Esteri

Libano, autobomba a Beirut
contro Hezbollah: 22 vittime

L'esplosione si è verificata tra i quartieri Bir el-Abeid e Roueiss, circa un mese dopo un attentato kamikaze che aveva provocato una cinquantina di feriti nella stessa area. Un gruppo islamico sunnita, le Brigate di Aisha, ha rivendicato l'attacco affermando che si è trattato di un'azione contro il movimento sciita libanese e minacciando nuovi attentati

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BEIRUT - Un attentato kamikaze è avvenuto a Beirut nei sobborghi meridionali, roccaforte di Hezbollah. Il bilancio è di 22 morti e centinaia di feriti. Decine di persone sono rimaste intrappolate in auto ed edifici in fiamme. L'esplosione si è verificata tra i quartieri Bir el-Abeid e Roueiss e secondo l'esercito libanese sarebbe stata provocata da un'autobomba.

La televisione di Hezbollah, Al Manar, ha fatto sapere che l'esplosione è avvenuta a circa 100 metri di distanza dal complesso di Sayyed al-Shuhada, dove l'organizzazione sciita filosiriana tiene di solito le sue manifestazioni. Lo scorso 9 luglio un'autobomba esplose in un altro sobborgo a sud di Beirut, quello di Beir el-Abed, anche in quel caso roccaforte di Hezbollah, ferendo oltre 50 persone.
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Testimoni oculari riferiscono che lo scoppio ha fatto tremare la zona e che in cielo si è alzata una fitta colonna di fumo nero. Secondo un testimone poco prima dell'attentato un minibus è passato e ripassato nella strada diverse volte come se cercasse un posto per parcheggiare prima di esplodere. Un altro testimone ha raccontato che l'esplosione ha avuto l'effetto di "un terremoto".
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Il presidente libanese Michel Suleiman ha condannato "l'attentato terrorista e criminale" affermando che porterebbe "le impronte di Israele". L'attentato è stato rivendicato da un gruppo islamico sunnita fino ad ora sconosciuto, le Brigate di Aisha, affermando che si è trattato di un'azione contro il movimento sciita Hezbollah e minacciando nuovi attacchi. "E' la seconda volta che decidiamo il luogo della battaglia e il momento. E ne vedrete ancora, se Dio vuole", ha detto un uomo mascherato con a fianco due uomini armati di fucili in un video indirizzato al leader di Hezbollah Sayyed Nasrallah.

Le nuove violenze accrescono i timori che il Libano venga trascinato sempre di più in una guerra civile settaria scatenata dal conflitto in corso nella vicina Siria.