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Libano: razzo da Hezbollah, morti due soldati israeliani. Colpo di mortaio uccide casco blu spagnolo

Artiglieria israeliana sul Golan, al confine con la Siria (reuters)
Dopo le tensioni degli ultimi dieci giorni, esplode la rappresaglia della milizia sciita contro le forze della Stella di Davide. Missile anti-carro sul convoglio militare nel settore orientale della "Linea Blu" che divide Libano e Israele. Sette i militari feriti. Israele reagisce con artiglieria e aviazione. Netanyahu: "La pagherete. Ricordate Gaza". Al Jazeera ed El Pais: casco blu ucciso da artiglieria israeliana. Madrid a Onu: piena verità sull'accaduto
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TEL AVIV - Una pattuglia dell'esercito israeliano è stata colpita da un missile anti-carro nella zona delle fattorie di Shebaa, nel settore orientale della "Linea Blu" di demarcazione tra Libano e Israele. Lo riferisce la tv satellitare Al Jazeera, che parla di una vera e propria "operazione d'attacco", successivamente rivendicata dalle milizie sciite libanesi di Hezbollah. L'esercito israeliano ha comunicato solo diverse ore dopo la morte di due soldati, per notificare la notizia del decesso prima alle famiglie dei due caduti. Il bilancio include sette soldati feriti. Le fattorie di Shebaa costituiscono un'area di circa 25 km quadrati situata all'intersezione tra Israele, Siria e Libano, alle pendici del Monte Hermon e al margine dell'altopiano del Golan, oggi controllato in larga parte da Israele e di cui il Libano da tempo la restituzione. Opzione che Tel Aviv non scarta a priori, ma solo trovando il modo di non farla apparire come una vittoria di Hezbollah.

Secondo la tv Canale 2, è possibile che il commando Hezbollah abbia lanciato l'attacco dopo essere emerso a sorpresa da un tunnel scavato dal Libano sud. L'esercito ha inoltre fatto sapere che poco dopo l'attacco con il missile anti-carro, un'altra postazione israeliana è stata oggetto di colpi di mortaio sulle alture del Golan. In questo caso non risultano feriti. Smentita dai militari anche la cattura da parte di Hezbollah di un soldato israeliano. La radio militare ha riferito che è stata proclamata "zona militare chiusa" un tratto di 20 chilometri a ridosso del confine col Libano, fra il kibbutz israeliano di Dafna, in Galilea, e il villaggio druso di Massade, sul Golan.

La reazione israeliana non si è fatta attendere. Al Jazeera riferisce di raid compiuti dall'aviazione militare dello Stato ebraico nei pressi della cittadine Kafr Shuba e Al Majidia, ancora nei pressi delle fattorie di Shebaa. Mentre l'artiglieria ha scaricato una cinquantina di colpi di mortaio in territorio libanese. Altre fonti hanno detto all'Afp che più di una decina di colpi di artiglieria pesante sono stati lanciati sui villaggi di confine libanesi e che gli aerei di Israele sorvolano la zona. Il portavoce militare di Tel Aviv ha dichiarato che l'esercito israeliano sta rispondendo "agli attacchi di Hezbollah con un'operazione combinata tra aviazione e artiglieria" diretta contro le "posizioni operative" del movimento integralista sciita.
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Morto casco blu spagnolo. Quella in corso appare come un'inevitabile escalation. Di cui ha già fatto le spese un casco blu spagnolo dell'Unifil, la forza di interposizione delle Nazioni Unite dispiegata lungo la "Linea Blu" nel sud del Libano dal 1978. Missione "espansa" dopo la risoluzione Onu 1701 che nel 2006 pose un argine alla guerra tra Israele ed Hezbollah e che oggi conta su 10mila soldati di 36 diversi Paesi, compresi circa 600 spagnoli e 1.100 italiani.

Parlando all'Ansa, il portavoce del contingente Onu Andrea Tenenti ha confermato la morte del soldato, senza indicare precise responsabilità. Tenenti ha spiegato che il generale italiano Luciano Portolano, comandante del contingente Unifil, "è in stretto contatto con le parti, invitandole al massimo contegno per evitare l'escalation" della tensione nell'area. Fonti militari libanesi hanno indicato che il peacekeeper è spagnolo. La nazionalità del soldato è stata confermata successivamente dall'ambasciata spagnola a Beirut e il premier Mariano Rajoy ha espresso via Twitter le condoglianze ai suoi familiari.
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Il ministero della Difesa di Madrid ha poi spiegato che si trattava di Francisco Javier Soria Toledo, caporale di 36 anni originario di Malaga, nell'esercito dal 2004, alla sua seconda partecipazione alla missione Unifil. Diverse fonti, tra cui El Pais e Al Jazeera, concordano nel ritenere che il casco blu spagnolo sia stato ucciso da un colpo di mortaio israeliano mentre si trovava nei pressi del villaggio di Gaya. Fonti militari spagnole hanno spiegato a El Pais che il militare spagnolo era impegnato in un posto di guardia di cui Israele conosceva perfettamente le coordinate. L'esercito ebraico avrebbe chiesto ai caschi blu spagnoli schierati nella zona meridionale del Libano di non lasciare le loro basi.

Spagna a Onu: "Piena luce sull'accaduto". Il ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel Garcia-Margallo, ha reso noto di aver ricevuto la telefonata di condoglianze dell'ambasciatore israeliano a Madrid, Alon Bar, proprio mentre stava incontrando a Madrid l'inviato dell'Onu per la Siria, Staffan De Mistura. Successivamente, il capo della diplomazia spagnola è stato chiamato dal suo omologo israeliano, Avigdor Lieberman, per sottolineare che è Hezbollah a doversi ritenere responsabile di quanto accaduto. Spiegazioni che, evidentemente, non bastano. Per questo lo stesso ministro Garcia-Margallo ha chiesto all'Onu "un'inchiesta immediata, esaustiva e completa" sulla morte del militare, sottolineando che il governo "non esiterà a chiedere che vengano individuate tutte le responsabilità".

Dal canto suo Israele ha fatto sapere al Consiglio di Sicurezza della Nazioni Unite, attraverso una lettera del suo ambasciatore all'Onu Ron Prosoral, che "eserciterà il suo diritto di auto-difesa e prenderà tutte le misure necessarie per proteggere la sua popolazione. Israele non starà a guardare mentre Hezbollah prende di mira i suoi cittadini".

La coordinatrice speciale delle Nazioni Unite per il Libano, Sigrid Kaag, ha espresso profonda preoccupazione per il grave deterioramento della situazione dopo l'attacco di Hezbollah contro le forze israeliane nella zona delle fattorie di Shebaa. Kaag ha chiesto a "tutte le parti di astenersi da qualsiasi azione che potrebbe destabilizzare ulteriormente la situazione" e di "continuare a rispettare i loro impegni ai sensi della risoluzione 1701 del Consiglio di sicurezza". Il primo ministro libanese Tammam Salam ha riaffermato l'impegno del suo Paese al rispetto della risoluzione Onu.

Netanyahu ai nemici: "Ricordate Gaza". Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha affermato che l'esercito della Stella di Davide è pronto a reagire "con forza, su tutti i fronti", invitando "quelli che vogliono sfidarci al nord a guardare cosa è successo nella Striscia di Gaza". Chiaro riferimento all'operazione Protective Edge, lanciata la scorsa estate contro l'enclave palestinese che ha fatto migliaia di morti tra i civili.

E proprio da Gaza si è fatta sentire l'esultanza di Hamas per l'attacco rivendicato da Hezbollah. "Affermiamo il diritto di Hezbollah a rispondere all'occupazione israeliana, soprattutto dopo il suo ultimo attacco a Quneitra", ha dichiarato il portavoce Sami Abu Zuhri. In previsione della reazione israeliana, riferisce il sito diYedioth Ahronoth citando fonti di Ankara, nella notte Hezbollah ha evacuato diverse sue strutture in territorio libanese.

In serata, durante un vertice sulla sicurezza, Netanyahu ha promesso che "i responsabili dell'attacco odierno pagheranno un prezzo elevato". Il premier israeliano ha fatto riferimento all'Iran, che "da tempo cerca, con l'aiuto di Hezbollah, di creare sul Golan un fronte terroristico contro di noi", ma anche al governo libanese e al regime siriano di Bashar al-Assad, che "hanno pure responsabilità per le conseguenze degli attacchi che partono dal loro territorio contro di noi".
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Beirut, tra festa e paura. Festa a Beirut, dove raffiche di mitra sono state esplose in segno di gioia nella periferia meridionale, roccaforte di Hezbollah, dopo la diffusione della notizia dell'attacco al convoglio israeliano. In alcune località del sud del Libano, tra cui Tiro e Nabatiye, sono stati distribuiti dolci agli incroci delle strade. Ma i residenti dei sobborghi sud della città si stanno preparando a lasciare la zona, che fu pesantemente bombardata da Israele nel 2006.

La rivendicazione di Hezbollah. L'attacco di Hezbollah ha fatto seguito di qualche ora a un raid aereo degli israeliani sulla Siria, ma la tensione covava da almeno una decina di giorni, durante i quali si erano verificate altre incursioni aeree nello spazio siriano. Una, in particolare, il 18 gennaio a Quneitra, sul Golan, era costata la vita a sei miliziani di Hezbollah, tra cui il figlio di Mughnyieh, l'ex leader militare del movimento sciita, cinque ufficiali iraniani e un prestigioso comandante della Guardia Rivoluzionaria di Teheran, il generale Mohammad Ali Allahdadi. Per il quale l'Iran aveva promesso vendetta, anche a nome di Hezbollah. Il 21 gennaio, tre giorni dopo i fatti di Quneitra, un giovane palestinese arrivato da Tulkarem, in Cisgiordania, poi catturato, aveva accoltellato 12 pendolari su un autobus a Tel Aviv.

Nel comunicato di rivendicazione dell'attacco di stamane, Hezbollah ricollega l'azione proprio a quanto accaduto a Quneitra. Nel testo diffuso dai media filo-Hezbollah, come la tv Al Manar, si legge infatti che "alle 11,25 (ora locale, le 10,25 in Italia) il gruppo dei Martiri di Quneytra della Resistenza Islamica (l'ala militare di Hezbollah) ha attaccato con missili, nella zona delle fattorie di Shebaa occupate, un convolgio militare israeliano composto di molti veicoli con a bordo soldati e ufficiali sionisti. contro un convoglio militare sul quale viaggiavano ufficiali e soldati sionisti. Diversi mezzi sono stati distrutti e ci sono vittime tra i nemici".

Gentiloni: rispettare risoluzione Onu. Il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha avuto un colloquio telefonico con il comandante di Unifil, generale Luciano Portolano. "L'Italia - ha detto Gentiloni -, nell'esprimere forte preoccupazione per le gravi tensioni in corso lungo la linea di demarcazione tra Libano e Israele, auspica che si ponga fine ad atti di violenza e azioni militari nel sud del Libano e che si torni alla normalità secondo le regole stabilite dalla Risoluzione 1701 delle Nazioni Unite" . Il ministro ha inoltre espresso le condoglianze del governo italiano per la morte del casco blu spagnolo in un colloquio telefonico con il ministro Garcia-Margallo.