Esteri

Pakistan, terremoto nel sud-ovest:
più di 320 morti, centinaia di feriti

La scossa più forte di magnitudo 7.7 è stata seguita da varie repliche. Nella provincia del Baluchistan crollate migliaia di case di pietra e fango. Soccorsi difficili a causa delle distanze e delle cattive condizioni delle strade

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ISLAMABAD - Almeno 327 morti e migliaia di persone coinvolte. Questo il bilancio delle vittime del violento terremoto che ieri ha colpito la provincia del Baluchistan, nel Pakistan sud-occidentale. Alle operazioni di soccorso partecipano anche reparti dell'esercito e delle guardie di frontiera, ma le lunghe distanze da percorrere e il cattivo stato delle strade stanno intralciando il loro lavoro.

La scossa di magnitudo 7.7, avvertita fino a New Delhi, ha provocato il crollo di migliaia abitazioni, precarie costruzioni di pietre tenute insieme dal fango. Successivamente sono state registrate nove repliche di intensità compresa tra 4,3 e 5,9 gradi Richter. Ad Awaran, epicentro del sisma, e in altri cinque distretti è stato decretato lo stato d'emergenza.

Il sisma ha perfino fatto emergere una piccola isola di fronte alla costa di Gwadar, sull'oceano Indiano.

Nella provincia del Baluchistan, in parte desertica e non densamente popolata, sono presenti diverse installazioni nucleari. E' in questa zona che le forze armate hanno compiuto i test che hanno portato il Pakistan a diventare una  potenza nucleare. Nella regione, che confina con l'Iran ed è molto povera, opera un movimento indipendentista.

L'ultimo grave terremoto in Pakistan risaliva all'ottobre 2005: nella regione del Kashmir (divisa con l'India) e nella provincia nord-occidentale di Khyber Pakhtunkwa persero la vita a 75 mila persone.