NEW DELHI - Il 'Chief minister' dello Stato indiano di Orissa, Naveev Patnaik, ha annunciato oggi l'intenzione di liberare 27 persone attualmente in carcere come gesto per risolvere i sequestri di Paolo Bosusco e del
deputato tribale Jhina Hikaka. È ripresa, infatti, stamani la trattativa per trovere una soluzione al sequestro dell'ostaggio italiano. In mattinata uno dei delegati maoisti aveva detto: "Speriamo di chiudere oggi, ma è possibile un seguito anche domani".
Le condizioni di salute di Paolo Bosusco "a quanto ne so, sono buone", ha detto Dandapani Mohanty, uno dei negoziatori. E per sdrammatizzare ha aggiunto, alludendo alla profonda conoscenza che l'ostaggio ha dei territori tribali per il suo lavoro: "Sicuramente starà approfittando della bellezza della natura di quella regione!".
Ieri sera Patnaik ha rinnovato l'appello ai maoisti a rilasciare Bosusco per ragioni umanitarie, assicurando che una volta liberato l'ostaggio, il governo rispetterà gli impegni presi in cambio della sua liberazione. Insieme a Bosusco era stati sequestrato anche Claudio Colangelo, rilasciato con "un gesto di buona volontà" dalla guerriglia il 25 marzo.
In un recente audio messaggio, il capo dei maoisti della zona, Sabyasachi Panda, ha posto tre condizioni per liberare l'ostaggio: 1) Revoca della proibizione imposta dal governo a sette organizzazioni filo-maoiste; 2) Rilascio di sette persone che scontano ingiustamente pene carcerarie (Kamlakant Sethi, Arati Majhi, Sujata, Gananath Patra, Subhashri Das che è moglie di Panda, Suka Nachika e Sudarshan Mandal); 3) Azioni nei confronti di agenti di polizia accusati di stupro e di avere ucciso militanti in falsi scontri a fuoco.
Non si riunirà, invece, prima della prossima settimana l'Alta Corte di Kochi che deve stabilire quale giurisdizione applicare ai marò italiani in carcere. Lo si è apppreso da fonti della delegazione italiana in Kerala. Lo stesso discorso vale per l'udienza davanti al giudice istruttore di Kollam per il rilascio della Enrica Lexie.
Dopo aver ricevuto ieri una memoria della Farnesina a sostegno della giurisdizione italiana nel giudizio nei confronti di Massimiliano Latorre e e Salvatore Girone, il giudice P.S. Gopinatahn ha aggiornato la seduta senza fissare una nuova data.
"Visto che la prossima udienza non è stata messa in calendario ieri sera - ha precisato una fonte - ormai è certo che se ne riparlerà la prossima settimana", cioè dopo le vacanze pasquali. Intanto, nel dispositivo della sentenza con cui una sezione d'appello dell'Alta Corte ha annullato una sentenza di primo grado favorevole al rilascio della petroliera italiana, I giudici hanno chiarito che l'armatore potrà presentare una nuova richiesta al giudice istruttore di Kollam competente "entro una settimana dal ricevimento di una comunicazione scritta sulla sentenza". A sua volta il giudice dovrà esprimersi "entro una settimana dalla presentazione di una istanza di rilascio della Enrica Lexie da parte del proprietario della nave", i Fratelli d'Amato di Napoli.
Il lavoro è finito oggi ufficialmente e ora si attende la reazione dei maoisti all'annuncio del governo che ha deciso di far uscire di prigione un gruppo di persone, la cui identità sarà conosciuta solo domani. Lo hanno dichiarato stasera in una conferenza stampa i delegati della guerriglia B.D. Sharma e Dandipani Mohanty.
Il ministro della Difesa, Giampaolo Di Paola, non nasconde la preoccupazione per gli sviluppi della vicenda, ma si dice fiducioso sull'operato del governo. Parlando con i giornalisti all'Accademia Aeronautica, Di Paola ha detto: ''Certo, sono eventi che non ci lasciano tranquilli. Pur tuttavia, bisogna avere consapevolezza e credo che il governo ce l'abbia e stia continuando a lavorare seriamente''.
''Si sarebbe dovuto, fin da subito, europeizzare la crisi'' che ha coinvolto Italia e India sul caso dei due marò, e ''presentare le nostre istanze anche in sede Onu, denunciando la violazione del diritto internazionale, a fronte del coinvolgimento dei nostri militari in una missione antipirateria fortemente voluta dalle Nazioni Unite e dell'Europa'', ha sottolineato Franco Frattini in un'intervista che sarà pubblicata domani su ilSussidiario.net.
Il tribunale del Kerala, invece, ha respinto la petizione presentata dalla famiglia di uno dei pescatori uccisi che chiedeva di includere il comandante della nave Enrica Lexie, Umberto Vitelli, tra i responsabili della morte dei due cittadini indiani. Lo ha riferito l'agenzia indiana Pti, precisando che il giudice Ak GopakUmar ha adottato tale decisione alla luce del rapporto stilato dalla guardia costiera locale al momento dell'incidente, secondo cui "non vi è alcuna prova del coinvolgimento" di Vitelli poiché i due marò italiani sono "di un rango superiore" al capitano ed erano i soli ad essere "incaricati della sicurezza della nave".
deputato tribale Jhina Hikaka. È ripresa, infatti, stamani la trattativa per trovere una soluzione al sequestro dell'ostaggio italiano. In mattinata uno dei delegati maoisti aveva detto: "Speriamo di chiudere oggi, ma è possibile un seguito anche domani".
Le condizioni di salute di Paolo Bosusco "a quanto ne so, sono buone", ha detto Dandapani Mohanty, uno dei negoziatori. E per sdrammatizzare ha aggiunto, alludendo alla profonda conoscenza che l'ostaggio ha dei territori tribali per il suo lavoro: "Sicuramente starà approfittando della bellezza della natura di quella regione!".
Ieri sera Patnaik ha rinnovato l'appello ai maoisti a rilasciare Bosusco per ragioni umanitarie, assicurando che una volta liberato l'ostaggio, il governo rispetterà gli impegni presi in cambio della sua liberazione. Insieme a Bosusco era stati sequestrato anche Claudio Colangelo, rilasciato con "un gesto di buona volontà" dalla guerriglia il 25 marzo.
In un recente audio messaggio, il capo dei maoisti della zona, Sabyasachi Panda, ha posto tre condizioni per liberare l'ostaggio: 1) Revoca della proibizione imposta dal governo a sette organizzazioni filo-maoiste; 2) Rilascio di sette persone che scontano ingiustamente pene carcerarie (Kamlakant Sethi, Arati Majhi, Sujata, Gananath Patra, Subhashri Das che è moglie di Panda, Suka Nachika e Sudarshan Mandal); 3) Azioni nei confronti di agenti di polizia accusati di stupro e di avere ucciso militanti in falsi scontri a fuoco.
Non si riunirà, invece, prima della prossima settimana l'Alta Corte di Kochi che deve stabilire quale giurisdizione applicare ai marò italiani in carcere. Lo si è apppreso da fonti della delegazione italiana in Kerala. Lo stesso discorso vale per l'udienza davanti al giudice istruttore di Kollam per il rilascio della Enrica Lexie.
Dopo aver ricevuto ieri una memoria della Farnesina a sostegno della giurisdizione italiana nel giudizio nei confronti di Massimiliano Latorre e e Salvatore Girone, il giudice P.S. Gopinatahn ha aggiornato la seduta senza fissare una nuova data.
"Visto che la prossima udienza non è stata messa in calendario ieri sera - ha precisato una fonte - ormai è certo che se ne riparlerà la prossima settimana", cioè dopo le vacanze pasquali. Intanto, nel dispositivo della sentenza con cui una sezione d'appello dell'Alta Corte ha annullato una sentenza di primo grado favorevole al rilascio della petroliera italiana, I giudici hanno chiarito che l'armatore potrà presentare una nuova richiesta al giudice istruttore di Kollam competente "entro una settimana dal ricevimento di una comunicazione scritta sulla sentenza". A sua volta il giudice dovrà esprimersi "entro una settimana dalla presentazione di una istanza di rilascio della Enrica Lexie da parte del proprietario della nave", i Fratelli d'Amato di Napoli.
Il lavoro è finito oggi ufficialmente e ora si attende la reazione dei maoisti all'annuncio del governo che ha deciso di far uscire di prigione un gruppo di persone, la cui identità sarà conosciuta solo domani. Lo hanno dichiarato stasera in una conferenza stampa i delegati della guerriglia B.D. Sharma e Dandipani Mohanty.
Il ministro della Difesa, Giampaolo Di Paola, non nasconde la preoccupazione per gli sviluppi della vicenda, ma si dice fiducioso sull'operato del governo. Parlando con i giornalisti all'Accademia Aeronautica, Di Paola ha detto: ''Certo, sono eventi che non ci lasciano tranquilli. Pur tuttavia, bisogna avere consapevolezza e credo che il governo ce l'abbia e stia continuando a lavorare seriamente''.
''Si sarebbe dovuto, fin da subito, europeizzare la crisi'' che ha coinvolto Italia e India sul caso dei due marò, e ''presentare le nostre istanze anche in sede Onu, denunciando la violazione del diritto internazionale, a fronte del coinvolgimento dei nostri militari in una missione antipirateria fortemente voluta dalle Nazioni Unite e dell'Europa'', ha sottolineato Franco Frattini in un'intervista che sarà pubblicata domani su ilSussidiario.net.
Il tribunale del Kerala, invece, ha respinto la petizione presentata dalla famiglia di uno dei pescatori uccisi che chiedeva di includere il comandante della nave Enrica Lexie, Umberto Vitelli, tra i responsabili della morte dei due cittadini indiani. Lo ha riferito l'agenzia indiana Pti, precisando che il giudice Ak GopakUmar ha adottato tale decisione alla luce del rapporto stilato dalla guardia costiera locale al momento dell'incidente, secondo cui "non vi è alcuna prova del coinvolgimento" di Vitelli poiché i due marò italiani sono "di un rango superiore" al capitano ed erano i soli ad essere "incaricati della sicurezza della nave".