda condanna a nove mesi per corruzione di testimoni.

Rinchiuso nel carcere di Seysses vicino Tolosa, dove il figlio Mohamed venne incarcerato qualche anno più tardi, era uscito dopo aver scontato 4 anni. Poi sempre più spesso si era recato in Algeria dove aveva finito per stabilirsi definitivamente negli ultimi anni. Aveva rivisto il figlio nel 2010 in occasione di una delle sue visite in Algeria ma non aveva "relazioni solide" con i suoi figli dal divorzio, ha spiegato uno zio del giovane citato dal quotidiano algerino El Watan.

Dure le prime reazioni alle dichiarazioni del padre del killer di Tolosa. Il presidente francese, Nicolas
Sarkozy, ha espresso tutta la sua "indignazione" per la minaccia. "E' con indignazione - ha detto Sarkozy davanti a poliziotti e magistrati riuniti - che ho appreso che il padre dell'assassino di sette persone vuole presentare denuncia contro la Francia per la morte del figlio". E per il consigliere presidenziale Henri Guaino "è un suo diritto farlo, ed è lo stesso un'indecenza". "Se fossi il padre di un simile mostro starei zitto e pieno di vergogna", ha affermato il ministro degli Esteri Alain Juppè su Radio Classique.