NEW YORK - Affrontare le cause della rabbia del mondo musulmano prima che travolga "le speranze che abbiamo in comune". Per il suo ultimo discorso all'Assemblea generale dell'Onu prima delle elezioni presidenziali di novembre il presidente americano Obama sceglie di rivolgersi alla comunità internazionale per ribadire il ruolo Usa nella difesa dei valori democratici nel mondo, lanciando l'ennesimo avvertimento contro le iniziative nucleari dell'Iran.
L'omaggio a Stevens. Il primo pensiero di Barack Obama, nel suo intervento all'Assemblea generale dell'Onu, è stato per l'ambasciatore Usa in Libia, Chris Stevens, ucciso martedì 11 settembre a Bengasi, durante l'attacco al consolato. Stevens, ha dichiarato il presidente Usa, "si era recato a Bengasi all'inizio della rivoluzione" e poi "ha aiutato i ribelli", "adorava il suo lavoro". Stevens, ha aggiunto Obama, "incarnava il vero spirito americano e con i suoi tre colleghi uccisi ha costruito dei ponti. Credeva che gli individui debbano essere liberi". E ha aggiunto: "Gli attacchi ai civili a Bengasi sono stati un attacco a tutti gli Stati Uniti e un'aggressione agli ideali stessi su cui l'Onu è stata fondata. Siamo grati dell'assistenza ricevuta. Certamente cercheremo di assicurare alla giustizia gli assassini".
Il film anti-Islam. Dura condanna del presidente americano nei confronti del film blasfemo su Maometto: un video "rozzo e disgustoso", lo ha definito, il cui contenuto è da "respingere". Per il capo della Casa Bianca è un insulto al mondo islamico che tuttavia non giustifica le violenze. Di fronte alle delegazioni dei 192 Paesi, il presidente americano ha voluto poi spiegare perché in America si permettono espressioni d'odio o offensive, "non perché le sosteniamo ma perchè i nostri padri fondatori" avevano capito l'importanza della tutela della libertà di espressione. "L'arma più forte contro le espressioni d'odio non è la repressione, ma la stessa libertà di espressione", ha detto riconoscendo che, comunque, molti Paesi non condividono questa posizione.
Il regime di Assad. "Il regime di Bashar Assad deve finire", ha ribadito Obama, sottolineando la condanna di Washington "per un regime che tortura i bambini" e ha aggiunto che "gli abitanti del Paese devono poter decidere chi vogliono al governo".
Usa non si ritireranno dal mondo. Gli Stati Uniti ''non si ritireranno mai dal mondo. Porteremo davanti alla giustizia chi fa del male ai nostri cittadini e ai nostri alleati'', ha dichiarato il presidente Usa. L'America, ha poi aggiunto, ''è pronta a collaborare con tutti verso un futuro migliore, che non appartiene a coloro che in Egitto colpiscono i copti o a coloro che offendono le donne, ma a coloro che a piazza Tahrir gridavano la loro libertà e, al contempo, a quelle donne che fanno di tutto per garantire un'istruzione ai propri figli''. Il futuro del pianeta, ha concluso il numero uno della Casa Bianca, ''non deve appartenere ai corrotti, ma agli studenti, agli imprenditori, ai lavoratori che cercano prosperità per il loro popolo. Questa è la visione del mondo che gli Usa sostengono''.
Iran e nucleare. Gli stati uniti faranno ciò che è loro dovere per impedire all'Iran di avere un'arma nucleare, ha detto ancora Obama. "Un iran dotato di armi nucleari non è una sfida contenibile: minaccerebbe l'eliminazione di Israele, la sicurezza delle nazioni del Golfo e la stabilità dell'economia globale", ha aggiunto, sottolineando il "rischio di innescare una corsa agli armamenti atomici nella regione". "Per questo una coalizione internazionale sta esercitando pressioni su Teheran e gli Stati Uniti faranno quello che devono per impedire che l'Iran ottenga armi nucleari", ha aggiunto. Il presidente americano ha però sottolineato che c'è ancora spazio per una "soluzione diplomatica, anche se il tempo non è illimitato".
L'omaggio a Stevens. Il primo pensiero di Barack Obama, nel suo intervento all'Assemblea generale dell'Onu, è stato per l'ambasciatore Usa in Libia, Chris Stevens, ucciso martedì 11 settembre a Bengasi, durante l'attacco al consolato. Stevens, ha dichiarato il presidente Usa, "si era recato a Bengasi all'inizio della rivoluzione" e poi "ha aiutato i ribelli", "adorava il suo lavoro". Stevens, ha aggiunto Obama, "incarnava il vero spirito americano e con i suoi tre colleghi uccisi ha costruito dei ponti. Credeva che gli individui debbano essere liberi". E ha aggiunto: "Gli attacchi ai civili a Bengasi sono stati un attacco a tutti gli Stati Uniti e un'aggressione agli ideali stessi su cui l'Onu è stata fondata. Siamo grati dell'assistenza ricevuta. Certamente cercheremo di assicurare alla giustizia gli assassini".
Il film anti-Islam. Dura condanna del presidente americano nei confronti del film blasfemo su Maometto: un video "rozzo e disgustoso", lo ha definito, il cui contenuto è da "respingere". Per il capo della Casa Bianca è un insulto al mondo islamico che tuttavia non giustifica le violenze. Di fronte alle delegazioni dei 192 Paesi, il presidente americano ha voluto poi spiegare perché in America si permettono espressioni d'odio o offensive, "non perché le sosteniamo ma perchè i nostri padri fondatori" avevano capito l'importanza della tutela della libertà di espressione. "L'arma più forte contro le espressioni d'odio non è la repressione, ma la stessa libertà di espressione", ha detto riconoscendo che, comunque, molti Paesi non condividono questa posizione.
Il regime di Assad. "Il regime di Bashar Assad deve finire", ha ribadito Obama, sottolineando la condanna di Washington "per un regime che tortura i bambini" e ha aggiunto che "gli abitanti del Paese devono poter decidere chi vogliono al governo".
Usa non si ritireranno dal mondo. Gli Stati Uniti ''non si ritireranno mai dal mondo. Porteremo davanti alla giustizia chi fa del male ai nostri cittadini e ai nostri alleati'', ha dichiarato il presidente Usa. L'America, ha poi aggiunto, ''è pronta a collaborare con tutti verso un futuro migliore, che non appartiene a coloro che in Egitto colpiscono i copti o a coloro che offendono le donne, ma a coloro che a piazza Tahrir gridavano la loro libertà e, al contempo, a quelle donne che fanno di tutto per garantire un'istruzione ai propri figli''. Il futuro del pianeta, ha concluso il numero uno della Casa Bianca, ''non deve appartenere ai corrotti, ma agli studenti, agli imprenditori, ai lavoratori che cercano prosperità per il loro popolo. Questa è la visione del mondo che gli Usa sostengono''.
Iran e nucleare. Gli stati uniti faranno ciò che è loro dovere per impedire all'Iran di avere un'arma nucleare, ha detto ancora Obama. "Un iran dotato di armi nucleari non è una sfida contenibile: minaccerebbe l'eliminazione di Israele, la sicurezza delle nazioni del Golfo e la stabilità dell'economia globale", ha aggiunto, sottolineando il "rischio di innescare una corsa agli armamenti atomici nella regione". "Per questo una coalizione internazionale sta esercitando pressioni su Teheran e gli Stati Uniti faranno quello che devono per impedire che l'Iran ottenga armi nucleari", ha aggiunto. Il presidente americano ha però sottolineato che c'è ancora spazio per una "soluzione diplomatica, anche se il tempo non è illimitato".