TUNISI - Preceduto dalla morte di una manifestante durante una marcia di protesta a Gafsa, nel centro del Paese, e da un attentato nel porto della capitale in cui un poliziotto è rimasto ferito, a Tunisi è cominciato il corteo funebre per le esequie di Mohamed Brahmi, il leader dell'opposizione secolarista assassinato giovedì a colpi di arma da fuoco. Sotto stretta scorta militare, il feretro ha lasciato l'abitazione della vittima intorno alle 10 ora locale, le 11 in Italia, drappeggiato nel tricolore nazionale e seguito a piedi da migliaia di persone, ma senza la presenza di alcun membro del governo filo-islamista.
La processione si snoda vicino alla sede del ministero dell'Interno lungo viale Bourguiba, la principale arteria nel cuore della città, diretta al cimitero di el-Djellaz, alla periferia sud-occidentale, dove già riposano i resti di Chokri Belaid, altro importante oppositore anti-fondamentalista ucciso in analoghe circostanze lo scorso 6 febbraio. Il percorso sarà tenuto sotto stretta sorveglianza da un massiccio schieramento di sicurezza, nel timore di nuove violenze.
Sono migliaia le persone che hanno affollato il percorso che il corteo con le spoglie di Mohamed Brahmi segue per raggiungere il cimitero di Djellez, dall'abitazione di famiglia, a Citè el Ghezal, all'Ariana, nel nord della Grande Tunisi. La folla lancia slogan in ricordo dell'esponente laico ucciso giovedì, ma anche contro gli islamici del partito Ennahda, accusato di essere il mandante morale dell'agguato a Brahmi. Moltissime le bandiere nazionali che sventolano al passaggio del feretro, accolto dalle note e dalle parole dell'inno tunisino.
La semplicissima bara di Brahmi è adagiata sul cassone di un automezzo militare, sul quale hanno preso posto anche i familiari dell'uomo politico. All'ingresso dell'automezzo nel cortile interno del cimitero, dove campeggiano tre grandissime bandiere nazionali, oltre alle migliaia issate dai partecipanti al funerale, la folla ha acclamato come eroi la moglie e il figlio maggiore di Brahmi, Adnan, che nelle ore successive all'uccisione del padre ha arringato i tunisini contro Ennahda. I due, facendo con le dita il segno della vittoria, hanno risposto all'incitamento della folla ed Adnan Brahmi ha anche sventolato con forza una bandiera nazionale.
[[ge:rep-locali:repubblica:63824584]]
Imponente il dispositivo di sicurezza che sta vegliando sul corteo, per evitare incidenti tra chi sta dando l'ultimo saluto a Brahmi e provocatori, come quelli che ieri hanno fatto la loro comparsa a Tunisi per fare fallire il peraltro riuscito sciopero generale. Il dispositivo di sicurezza è garantito dall'Esercito, per espressa decisione del presidente della repubblica Moncef Marzouki.
Ieri il ministro dell'Interno, Lotfi Ben Jeddou, aveva reso noto che l'arma utilizzata contro Brahmi è la stessa che già sparò all'indirizzo di Belaid, una pistola automatica da 9 millimetri. I due saranno sepolti l'uno accanto all'altro. Principale sospettato dell'ultimo delitto un noto militante salafita, Boubacar Hakim, già ricercato per presunto contrabbando di armi dalla Libia.
La processione si snoda vicino alla sede del ministero dell'Interno lungo viale Bourguiba, la principale arteria nel cuore della città, diretta al cimitero di el-Djellaz, alla periferia sud-occidentale, dove già riposano i resti di Chokri Belaid, altro importante oppositore anti-fondamentalista ucciso in analoghe circostanze lo scorso 6 febbraio. Il percorso sarà tenuto sotto stretta sorveglianza da un massiccio schieramento di sicurezza, nel timore di nuove violenze.
Sono migliaia le persone che hanno affollato il percorso che il corteo con le spoglie di Mohamed Brahmi segue per raggiungere il cimitero di Djellez, dall'abitazione di famiglia, a Citè el Ghezal, all'Ariana, nel nord della Grande Tunisi. La folla lancia slogan in ricordo dell'esponente laico ucciso giovedì, ma anche contro gli islamici del partito Ennahda, accusato di essere il mandante morale dell'agguato a Brahmi. Moltissime le bandiere nazionali che sventolano al passaggio del feretro, accolto dalle note e dalle parole dell'inno tunisino.
La semplicissima bara di Brahmi è adagiata sul cassone di un automezzo militare, sul quale hanno preso posto anche i familiari dell'uomo politico. All'ingresso dell'automezzo nel cortile interno del cimitero, dove campeggiano tre grandissime bandiere nazionali, oltre alle migliaia issate dai partecipanti al funerale, la folla ha acclamato come eroi la moglie e il figlio maggiore di Brahmi, Adnan, che nelle ore successive all'uccisione del padre ha arringato i tunisini contro Ennahda. I due, facendo con le dita il segno della vittoria, hanno risposto all'incitamento della folla ed Adnan Brahmi ha anche sventolato con forza una bandiera nazionale.
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Imponente il dispositivo di sicurezza che sta vegliando sul corteo, per evitare incidenti tra chi sta dando l'ultimo saluto a Brahmi e provocatori, come quelli che ieri hanno fatto la loro comparsa a Tunisi per fare fallire il peraltro riuscito sciopero generale. Il dispositivo di sicurezza è garantito dall'Esercito, per espressa decisione del presidente della repubblica Moncef Marzouki.
Ieri il ministro dell'Interno, Lotfi Ben Jeddou, aveva reso noto che l'arma utilizzata contro Brahmi è la stessa che già sparò all'indirizzo di Belaid, una pistola automatica da 9 millimetri. I due saranno sepolti l'uno accanto all'altro. Principale sospettato dell'ultimo delitto un noto militante salafita, Boubacar Hakim, già ricercato per presunto contrabbando di armi dalla Libia.