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STRAGE DI AURORA

Un taccuino racconta il massacro
Holmes lo spedisce, ma non arriva

Qualche giorno prima della sparatoria, l'assassino ha inviato un quaderno fitto di appunti e disegni per spiegare il suo piano, che avrebbe potuto impedire la strage se aperto in tempo

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DENVER - Appunti, disegni, schemi. Un taccuino fitto di indicazioni sul massacro di Aurora, una strage premeditata nei minimi dettagli. Pochi giorni prima di uccidere 12 persona alla prima dell'ultimo capitolo della saga di Batman, James Holmes, il killer di Denver, avrebbe spedito a un neuropsichiatra dell'Università del Colorado un quaderno rivelatore che avrebbe consentito alla polizia di fermare la follia omicida del ventiquattrenne. Ma che è arrivato a destinazione tre giorni dopo la strage. Troppo tardi.

Il notiziario online FoxNews.com ha dato la notizia citando fonti inquirenti riservate. La busta con il taccuino rimase chiusa e non recapitata all'interno dell'ufficio posta del Campus Medico 'Anschutz' dell'Università del Colorado. In seguito all'allarme dello psichiatra, polizia e Fbi hanno controllato tutti i pacchi non consegnati e trovato quello inviato da Holmes, arrivato all'ufficio postale il 12 luglio ma aperto solo lunedì scorso. L'università ha però smentito: il quaderno sarebbe arrivato proprio il lunedì e non sarebbe rimasto fermo per giorni.

"Era zeppo di dettagli su come avrebbe ucciso un sacco di gente", hanno spiegato le fonti anonime a FoxNews. "C'erano i disegni di quello che avrebbe commesso, schizzi e illustrazioni del massacro". Resta da capire quale fosse lo scopo del giovane killer, se magari 'volesse' lui stesso essere fermato prima di poter colpire.