Esteri

Il rapimento

India, imminente liberazione di Bosusco
maoisti: "Seguiremo processo democratico"

Nuovo audiomessaggio del leader Sabyasachi Panda. Probabilmente sarà affidato a una tribù della giungla. Ieri è tornata in libertà la moglie del leader dall'inviato PAOLO G. BRERA

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BHUBANESWAR - Il leader maoista dell'Orissa, Sabyasachi Panda, ha annunciato in un messaggio audio che libererà Paolo Bosusco "attraverso un processo democratico". Una formula misteriosa che potrebbe voler dire che affiderà la guida turistica piemontese a una tribù della giungla, forse allo stesso villaggio nel cui territorio era stato rapito.

Panda dice di aver finalmente ricevuto la copia dell'accordo sottoscritto tra i mediatori maoisti e quelli del governo dell'Orissa, e si sono evidentemente chiarite le perplessità che aveva sul nome e sul numero dei prigionieri maoisti per i quali il governo di Naveen Patnaik aveva acconsentito a "favorire" la scarcerazione.

Paolo Bosusco potrebbe già essere stato liberato. Ma lo sapremo solo nelle prossime ore, il tempo comunque necessario a scendere dal folto della foresta del Daringibari verso valle.

L'incubo cominciato quasi un mese fa, il 14 marzo, quando fu rapito insieme al turista laziale Claudio Colangelo accanto a un fiume a non molti chilometri di distanza dal paese di Daringibari, questa volta dovrebbe essere veramente all'epilogo. Dopo Colangelo, liberato il 25 marzo, ora tocca finalmente a Bosusco.

La svolta, dopo giorni difficili di braccio di ferro tra maoisti e governo dell'Orissa, è arrivata con le tre ultime mosse del governo: la prima è stata quella di chiarire di non essere disposto a concedere più di quello che era stata approvato nell'accordo sottoscritto dai mediatori, come Panda pretendeva, non ritenendosi soddisfatto.

La seconda è stata di specificare meglio i termini di quell'accordo, compresi i dettagli sul benessere delle tribù ma soprattutto sull'avvio dei procedimenti giudiziari contro gli agenti fortemente sospettati di atrocità ai danni del popolo delle tribù e degli stessi maoisti.

La terza, infine, quella di non presentare alcun ricorso contro la scarcerazione di sua moglie Subhashree, decisa ieri autonomamente dai giudici ma che il governo avrebbe potuto impedire riarrestandola perché accusata in altri due processi, tra cui quello per la strage nell'assalto maoista alla caserma di polizia di Nyagarh.