BAGDAD - Una serie di attacchi coordinati hanno insanguinato Bagdad nelle prime ore del mattino. Le esplosioni sono state una decina, di cui tre a Sadr City, l'area della capitale abitata prevalentemente da sciiti. Il bilancio delle vittime diffuso da fonti di polizia e mediche parla di almeno 71 morti e oltre 201 feriti.
Secondo quanto riferisce la polizia, gli attentati hanno colpito residenti che si stavano recando al lavoro o si trovavano in mercati e luoghi affollati in una decina di quartieri. Gli attacchi sono stati condotti con auto imbottite da esplosivi, bombe e attentatori suicidi che hanno preso di mira parcheggi, mercati fuori porta e ristoranti. Colpito anche un convoglio militare a sud della capitale.
Il quartiere più colpito è quello settentrionale di Kazimiyah, dove sorge un importante santuario sciita. Qui due ordigni sono esplosi in un parcheggio e poi è scoppiata un'autobomba suicida che ha colpito le persone radunatesi dopo i primi scoppi. Nel quartiere hanno perso la vita dieci persone e altre 27 sono rimaste ferite. Un'autobomba parcheggiata è saltata in aria nell'area commerciale del quartiere settentrionale di Shaab, uccidendo nove persone e ferendone 15.
Altre autobombe sono esplose nei mercati di Sadr City, dove cinque persone sono morte e altre 20 sono rimaste ferite. Attacchi simili hanno colpito il quartiere settentrionale di Shula, dove tre persone sono morte e nove sono state ferite; quello sudorientale di Jisr Diyala (otto morti e 22 feriti) e l'area orientale di Nuova Bagdad (tre morti e 12 feriti). Esplosioni si sono registrate anche nei quartieri di Bayaa, Jamila, Hurriyah e Saydiyah, per un totale di 12 vittime.
A Mahmoudiyah, a circa 30 chilometri a sud della capitale, un attentatore si è fatto esplodere fuori da un ristorante, uccidendo quattro persone e ferendone 13. A Madain, infine, a 25 chilometri a sudest di Bagdad, una bomba ha colpito una pattuglia di passaggio, uccidendo quattro soldati e ferendone altri sei.
L'attacco non è stato rivendicato ma i sospetti ricadono su militanti sunniti legati ad Al Qaeda che spesso lanciano azioni coordinate contro la maggioranza sciita. Negli ultimi mesi si sono riaccesi gli scontri e l'Iraq è tornato ai livelli di violenza conosciuti nel 2008, quando il Paese mediorientale usciva con grande fatica da una guerra civile che contrapponeva sciiti e sunniti.
Dall'inizio del 2013, più di 3.700 persone sono morte in attentati, secondo un bilancio di Afp.
Secondo quanto riferisce la polizia, gli attentati hanno colpito residenti che si stavano recando al lavoro o si trovavano in mercati e luoghi affollati in una decina di quartieri. Gli attacchi sono stati condotti con auto imbottite da esplosivi, bombe e attentatori suicidi che hanno preso di mira parcheggi, mercati fuori porta e ristoranti. Colpito anche un convoglio militare a sud della capitale.
Il quartiere più colpito è quello settentrionale di Kazimiyah, dove sorge un importante santuario sciita. Qui due ordigni sono esplosi in un parcheggio e poi è scoppiata un'autobomba suicida che ha colpito le persone radunatesi dopo i primi scoppi. Nel quartiere hanno perso la vita dieci persone e altre 27 sono rimaste ferite. Un'autobomba parcheggiata è saltata in aria nell'area commerciale del quartiere settentrionale di Shaab, uccidendo nove persone e ferendone 15.
Altre autobombe sono esplose nei mercati di Sadr City, dove cinque persone sono morte e altre 20 sono rimaste ferite. Attacchi simili hanno colpito il quartiere settentrionale di Shula, dove tre persone sono morte e nove sono state ferite; quello sudorientale di Jisr Diyala (otto morti e 22 feriti) e l'area orientale di Nuova Bagdad (tre morti e 12 feriti). Esplosioni si sono registrate anche nei quartieri di Bayaa, Jamila, Hurriyah e Saydiyah, per un totale di 12 vittime.
A Mahmoudiyah, a circa 30 chilometri a sud della capitale, un attentatore si è fatto esplodere fuori da un ristorante, uccidendo quattro persone e ferendone 13. A Madain, infine, a 25 chilometri a sudest di Bagdad, una bomba ha colpito una pattuglia di passaggio, uccidendo quattro soldati e ferendone altri sei.
L'attacco non è stato rivendicato ma i sospetti ricadono su militanti sunniti legati ad Al Qaeda che spesso lanciano azioni coordinate contro la maggioranza sciita. Negli ultimi mesi si sono riaccesi gli scontri e l'Iraq è tornato ai livelli di violenza conosciuti nel 2008, quando il Paese mediorientale usciva con grande fatica da una guerra civile che contrapponeva sciiti e sunniti.
Dall'inizio del 2013, più di 3.700 persone sono morte in attentati, secondo un bilancio di Afp.