Esteri

Giallo sulle Pussy Riot, il marito: "Sparita Tolokonnikova"

La denuncia del coniuge, ma il carcere smentisce. La donna sarebbe scomparsa 10 giorni fa, dopo il suo trasferimento in Mordovia. Era in sciopero della fame

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LONDRA - E' giallo sulla sorte di Nadezhda Tolokonnikova, una delle tre cantanti del gruppo russo Pussy Ryot condannate per aver inscenato una protesta nella cattedrale del Salvatore di Mosca. Il marito Pyotr Verzilov ha denunciato di non avere notizie della moglie da 10 giorni, da quando è stata trasferita dal carcere in un istituto di pena in Mordovia.

La giovane era in sciopero della fame. L'ultima volta che l'uomo ha avuto informazioni su di lei è stato il 21 ottobre, quando i secondini l'hanno fatta salire su un treno per portarla via. Il 24 ottobre un altro passeggero ha riferito che il convoglio era arrivato a destinazione a Chelyabinsk tra le montagne degli Urali.

Ma la notizia della scomparsa è stata smentita quasi subito dai servizi carcerari russi. Il Servizio penitenziario federale ha fatto sapere che la donna è stata trasferita all'interno di un nuovo istituto di pena e che, come stabilito dal regolamento, i familiari saranno informati entro 10 giorni dal suo arrivo. Il marito della donna ha detto che sono state le autorità a decidere di spostarla.

FOTO Nadia dietro le sbarre

Tolokonnikova, che sta scontando una condanna a due anni di carcere per la sua performance anti Putin nella chiesa di Cristo il Salvatore, era stata in sciopero della fame nella colonia penale in Mordovia e aveva denunciato abusi da parte del personale della prigione. Suo marito ha detto che dopo lo sciopero della fame la donna era ancora debole e ha accusato le autorità di volerla punire a causa delle sue proteste. Per la performance musicale del febbraio 2012 è stata condannata, sempre a due anni, anche un'altra componente del gruppo.
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