TUNISI - Se gli si dice che potrebbe essere il più anziano candidato Presidente del mondo, Caid Beji Essebsi, classe 1926, risponde vivacemente: "Ma se Napolitano è più anziano di me. E di due anni, ho controllato." ( Napolitano è del giugno 1925, Beji Essebsi del novembre 1926, ma le presidenziali tunisine difficilmente saranno prima di gennaio.) Non è una civetteria, ma un passaggio politico-legale decisivo. Nella prima bozza di Costituzione tunisina c'è scritto che oltre i 75 anni non ci si può candidare alla Presidenza. Un filtro inserito per contrastare Essebsi, il più forte dei possibili candidati anti-islamisti. Dopo la rielezione di Napolitano nella vicina Italia Essebsi ha rotto gli indugi e si è dichiarato candidato anche perché è molto difficile che la norma "gerontofoba" venga mantenuta. E non sarà facile neanche far passare la legge che vieta di candidare chi è stato nel Rcd (partito di Ben Ali) o comunque in posizioni di potere dopo il 1987.
Beji Essebsi, che è alla ribalta politica per essere stato Capo del governo di transizione nel 2011 tra marzo e novembre, era stato ministro con Bourguiba e con Ben Ali solo Presidente del Parlamento per un anno,
all'inizio. "A tutti quelli che parlano di escludere gli anziani, o gli ex Rcd ( a parte che io non mi ritengo tale), io dico lasciate che sia il popolo a decidere. Non hanno fiducia nel popolo, vogliono scegliere al suo posto. In Spagna alle prime elezioni libere ha partecipato addirittura l'ex primo ministro di Franco, e il popolo non lo ha eletto, ovviamente. E l'età non è un problema. Certo uno dev'essere mentalmente a posto. Ma la gioventù è uno stato dello spirito, non uno stato civile. E poi se mi candido mica vuol dire che sono eletto d'ufficio. E' il popolo che decide".
Lei è uno dei più aspri critici del governo di Ennahda che le è succeduto dopo le elezioni, e dell'Assemblea Costituente. Eppure son stati eletti legittimamente, il 23 ottobre 2011..
" Certo, legittimamente, si figuri, quelle elezioni le ho gestite io come capo del governo. Son state le migliori nella storia della Tunisia. Ma l'Assemblea doveva durare un anno , entro il quale fare la Costituzione. Non abbiamo ancora né Costituzione, né legge elettorale, né data delle prossime elezioni. E la legittimità è scaduta. Intanto non hanno realizzato neanche uno degli obiettivi della Rivoluzione. La Rivoluzione è stata fatta non per
riferimenti idoelogici e religiosi, ma contro la dittatura per la libertà per la dignità e per rivendicazioni sociali contro la disoccupazione e la povertà. Non sono stati fatti progressi, e in compenso invece dopo due anni dalla Rivoluzione che univa abbiamo una società divisa in due perché sono stati introdotti degli elementi di
divisione tra 'più musulmani' e 'meno musulmani'".
Ennahda è una minaccia alla democrazia? Alla primavera ha fatto seguito l'inverno?
"Più che altro non sono democratici. Perché la democrazia fa riferimento alla sovranità popolare ma se il riferimento diventa religioso, diventa la legge di Dio... Primavera? io dico che c'è stato solo un inizio di pimavera, che sarebbe diventata tale, ma i fiori e i frutti non sono ancora sbocciati perché dopo le elezioni la transizione si è come fermata".
Ma siete liberi di fare politica..
"Fino a un certo punto. Il nostro partito in particolare, Nida Tounes, è sempre sotto tiro. le nostre manifestazioni vengono continuamente attaccate dalla sedicente Lega per la Protezione della Rivoluzione, che sono gente degli ambienti di Ennahda. Abbiamo avuto anche una vittima, un dirigente nostro linciato da questi violenti".
Ma dicono che il vostro partito è la scialuppa di salvataggio per gli ex appartenenti al Rcd, al partito di regime
"Non è così. Noi abbiamo sì dei destouriani, come me, degli ex appartenenti al Destour di Bourguiba, il partito che fatto l'indipendenza, che ha fatto la Tunisia moderna, l'esperienza politica che poi Ben Ali ha fatto degenerare. E comunque l'Rcd è sciolto, finito, perché la sua forza propulsiva era il clan Ben Ali. Non c'è nessun
rischio che si riorganizzino, non c'è quel pericolo. Ci sono stati delitti che spetta alla magistratura giudicare.
Lei ora è leader politico e candidato alla Presidenza. Come si definirebbe politicamente tra sinistra centro e destra?
"Sono un uomo del juste milieu, del giusto mezzo. Che è anche un concetto musulmano. Ma è un centro più spostato verso un centro sinistra perché nel nostro programma e nella nostra area abbiamo elementi molto sociali".
In che sistema politico si colloca la sua candidatura? e a quali alleanze siete disponibili?
"Come le dicevo il quadro istituzionale non è ancora definito. Ma siamo per un sistema misto presidenziale-parlamentare e il presidente sarà eletto dal popolo. Nida Tounes è un partito veramente democratico e non pensiamo di lavorare da soli. Vedremo cosa sceglie il popolo e lavoreremo con le sensibilità che saranno più premiate. Certo più facilmente con quelle a noi più vicine ( la sinistra ndR) ma se saranno più forti quelle meno vicine ( islamisti, NdR) ne dovremo tener conto".
E' vero che l'economia tunisina è in crisi profonda? e che i paesi del Golfo si stanno "comprando" il paese?
"Ma no. Siamo in una grave crisi perché la situazione è difficile in tutto il mondo, però la nostra è accresciuta dalla mancanza di credibilità politica del governo. Ma i fondamentali della economia tunisina ci sono. E gli scambi come le economie dei paesi del Golfo sono una parte minima rispetto a quelli con l'Europa che è di gran lunga il nostro primo partner, e resterà tale".
Beji Essebsi, che è alla ribalta politica per essere stato Capo del governo di transizione nel 2011 tra marzo e novembre, era stato ministro con Bourguiba e con Ben Ali solo Presidente del Parlamento per un anno,
all'inizio. "A tutti quelli che parlano di escludere gli anziani, o gli ex Rcd ( a parte che io non mi ritengo tale), io dico lasciate che sia il popolo a decidere. Non hanno fiducia nel popolo, vogliono scegliere al suo posto. In Spagna alle prime elezioni libere ha partecipato addirittura l'ex primo ministro di Franco, e il popolo non lo ha eletto, ovviamente. E l'età non è un problema. Certo uno dev'essere mentalmente a posto. Ma la gioventù è uno stato dello spirito, non uno stato civile. E poi se mi candido mica vuol dire che sono eletto d'ufficio. E' il popolo che decide".
Lei è uno dei più aspri critici del governo di Ennahda che le è succeduto dopo le elezioni, e dell'Assemblea Costituente. Eppure son stati eletti legittimamente, il 23 ottobre 2011..
" Certo, legittimamente, si figuri, quelle elezioni le ho gestite io come capo del governo. Son state le migliori nella storia della Tunisia. Ma l'Assemblea doveva durare un anno , entro il quale fare la Costituzione. Non abbiamo ancora né Costituzione, né legge elettorale, né data delle prossime elezioni. E la legittimità è scaduta. Intanto non hanno realizzato neanche uno degli obiettivi della Rivoluzione. La Rivoluzione è stata fatta non per
riferimenti idoelogici e religiosi, ma contro la dittatura per la libertà per la dignità e per rivendicazioni sociali contro la disoccupazione e la povertà. Non sono stati fatti progressi, e in compenso invece dopo due anni dalla Rivoluzione che univa abbiamo una società divisa in due perché sono stati introdotti degli elementi di
divisione tra 'più musulmani' e 'meno musulmani'".
Ennahda è una minaccia alla democrazia? Alla primavera ha fatto seguito l'inverno?
"Più che altro non sono democratici. Perché la democrazia fa riferimento alla sovranità popolare ma se il riferimento diventa religioso, diventa la legge di Dio... Primavera? io dico che c'è stato solo un inizio di pimavera, che sarebbe diventata tale, ma i fiori e i frutti non sono ancora sbocciati perché dopo le elezioni la transizione si è come fermata".
Ma siete liberi di fare politica..
"Fino a un certo punto. Il nostro partito in particolare, Nida Tounes, è sempre sotto tiro. le nostre manifestazioni vengono continuamente attaccate dalla sedicente Lega per la Protezione della Rivoluzione, che sono gente degli ambienti di Ennahda. Abbiamo avuto anche una vittima, un dirigente nostro linciato da questi violenti".
Ma dicono che il vostro partito è la scialuppa di salvataggio per gli ex appartenenti al Rcd, al partito di regime
"Non è così. Noi abbiamo sì dei destouriani, come me, degli ex appartenenti al Destour di Bourguiba, il partito che fatto l'indipendenza, che ha fatto la Tunisia moderna, l'esperienza politica che poi Ben Ali ha fatto degenerare. E comunque l'Rcd è sciolto, finito, perché la sua forza propulsiva era il clan Ben Ali. Non c'è nessun
rischio che si riorganizzino, non c'è quel pericolo. Ci sono stati delitti che spetta alla magistratura giudicare.
Lei ora è leader politico e candidato alla Presidenza. Come si definirebbe politicamente tra sinistra centro e destra?
"Sono un uomo del juste milieu, del giusto mezzo. Che è anche un concetto musulmano. Ma è un centro più spostato verso un centro sinistra perché nel nostro programma e nella nostra area abbiamo elementi molto sociali".
In che sistema politico si colloca la sua candidatura? e a quali alleanze siete disponibili?
"Come le dicevo il quadro istituzionale non è ancora definito. Ma siamo per un sistema misto presidenziale-parlamentare e il presidente sarà eletto dal popolo. Nida Tounes è un partito veramente democratico e non pensiamo di lavorare da soli. Vedremo cosa sceglie il popolo e lavoreremo con le sensibilità che saranno più premiate. Certo più facilmente con quelle a noi più vicine ( la sinistra ndR) ma se saranno più forti quelle meno vicine ( islamisti, NdR) ne dovremo tener conto".
E' vero che l'economia tunisina è in crisi profonda? e che i paesi del Golfo si stanno "comprando" il paese?
"Ma no. Siamo in una grave crisi perché la situazione è difficile in tutto il mondo, però la nostra è accresciuta dalla mancanza di credibilità politica del governo. Ma i fondamentali della economia tunisina ci sono. E gli scambi come le economie dei paesi del Golfo sono una parte minima rispetto a quelli con l'Europa che è di gran lunga il nostro primo partner, e resterà tale".