WASHINGTON - Barack Obama ha chiesto al regime di Kim Jong-un di porre fine al suo "approccio aggressivo", perché nessuno vuole una nuova guerra nella penisola coreana. Il presidente americano ha aggiunto che è sua intenzione cercare di risolvere la crisi con Pyongyang attraverso la diplomazia ma allo stesso tempo, ha avvertito, adotterà i passi necessari per proteggere gli Stati Uniti e i loro alleati.
Il presidente degli Stati Uniti ha parlato della crisi coreana al termine di un incontro con il segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon. Il quale ha rivolto un contestuale appello alla Cina affinché intervenga con tutto il suo peso su Pyongyang per ridurre le tensioni nella penisola. Pechino è il principale alleato della Corea del Nord e da Pechino il regime di Pyongyang dipende per la sua stessa sopravvivenza economica.
Ban, che ha parlato al fianco di Obama alla Casa Bianca, ha anche elogiato gli Stati Uniti per la loro risposta "misurata" alla retorica provocatoria di Kim Jong-un, che ha ripetutamente minacciato di colpire la Corea del Sud, gli Usa e le basi americane in Giappone con ordigni atomici. Nei giorni scorsi il Pentagono, con un gesto distensivo, ha annullato il lancio di un missile balistico intercontinentale Minuteman. La settimana scorsa aveva invece spostato in Corea del Sud diversi caccia invisibili F-22, gli aerei da guerra americani più moderni, e aveva fatto sorvolare la zona dai bombardieri B-2.
Dall'apparato militare statunitense arrivano intanto valutazioni contrastanti sulla capacità della Corea del Nord di produrre e lanciare missili con testate nucleari. Il New York Times ha scritto che in un rapporto redatto il mese scorso e distribuito ad alti funzionari dell'amministrazione e membri del Congresso, la Defense Intelligence Agency (DIA) ha per la prima volta concluso con "moderata" certezza che il regime di Pyongyang sarebbe in grado di dotarsi di ordigni nucleari di dimensioni tali da poter essere inseriti in missili balistici, anche se "l'affidabilità" di tali armi sarebbe bassa.
In seguito il portavoce del Pentagono George Little ha precisato che è "inesatto" dire che la Corea del Nord ha "pienamente testato, sviluppato o dimostrato" di avere la capacità di lanciare missili con testate nucleari. E anche il ministero della Difesa sudcoreano, tramite il portavoce Kim Min-seok, ha definito "improbabile" che la Corea del Nord sia riuscita nell'operazione di miniaturizzazione di un ordigno atomico.
Il rapporto della DIA rimane ancora in gran parte coperto da segreto. Tuttavia, l'esistenza delle nuove valutazioni, ha riferito ancora il NYT, è stata rivelata ieri da un membro del Congresso, Doug Lamborn, nel corso di una audizione del segretario alla Difesa e del capo di stato maggiore interforze, Chuck Hagel e Martin Dempsey, davanti alla Commissione Forze Armate della Camera.
Il presidente degli Stati Uniti ha parlato della crisi coreana al termine di un incontro con il segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon. Il quale ha rivolto un contestuale appello alla Cina affinché intervenga con tutto il suo peso su Pyongyang per ridurre le tensioni nella penisola. Pechino è il principale alleato della Corea del Nord e da Pechino il regime di Pyongyang dipende per la sua stessa sopravvivenza economica.
Ban, che ha parlato al fianco di Obama alla Casa Bianca, ha anche elogiato gli Stati Uniti per la loro risposta "misurata" alla retorica provocatoria di Kim Jong-un, che ha ripetutamente minacciato di colpire la Corea del Sud, gli Usa e le basi americane in Giappone con ordigni atomici. Nei giorni scorsi il Pentagono, con un gesto distensivo, ha annullato il lancio di un missile balistico intercontinentale Minuteman. La settimana scorsa aveva invece spostato in Corea del Sud diversi caccia invisibili F-22, gli aerei da guerra americani più moderni, e aveva fatto sorvolare la zona dai bombardieri B-2.
Dall'apparato militare statunitense arrivano intanto valutazioni contrastanti sulla capacità della Corea del Nord di produrre e lanciare missili con testate nucleari. Il New York Times ha scritto che in un rapporto redatto il mese scorso e distribuito ad alti funzionari dell'amministrazione e membri del Congresso, la Defense Intelligence Agency (DIA) ha per la prima volta concluso con "moderata" certezza che il regime di Pyongyang sarebbe in grado di dotarsi di ordigni nucleari di dimensioni tali da poter essere inseriti in missili balistici, anche se "l'affidabilità" di tali armi sarebbe bassa.
In seguito il portavoce del Pentagono George Little ha precisato che è "inesatto" dire che la Corea del Nord ha "pienamente testato, sviluppato o dimostrato" di avere la capacità di lanciare missili con testate nucleari. E anche il ministero della Difesa sudcoreano, tramite il portavoce Kim Min-seok, ha definito "improbabile" che la Corea del Nord sia riuscita nell'operazione di miniaturizzazione di un ordigno atomico.
Il rapporto della DIA rimane ancora in gran parte coperto da segreto. Tuttavia, l'esistenza delle nuove valutazioni, ha riferito ancora il NYT, è stata rivelata ieri da un membro del Congresso, Doug Lamborn, nel corso di una audizione del segretario alla Difesa e del capo di stato maggiore interforze, Chuck Hagel e Martin Dempsey, davanti alla Commissione Forze Armate della Camera.